SEZIONE B

B 108 BOTANICA, FISIOLOGIA VEGETALE, GENETICA AGRARIA - GENETICA VEGETALE ricorrente si accumulano automaticamente. Il metodo appare particolarmente adatto per casi come il trasferimento interspecifico di fattori per la resistenza a malattie, quando non sussistano gravi ostacoli nella ricombinazione: risultati positivi sono stati ottenuti, per esempio, con l introgressione da T. timopheevi in Triticum vulgare della resistenza a Puccinia spp. Può essere talvolta opportuno modificare la procedura del reincrocio allo scopo di renderlo anche transgressivo . Applicando solo 2-3 reincroci al genitore ricorrente e quindi intervenendo con la selezione, si può raggiungere un risultato già soddisfacente per le caratteristiche generali della varietà di partenza o addirittura superiore; un altra variante consiste nell introdurre, dopo alcuni reincroci, un secondo tipo ricorrente. Come esempio dell uso di un metodo modificato di reincrocio, ricordiamo il trasferimento nel pomodoro dell elevato contenuto in vitamina C del Lycopersicon peruvianum. Selezione assistita da marcatori molecolari. Un notevole aiuto nei programmi di reincrocio per il trasferimento di caratteri, la cui espressione è condizionata dal verificarsi di opportune situazioni esterne (es. attacco dello specifico parassita) oppure dalla omozigosi dell allele interessato (fattore di resistenza recessivo), è offerto dalla possibilità di controllare indirettamente la conservazione dell allele nel corso delle generazioni, seguendo opportuni marcatori molecolari a esso strettamente concatenati. Come già detto, tali marcatori non sono soggetti a influenze ambientali e la loro presenza può essere riconosciuta anche in situazioni eterozigoti. Il punto critico di questa procedura consiste nell individuazione di uno, o meglio, due marcatori concatenati, che va realizzata nella fase preliminare del programma (es. in F2 dopo l incrocio iniziale). Mutagenesi artificiale. Dalla constatazione che svariati trattamenti fisici e chimici alla pianta, o ad alcune parti di essa, determinano la comparsa di mutazioni ereditarie, è scaturita un ampia serie di esperimenti anche con intento applicativo. In generale, infatti, se in un individuo appartenente a una varietà-linea pura comparisse una variante utile, si sarebbe ottenuta quasi immediatamente una versione migliorata della varietà. I risultati pratici rilevanti sono stati piuttosto rari e ciò ha fatto diminuire l attenzione per questa tecnica, negli ultimi decenni. Come ritrovamenti importanti si devono ricordare i mutanti per la taglia bassa isolati presso i laboratori dell ENEA-Casaccia, che hanno contribuito in modo decisivo allo sviluppo del moderno ideotipo del grano duro per l Italia. Variabilità somaclonale. Gli aspetti vantaggiosi della mutagenesi artificiale (in particolare rapidità e semplicità operativa) si ripresentano quando si sfrutti la comparsa di modificazioni ereditabili nelle piante derivate da colture di cellule o tessuti. Questo fenomeno da un lato crea problemi di difformità nel processo di moltiplicazione commerciale delle piante da colture in vitro, dall altro appare come una promettente fonte di nuova variabilità genetica. Le modificazioni osservate possono essere dovute sia ad alterazione del numero cromosomico sia a mutazioni monomendeliane; in alcuni casi appaiono variazioni in caratteri a variabilità continua quali l altezza della pianta o la produzione. La variabilità sprigionata a seguito della coltura in vitro potrebbe risultare preziosa in genotipi evoluti che già presentano complessi genici coadattati, frutto della precedente selezione naturale e artificiale. Comunque, possibili sbocchi pratici sono legati alla frequente comparsa di mutazioni utili e alla facilità di rigenerazione delle piante.

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BOTANICA, FISIOLOGIA VEGETALE...
La Botanica è la scienza che studia le forme di vita del mondo vegetale e ne analizza i rapporti ecologici attraverso diverse branche: ad esempio, la citologia studia la cellula vegetale e le sue funzioni; l’istologia si occupa dei tessuti; l’anatomia analizza gli organi; la genetica controlla la trasmissione dei caratteri di generazione in generazione; la fitosociologia e l’ecologia cercano di individuare i rapporti dei vegetali, fra loro e con gli altri viventi. A sua volta, ciascuna branca focalizza alcuni particolari aspetti del mondo vegetale: le modalità nutrizionali o riproduttive, la distribuzione geografica, i possibili utilizzi in altri campi (scientifico, farmaceutico, alimentare, ecc.).Le conoscenze botaniche, evolutesi nel contesto della stessa evoluzione umana, sono particolarmente importanti per le applicazioni in campo agronomico poiché rappresentano una delle fondamentali basi scientifiche sulle quali costruire e articolare buona parte dei saperi orientati alla produzione agraria. La pianta, sia che abbia avuto origine dall’incontro dei due gameti, maschile e femminile, con formazione del seme, o dalla moltiplicazione di una porzione di pianta, per esempio da una talea d’innesto, o ancora da un insieme di cellule meristematiche attraverso la tecnica della micropropagazione in vitro, rappresenta sempre il punto focale della disciplina agronomica.In questa Sezione B del Manuale dell’Agronomo sono poi sviluppati e approfonditi anche tutti gli aspetti legati alla Genetica agraria (dalle conoscenze consolidate della genetica mendeliana alla genetica molecolare, all’ingegneria genetica, all’analisi del genoma). Oltre ai contenuti di carattere generale, sono trattati separatamente, in parallelo, i due settori di applicazione del miglioramento genetico in campo agrario: quello vegetale e quello animale per l’ambito applicativo zootecnico. Coordinamento di SezionePaolo CecconRealizzazione e collaborazioniPaolo Ceccon, Elio Cirillo, Maurizio Cocucci, Stefania Dall’Olio, Adalberto Falaschini, Maria Nives Forgiarini, Marcello Guiducci, Carlo Lorenzoni, Adriano Marocco, Roberto Pinton, Aldo Pollini, Domenico Ugulini