1.8.2 Eredità legata al sesso

B 126 BOTANICA, FISIOLOGIA VEGETALE, GENETICA AGRARIA - GENETICA E ZOOTECNIA 1.8.2 Eredità legata al sesso. Dato l elevato numero di geni e il limitato numero di cromosomi, in ogni cromosoma, compresi quelli del sesso, vi sono molti geni. I geni che si trovano sui cromosomi sessuali hanno pertanto un comportamento ereditario differente a seconda del cromosoma (X o Y) o del sesso interessato. Considerando i geni (caratteri) localizzati sui cromosomi sessuali, si distinguono i seguenti tipi di eredità: a. eredità ologinica: nel caso di eterogametia femminile, i geni presenti nel cromoso- ma Y vengono trasmessi solo alle femmine; b. eredità oloandrica: nel caso di eterogametia maschile, i geni del cromosoma Y ven- gono trasmessi solo ai maschi; c. eredità diaginica: quando l eterogametia è maschile e il carattere è portato dal cro- mosoma X, in quanto al maschio il cromosoma X9 può derivare solo dalla madre; d. eredità diandrica: quando l eterogametia è femminile e il carattere è portato dal cromosoma X, in quanto alla femmina il cromosoma X9 può derivare solo dal padre. Gli esempi più noti e studiati riguardano la trasmissione di due forGenitori me patologiche (emofilia e daltonismo) per quanto riguarda l eredità X diaginica nell uomo e alcune particolarità del piumaggio dei polli nel caso dell eredità diandrica; quest ulGameti timo ha una grande importanza b b Y X X XB economica nel settore zootecnico: infatti la barratura delle remiganti si manifesta già nel piumino dei pulciFigli ni e ciò permette, con un opportuno schema di accoppiamento, di riconoscere fin dalla nascita i pulcini maschi dalle femmine senza ricorrere a quella pratica del sessaggio (controllo della presenza o meno del bottone nella cloaca), che con l avvio dell avicoltura industriale FIG. 3.1 Eredità legata al sesso. Accoppiando una femmina barrata con gallo aveva avuto una grande diffusione. nero, i figli maschi sono barrati e le femmine nere. B.3 2. Cenni di genetica di popolazione Lo studio del comportamento dei geni all interno di una popolazione parte da alcuni aspetti fra cui, in primo luogo, ricordiamo la panmissia e la frequenza dei geni. La panmissia o accoppiamento casuale si verifica nel caso di una popolazione formata da individui a sessi separati, in cui tutti gli individui hanno lo stesso potenziale riproduttivo e pertanto non vi sono gameti preferiti: ogni gamete prodotto da un sesso ha la stessa probabilità di unirsi a qualunque gamete dell altro sesso. Questa situazione è naturalmente teorica in quanto è noto che non tutti gli individui, per motivi che vedremo più avanti, hanno lo stesso potenziale riproduttivo. Una popolazione, se viene considerata nella sua struttura sia dal punto di vista numerico sia dal punto di vista delle frequenze dei genotipi presenti, costituisce un insieme

SEZIONE B
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BOTANICA, FISIOLOGIA VEGETALE...
La Botanica è la scienza che studia le forme di vita del mondo vegetale e ne analizza i rapporti ecologici attraverso diverse branche: ad esempio, la citologia studia la cellula vegetale e le sue funzioni; l’istologia si occupa dei tessuti; l’anatomia analizza gli organi; la genetica controlla la trasmissione dei caratteri di generazione in generazione; la fitosociologia e l’ecologia cercano di individuare i rapporti dei vegetali, fra loro e con gli altri viventi. A sua volta, ciascuna branca focalizza alcuni particolari aspetti del mondo vegetale: le modalità nutrizionali o riproduttive, la distribuzione geografica, i possibili utilizzi in altri campi (scientifico, farmaceutico, alimentare, ecc.).Le conoscenze botaniche, evolutesi nel contesto della stessa evoluzione umana, sono particolarmente importanti per le applicazioni in campo agronomico poiché rappresentano una delle fondamentali basi scientifiche sulle quali costruire e articolare buona parte dei saperi orientati alla produzione agraria. La pianta, sia che abbia avuto origine dall’incontro dei due gameti, maschile e femminile, con formazione del seme, o dalla moltiplicazione di una porzione di pianta, per esempio da una talea d’innesto, o ancora da un insieme di cellule meristematiche attraverso la tecnica della micropropagazione in vitro, rappresenta sempre il punto focale della disciplina agronomica.In questa Sezione B del Manuale dell’Agronomo sono poi sviluppati e approfonditi anche tutti gli aspetti legati alla Genetica agraria (dalle conoscenze consolidate della genetica mendeliana alla genetica molecolare, all’ingegneria genetica, all’analisi del genoma). Oltre ai contenuti di carattere generale, sono trattati separatamente, in parallelo, i due settori di applicazione del miglioramento genetico in campo agrario: quello vegetale e quello animale per l’ambito applicativo zootecnico. Coordinamento di SezionePaolo CecconRealizzazione e collaborazioniPaolo Ceccon, Elio Cirillo, Maurizio Cocucci, Stefania Dall’Olio, Adalberto Falaschini, Maria Nives Forgiarini, Marcello Guiducci, Carlo Lorenzoni, Adriano Marocco, Roberto Pinton, Aldo Pollini, Domenico Ugulini