SEZIONE B

MIGLIORAMENTO GENETICO DELLE PIANTE B 111 Una variante della selezione half-sib è rappresentata dal metodo del polincrocio (polycross), usato per piante in cui è possibile una propagazione per via vegetativa, quali varie foraggere graminacee e leguminose. Piante inizialmente scelte sulla base di una valutazione fenotipica sono clonate e i corrispondenti cloni sono allevati in campo isolato, ripetuti con una distribuzione tale da favorire l incrocio tra loro nella misura più ampia possibile. Se le progenie raccolte da ciascun clone sono poste a confronto, è possibile individuare i cloni che conferiscono le migliori caratteristiche e impiegare solo questi per costruire il successivo campo di incrocio. Il controllo genetico risulta più rigoroso e quindi la selezione più efficace se, anziché lasciare le piante a impollinazione libera, si eseguono incroci controllati tra coppie di piante. Anche in questo caso le progenie ottenute, costituite da fratelli interi (full-sib), sono sottoposte a prove comparative e successivamente le migliori sono interincrociate. Nella pratica l uso di questo metodo è scoraggiato dall impegno richiesto dall esecuzione degli incroci singoli. Le progenie, da valutare in vista dell interincrocio per sviluppare una popolazione, possono essere derivate da autofecondazione delle piante fenotipicamente superiori applicata per una (S1) o due generazioni (S2). In questo caso la realizzazione dell intento di accumulare alleli positivi nella popolazione, attraverso cicli ripetuti, è favorita dall eliminazione nelle progenie da autofecondazione dei tipi che esprimono forme deteriori a base genetica recessiva. Miglioramento per attitudine combinatoria. Poiché spesso lo scopo ultimo nel miglioramento delle allogame è la costituzione di ibridi, l ottenimento di linee convenienti per l espressione di eterosi assume importanza centrale. Ne deriva la necessità di metodi di selezione nei quali, tra i criteri di valutazione, sia compresa la capacità di un genotipo di funzionare da genitore per incroci adatti alla coltivazione (attitudine combinatoria). Fondamentalmente si tratta, a tal fine, di assoggettare a incrocio le progenie già scelte per le proprie caratteristiche positive e di saggiare gli ibridi così ottenuti a prove agronomiche. Nei primi tempi della ricerca sul mais si procedeva fissando linee pure e apprezzandole in base al comportamento in varie combinazioni tra loro: tale procedura comporta che, dovendo considerare molte linee pure, il numero delle combinazioni giunge a un ampiezza tale da rendere la sperimentazione impraticabile. Una modalità più conveniente è il top-cross, cioè l incrocio delle linee con una varietà tester comune. Le linee che danno incroci superiori sono classificate di buona attitudine combinatoria generale . Solo tali linee, successivamente, saranno incrociate nelle varie possibili combinazioni e le prove dei loro ibridi accerteranno attitudini combinatorie specifiche. Come genitore comune si può adottare una popolazione a impollinazione libera, un ibrido o una linea pura: più la base del tester è stretta (ibrido semplice, linea pura), più emerge l attitudine combinatoria specifica. Gli schemi di selezione moderni inseriscono, come presupposto per l ottenimento delle linee, il miglioramento delle popolazioni da effettuarsi con cicli ripetuti di autofecondazione-valutazione delle progenie S1 o S2-interincrocio delle progenie scelte: la scelta delle progenie si effettua anche in base al loro comportamento in incrocio. A ogni ciclo, proseguendo le autofecondazioni, si possono estrarre linee da impiegare negli specifici programmi di costituzione degli ibridi per la coltivazione. Il ritrovamento di linee valide dovrebbe riuscire più probabile col progredire dei cicli, in conseguenza dell aumentata frequenza di alleli positivi nella popolazione. B

SEZIONE B
SEZIONE B
BOTANICA, FISIOLOGIA VEGETALE...
La Botanica è la scienza che studia le forme di vita del mondo vegetale e ne analizza i rapporti ecologici attraverso diverse branche: ad esempio, la citologia studia la cellula vegetale e le sue funzioni; l’istologia si occupa dei tessuti; l’anatomia analizza gli organi; la genetica controlla la trasmissione dei caratteri di generazione in generazione; la fitosociologia e l’ecologia cercano di individuare i rapporti dei vegetali, fra loro e con gli altri viventi. A sua volta, ciascuna branca focalizza alcuni particolari aspetti del mondo vegetale: le modalità nutrizionali o riproduttive, la distribuzione geografica, i possibili utilizzi in altri campi (scientifico, farmaceutico, alimentare, ecc.).Le conoscenze botaniche, evolutesi nel contesto della stessa evoluzione umana, sono particolarmente importanti per le applicazioni in campo agronomico poiché rappresentano una delle fondamentali basi scientifiche sulle quali costruire e articolare buona parte dei saperi orientati alla produzione agraria. La pianta, sia che abbia avuto origine dall’incontro dei due gameti, maschile e femminile, con formazione del seme, o dalla moltiplicazione di una porzione di pianta, per esempio da una talea d’innesto, o ancora da un insieme di cellule meristematiche attraverso la tecnica della micropropagazione in vitro, rappresenta sempre il punto focale della disciplina agronomica.In questa Sezione B del Manuale dell’Agronomo sono poi sviluppati e approfonditi anche tutti gli aspetti legati alla Genetica agraria (dalle conoscenze consolidate della genetica mendeliana alla genetica molecolare, all’ingegneria genetica, all’analisi del genoma). Oltre ai contenuti di carattere generale, sono trattati separatamente, in parallelo, i due settori di applicazione del miglioramento genetico in campo agrario: quello vegetale e quello animale per l’ambito applicativo zootecnico. Coordinamento di SezionePaolo CecconRealizzazione e collaborazioniPaolo Ceccon, Elio Cirillo, Maurizio Cocucci, Stefania Dall’Olio, Adalberto Falaschini, Maria Nives Forgiarini, Marcello Guiducci, Carlo Lorenzoni, Adriano Marocco, Roberto Pinton, Aldo Pollini, Domenico Ugulini