2.2.3 Selezione a favore di un gene dominante

B 130 BOTANICA, FISIOLOGIA VEGETALE, GENETICA AGRARIA - GENETICA E ZOOTECNIA dotati di una diversa capacità di sopravvivenza, mentre nella selezione artificiale è l uomo che compie la scelta. La misura del favore di un genotipo rispetto a un altro può avvenire attraverso la stima del tasso di riproducibilità: 100 AA hanno 250 figli di cui 150 possono riprodursi 100 aa hanno 220 figli di cui 100 possono riprodursi il genotipo favorito AA ha un vantaggio 5 50 su quello sfavorito aa; posta la fitness di AA 5 1, chiamiamo coefficiente di selezione la quantità s , 1, per cui la fitness del genotipo sfavorito risulta aa 5 1 2 s. 2.2.3 Selezione a favore di un gene dominante. Vediamo come variano le frequenze dei geni a comportamento mendeliano quando in una popolazione si seleziona a favore di un gene dominante o contro un gene recessivo, se l eterozigote non è distinguibile dall omozigote. L esame della Tabella 3.5 evidenzia le variazioni delle frequenze geniche e va sottolineato come il ritmo di selezione si riduca sensibilmente di generazione in generazione e la frequenza del gene a assuma un andamento asintotico verso lo 0, anche se in pratica con questo tipo di selezione non si eliminerà mai totalmente il gene a , in quanto gli eterozigoti Aa non sono distinguibili dagli omozigoti AA. TAB. 3.5 Variazione delle frequenze nella selezione a favore di un gene dominante AA e Aa mantello uniforme 5 96% aa mantello pezzato 5 4% q2 5 0,04 per cui q 5 0,2 e p 5 0,8 Vengono sistematicamente scartati dalla riproduzione gli individui a mantello pezzato in quanto omozigoti per a e quindi riconoscibili Generazione AA Aa aa Fn-1/Fn Ritmo selezione P F1 F2 F3 F4 49,0 59,2 66,0 70,8 74,5 42,0 35,5 30,5 26,7 23,6 9,0 5,3 3,5 2,5 1,9 P/F1 F1/F2 F2/F3 F3/F4 1,70 1,51 1,40 1,32 Un esempio è stata la selezione operata per anni in seno alla Razza Pezzata Nera Olandese che nella sua formazione aveva del sangue di bovini pezzati rossi (il nero è dominante sul rosso). Nonostante lo scarto sistematico dei soggetti rossi, perché si riteneva che i bovini pezzati neri fossero più produttivi, di tanto in tanto nascevano dei soggetti pezzati rossi da genitori fenotipicamente neri, ma genotipicamente portatori del rosso. L eliminazione dalla riproduzione dei soggetti rossi non otteneva il risultato cercato in quanto i genitori eterozigoti non erano eliminati e quindi continuavano a trasmettere al 50% della discendenza il gene a , dando origine ad altri individui eterozigoti. Dato che il colore in realtà non è correlato alla produttività, attualmente anche i bovini rossi vengono iscritti al LG della Razza Frisona. Un aspetto importante della selezione contro un gene recessivo è quello relativo alla profilassi genetica. I geni letali e subletali sono per lo più recessivi e manifestano la loro azione solo quando sono allo stadio omozigote. In questo caso si deve eliminare dalla riproduzione non solo l aspirante riproduttore e i suoi genitori, ma bisogna anche valutare tutti gli ascendenti, in particolare nel caso di un maschio da utilizzare in I.A. per impedire la diffusione (aumento della frequenza) del gene indesiderato.

SEZIONE B
SEZIONE B
BOTANICA, FISIOLOGIA VEGETALE...
La Botanica è la scienza che studia le forme di vita del mondo vegetale e ne analizza i rapporti ecologici attraverso diverse branche: ad esempio, la citologia studia la cellula vegetale e le sue funzioni; l’istologia si occupa dei tessuti; l’anatomia analizza gli organi; la genetica controlla la trasmissione dei caratteri di generazione in generazione; la fitosociologia e l’ecologia cercano di individuare i rapporti dei vegetali, fra loro e con gli altri viventi. A sua volta, ciascuna branca focalizza alcuni particolari aspetti del mondo vegetale: le modalità nutrizionali o riproduttive, la distribuzione geografica, i possibili utilizzi in altri campi (scientifico, farmaceutico, alimentare, ecc.).Le conoscenze botaniche, evolutesi nel contesto della stessa evoluzione umana, sono particolarmente importanti per le applicazioni in campo agronomico poiché rappresentano una delle fondamentali basi scientifiche sulle quali costruire e articolare buona parte dei saperi orientati alla produzione agraria. La pianta, sia che abbia avuto origine dall’incontro dei due gameti, maschile e femminile, con formazione del seme, o dalla moltiplicazione di una porzione di pianta, per esempio da una talea d’innesto, o ancora da un insieme di cellule meristematiche attraverso la tecnica della micropropagazione in vitro, rappresenta sempre il punto focale della disciplina agronomica.In questa Sezione B del Manuale dell’Agronomo sono poi sviluppati e approfonditi anche tutti gli aspetti legati alla Genetica agraria (dalle conoscenze consolidate della genetica mendeliana alla genetica molecolare, all’ingegneria genetica, all’analisi del genoma). Oltre ai contenuti di carattere generale, sono trattati separatamente, in parallelo, i due settori di applicazione del miglioramento genetico in campo agrario: quello vegetale e quello animale per l’ambito applicativo zootecnico. Coordinamento di SezionePaolo CecconRealizzazione e collaborazioniPaolo Ceccon, Elio Cirillo, Maurizio Cocucci, Stefania Dall’Olio, Adalberto Falaschini, Maria Nives Forgiarini, Marcello Guiducci, Carlo Lorenzoni, Adriano Marocco, Roberto Pinton, Aldo Pollini, Domenico Ugulini