1.2.4 Vacuolo

B 12 BOTANICA, FISIOLOGIA VEGETALE, GENETICA AGRARIA - CELLULE, PIANTE, COLTURE organelli endocellulari. Inoltre permette scambi di sostanze tra i diversi organelli e tra questi e l esterno della cellula. composto per il 20% da proteine; la sua composizione minerale viene mantenuta alquanto costante, così come il pH che presenta valori attorno alla neutralità. 1.2.4 Vacuolo. Il 90% del volume di una cellula differenziata può essere occupato da uno o più vacuoli. Il vacuolo è delimitato da una membrana con caratteristiche simili a quelle del plasmalemma (doppio strato lipidico e presenza di proteine coinvolte in processi di trasporto di soluti). Il vacuolo ha pH generalmente acido ed è in grado di accumulare in maniera reversibile una notevole varietà di sostanze quali ioni inorganici, acidi organici, zuccheri, proteine, metaboliti secondari e sostanze tossiche. Nel vacuolo sono anche presenti attività enzimatiche che catalizzano l idrolisi di proteine, carboidrati, lipidi, acidi nucleici e fosfati. Queste caratteristiche conferiscono al vacuolo funzioni di organo di riserva e di detossificazione e un importante ruolo nella regolazione del metabolismo e nel mantenimento del turgore cellulare. 1.2.5 Mitocondri. Sono organelli a forma di bastoncino il cui numero e la dimensione possono variare da cellula a cellula e in funzione del tessuto. Sono sede di importanti processi biochimici quali il ciclo degli acidi tricarbossilici e la fosforilazione ossidativa (due fasi della respirazione) e forniscono quindi l approvvigionamento energetico alla cellula. I mitocondri sono circondati da due membrane a doppio strato fosfolipidico: una esterna, molto permeabile ai soluti e una interna che presenta numerose invaginazioni (creste) e contiene proteine con funzione di trasporto specifico per ioni e molecole organiche; a questa membrana sono associati i sistemi redox della catena respiratoria e proteine (ATPasi) che operano la sintesi di fonti di energia. Le due membrane sono separate da uno spazio intermembrana e delimitano la matrice interna del mitocondrio che contiene enzimi coinvolti nel metabolismo energetico (ciclo degli acidi tricarbossilici e demolizione degli acidi grassi), DNA, RNA e ribosomi. I mitocondri possiedono quindi una parziale autonomia genetica e possono sintetizzare proteine. 1.2.6 Plastidi. Sono organelli presenti solo nelle cellule dei vegetali eucarioti e si distinguono in base alle loro funzioni in: cloroplasti, cromoplasti e leucoplasti. I cloroplasti contengono la clorofilla e sono sede della fotosintesi. Hanno forma sferica o lenticolare, sono costituiti da un sistema di due membrane fosfolipidiche che racchiude una matrice amorfa (lo stroma), dove è situato un cospicuo sistema lamellare di membrane. La membrana esterna è relativamente permeabile ai soluti e separata da quella interna da uno spazio intermembrana; la membrana interna ha un organizzazione più complessa ed è più ricca in proteine che consentono il trasporto selettivo di prodotti e substrati metabolici. Il sistema di membrane immerso nello stroma è costituito da vescicole appiattite (tilacoidi o lamelle) che racchiudono una fase acquosa (spazio intratilacoidale) e sono impilate l una sull altra a formare i grana. La matrice è ricca in proteine enzimatiche e contiene granuli d amido, gocciole lipidiche, ribosomi, DNA, RNA ed enzimi della via di fissazione fotosintetica della CO2 (ciclo di Calvin), dell assimilazione dell azoto e dello zolfo, della sintesi di alcune categorie di terpeni e degli acidi grassi.

SEZIONE B
SEZIONE B
BOTANICA, FISIOLOGIA VEGETALE...
La Botanica è la scienza che studia le forme di vita del mondo vegetale e ne analizza i rapporti ecologici attraverso diverse branche: ad esempio, la citologia studia la cellula vegetale e le sue funzioni; l’istologia si occupa dei tessuti; l’anatomia analizza gli organi; la genetica controlla la trasmissione dei caratteri di generazione in generazione; la fitosociologia e l’ecologia cercano di individuare i rapporti dei vegetali, fra loro e con gli altri viventi. A sua volta, ciascuna branca focalizza alcuni particolari aspetti del mondo vegetale: le modalità nutrizionali o riproduttive, la distribuzione geografica, i possibili utilizzi in altri campi (scientifico, farmaceutico, alimentare, ecc.).Le conoscenze botaniche, evolutesi nel contesto della stessa evoluzione umana, sono particolarmente importanti per le applicazioni in campo agronomico poiché rappresentano una delle fondamentali basi scientifiche sulle quali costruire e articolare buona parte dei saperi orientati alla produzione agraria. La pianta, sia che abbia avuto origine dall’incontro dei due gameti, maschile e femminile, con formazione del seme, o dalla moltiplicazione di una porzione di pianta, per esempio da una talea d’innesto, o ancora da un insieme di cellule meristematiche attraverso la tecnica della micropropagazione in vitro, rappresenta sempre il punto focale della disciplina agronomica.In questa Sezione B del Manuale dell’Agronomo sono poi sviluppati e approfonditi anche tutti gli aspetti legati alla Genetica agraria (dalle conoscenze consolidate della genetica mendeliana alla genetica molecolare, all’ingegneria genetica, all’analisi del genoma). Oltre ai contenuti di carattere generale, sono trattati separatamente, in parallelo, i due settori di applicazione del miglioramento genetico in campo agrario: quello vegetale e quello animale per l’ambito applicativo zootecnico. Coordinamento di SezionePaolo CecconRealizzazione e collaborazioniPaolo Ceccon, Elio Cirillo, Maurizio Cocucci, Stefania Dall’Olio, Adalberto Falaschini, Maria Nives Forgiarini, Marcello Guiducci, Carlo Lorenzoni, Adriano Marocco, Roberto Pinton, Aldo Pollini, Domenico Ugulini