4.5.3 Piante a propagazione vegetativa

B 114 BOTANICA, FISIOLOGIA VEGETALE, GENETICA AGRARIA - GENETICA VEGETALE assicurare la purezza della linea, in quanto non solo assicura la qualità genetica del seme ibrido, ma riduce anche i costi di epurazione. Nella realizzazione dei campi di incrocio si devono curare: l isolamento da ogni possibile fonte di polline estraneo; il rapporto tra piante portaseme e impollinanti che va stabilito in funzione della quantità e della fertilità del polline emesso dalle linee maschili: comunemente per il mais sono adottati rapporti 6:2 e 4:2 (femmina:maschio); la densità di semina della linea portaseme in funzione del genotipo; le semine delle linee parentali in epoche differenziate, poiché raramente le linee che entrano nella formulazione di un ibrido presentano uguale lunghezza del periodo semina-fioritura; l epurazione delle piante fuori tipo, prima della fioritura, al fine di garantire la purezza genetica dell ibrido; l emasculazione delle piante portaseme, che si ottiene attraverso la castrazione meccanica (asportazione dell infiorescenza maschile prima dell antesi) o con l impiego di genotipi maschiosterili. La sterilità pollinica ereditata per via citoplasmatica è la più largamente sfruttata. Il primo caso di impiego commerciale fu quello offerto dal citoplasma T in mais. Per la ristorazione della maschiosterilità di tipo T sono necessari due geni (Rf1 e Rf2) dominanti. Sfortunatamente la maschiosterilità di tipo T si rivelò pericolosa perché associata a sensibilità a Drechslera maydis e quindi fu abbandonata. Erano noti altri citoplasmi sterilizzati che poi sono stati proposti per l uso (es. il tipo C), anche se con scarso seguito perché, nel frattempo, il miglioramento produttivo delle linee portaseme aveva reso accettabile il costo dell emasculazione meccanica o manuale con supporto meccanico. Resta ancora insostituibile l uso del sistema maschiosterilità citoplasmatica: ristoratori in specie con fiori ermafroditi come il sorgo (citoplasma da incroci milo 3 kafir, ristoratori Msc1 o Msc2 più modificatori) e il girasole. Un altro mezzo genetico che può avere applicazioni analoghe a quelle della maschiosterilità, è l autoincompatibilità: infatti il portaseme, anche se produce polline, non si autofeconda e, quindi, in un impianto appropriato produce solo seme ibrido (es. in Brassica). 4.5.3 Piante a propagazione vegetativa. Per le specie correntemente riprodotte per via agamica, l ottenimento di nuove varietà si fonda essenzialmente sull incrocio e sulla selezione, nei materiali così prodotti, di individui che saranno moltiplicati per clonazione. La successione di cicli incrocio-selezione si attua con particolari che variano a seconda delle capacità operative e della preferenza data all identificazione di espressioni di attitudine combinatoria generale oppure specifica. Nella loro forma più semplice i programmi applicano la selezione massale procedendo attraverso la scelta dei fenotipi migliori in una popolazione naturale di semenzali, la propagazione del materiale selezionato, l incrocio fra individui selezionati la cui progenie allevata in massa sarà sottoposta a sua volta a selezione. Questo metodo ha evidenti vantaggi di economicità, ma presenta il rischio di una riduzione progressiva della base genetica dovuto all assenza di programmazione degli incroci. Un maggiore controllo è

SEZIONE B
SEZIONE B
BOTANICA, FISIOLOGIA VEGETALE...
La Botanica è la scienza che studia le forme di vita del mondo vegetale e ne analizza i rapporti ecologici attraverso diverse branche: ad esempio, la citologia studia la cellula vegetale e le sue funzioni; l’istologia si occupa dei tessuti; l’anatomia analizza gli organi; la genetica controlla la trasmissione dei caratteri di generazione in generazione; la fitosociologia e l’ecologia cercano di individuare i rapporti dei vegetali, fra loro e con gli altri viventi. A sua volta, ciascuna branca focalizza alcuni particolari aspetti del mondo vegetale: le modalità nutrizionali o riproduttive, la distribuzione geografica, i possibili utilizzi in altri campi (scientifico, farmaceutico, alimentare, ecc.).Le conoscenze botaniche, evolutesi nel contesto della stessa evoluzione umana, sono particolarmente importanti per le applicazioni in campo agronomico poiché rappresentano una delle fondamentali basi scientifiche sulle quali costruire e articolare buona parte dei saperi orientati alla produzione agraria. La pianta, sia che abbia avuto origine dall’incontro dei due gameti, maschile e femminile, con formazione del seme, o dalla moltiplicazione di una porzione di pianta, per esempio da una talea d’innesto, o ancora da un insieme di cellule meristematiche attraverso la tecnica della micropropagazione in vitro, rappresenta sempre il punto focale della disciplina agronomica.In questa Sezione B del Manuale dell’Agronomo sono poi sviluppati e approfonditi anche tutti gli aspetti legati alla Genetica agraria (dalle conoscenze consolidate della genetica mendeliana alla genetica molecolare, all’ingegneria genetica, all’analisi del genoma). Oltre ai contenuti di carattere generale, sono trattati separatamente, in parallelo, i due settori di applicazione del miglioramento genetico in campo agrario: quello vegetale e quello animale per l’ambito applicativo zootecnico. Coordinamento di SezionePaolo CecconRealizzazione e collaborazioniPaolo Ceccon, Elio Cirillo, Maurizio Cocucci, Stefania Dall’Olio, Adalberto Falaschini, Maria Nives Forgiarini, Marcello Guiducci, Carlo Lorenzoni, Adriano Marocco, Roberto Pinton, Aldo Pollini, Domenico Ugulini