SEZIONE B

MIGLIORAMENTO GENETICO DELLE PIANTE B 105 dei caratteri agronomicamente importanti sono molti, le selezioni, anche se presenteranno parecchi aspetti favorevoli, porteranno anche qualche particolare negativo. Per il successo nella realizzazione di una certa combinazione genotipica, acquista quindi importanza la scelta dei genitori con i quali l ibridazione si esegue. Se i due tipi parentali differiscono per pochi fattori, almeno per quanto riguarda il controllo dei caratteri interessati, il risultato desiderato può essere facilmente avvicinato. D altra parte, potrà essere necessario ricercare un carattere importante (es. resistenza a un patogeno) in varietà distanti o addirittura in specie diverse. Nel lavorare sulla discendenza di incroci con tali materiali è necessario tenere conto delle limitazioni che possono derivare al potenziale di ricombinazione per la diminuita o mancata sinapsi (appaiamento dei cromosomi alla meiosi) oppure per la presenza di riassetti cromosomici che ostacolano l interscambio. Ciò si verifica spesso negli incroci dove le due specie costituiscono cromosomi simili (omeologhi), anziché uguali (omologhi). Tra i metodi disponibili la scelta è dettata, oltre che dall impegno tecnico che ciascuno di essi richiede, dal risultato desiderato: cioè dipende se si ricercano genotipi complessivamente superiori ai genitori (miglioramento trasgressivo) o se si intende introdurre in uno dei genitori uno specifico carattere portato da un altro genotipo. Iniziando dal primo caso, si incontrano più possibilità (sviluppate soprattutto per i frumenti) cui, nella pratica, si aggiungono ulteriori varianti nelle quali si tende a conservare, durante il processo di purificazione, una certa variabilità che garantirebbe meglio nelle successive e diverse annate un comportamento sempre soddisfacente. Metodo massale. Durante le generazioni segreganti (F2 F5) si sfrutta la selezione sia naturale sia artificiale, sempre scegliendo in campo un certo numero di piante derivate dalla generazione precedente. Alla F6, se la popolazione è seminata a piante distanziate, si raccoglie da ogni pianta la quantità di seme necessaria per impiantare subito le prove di produttività preliminari; se il seme non fosse sufficiente, bisognerebbe scegliere nelle file F6 le piante migliori e seminare il seme di queste in file F7; si impianteranno quindi le prove preliminari nella F8. La semina a piante spaziate delle linee selezionate, per l eliminazione degli individui aberranti e per una successiva rifinitura del lavoro di selezione, può proseguire nelle generazioni dalla F8 alla F10, a seconda delle esigenze. Una modificazione è la seguente: si scelgono già nella popolazione F2 seminata rada piante vigorose e resistenti alle malattie; nelle progenie F3 si ripete la selezione e il seme delle piante scelte si alleva nella F4 in parcelle distinte. In F5 si eseguono le prove preliminari di produttività: nelle parcelle le piante delle file di bordo si raccolgono e si conservano; una volta riconosciute le famiglie migliori, saranno trebbiate singolarmente e la progenie seminata in fila-spiga o in fila-pianta nella F6. Miglioramento genealogico (o del pedigree). Si eseguono tanti incroci tra le piante che si scelgono come genitori, quanti bastano perché le F1 diano seme sufficiente per la selezione nelle F2. Ognuna di queste deve essere composta da 2.000-10.000 piante che saranno coltivate sufficientemente distanziate per consentire le necessarie osservazioni. Dalla F2 in poi occorre adottare un sistema di annotazione che permetta di seguire le singole piante da una generazione all altra. Dalle piante di seconda generazione se ne sceglie almeno un migliaio e, con il seme da esse prodotto, si seminano altrettante file di piante di terza generazione. Tutte le file F3 non interessanti si scartano e dalle linee rimaste si scelgono le piante migliori. Quando le file appaiono B

SEZIONE B
SEZIONE B
BOTANICA, FISIOLOGIA VEGETALE...
La Botanica è la scienza che studia le forme di vita del mondo vegetale e ne analizza i rapporti ecologici attraverso diverse branche: ad esempio, la citologia studia la cellula vegetale e le sue funzioni; l’istologia si occupa dei tessuti; l’anatomia analizza gli organi; la genetica controlla la trasmissione dei caratteri di generazione in generazione; la fitosociologia e l’ecologia cercano di individuare i rapporti dei vegetali, fra loro e con gli altri viventi. A sua volta, ciascuna branca focalizza alcuni particolari aspetti del mondo vegetale: le modalità nutrizionali o riproduttive, la distribuzione geografica, i possibili utilizzi in altri campi (scientifico, farmaceutico, alimentare, ecc.).Le conoscenze botaniche, evolutesi nel contesto della stessa evoluzione umana, sono particolarmente importanti per le applicazioni in campo agronomico poiché rappresentano una delle fondamentali basi scientifiche sulle quali costruire e articolare buona parte dei saperi orientati alla produzione agraria. La pianta, sia che abbia avuto origine dall’incontro dei due gameti, maschile e femminile, con formazione del seme, o dalla moltiplicazione di una porzione di pianta, per esempio da una talea d’innesto, o ancora da un insieme di cellule meristematiche attraverso la tecnica della micropropagazione in vitro, rappresenta sempre il punto focale della disciplina agronomica.In questa Sezione B del Manuale dell’Agronomo sono poi sviluppati e approfonditi anche tutti gli aspetti legati alla Genetica agraria (dalle conoscenze consolidate della genetica mendeliana alla genetica molecolare, all’ingegneria genetica, all’analisi del genoma). Oltre ai contenuti di carattere generale, sono trattati separatamente, in parallelo, i due settori di applicazione del miglioramento genetico in campo agrario: quello vegetale e quello animale per l’ambito applicativo zootecnico. Coordinamento di SezionePaolo CecconRealizzazione e collaborazioniPaolo Ceccon, Elio Cirillo, Maurizio Cocucci, Stefania Dall’Olio, Adalberto Falaschini, Maria Nives Forgiarini, Marcello Guiducci, Carlo Lorenzoni, Adriano Marocco, Roberto Pinton, Aldo Pollini, Domenico Ugulini