2.2.4 Selezione a favore di un gene recessivo

CENNI DI GENETICA DI POPOLAZIONE B 131 Nel caso di un carattere patologico determinato da un gene recessivo (a), l aspirante riproduttore, fenotipicamente normale, avrà un genotipo (A?) per cui il testaggio può essere condotto accoppiando l aspirante riproduttore con 3 tipi di femmine. TAB. 3.6 Tipi di accoppiamento utilizzabili nella profilassi genetica per evidenziare se un aspirante riproduttore è portatore di un gene indesiderato (a) Femmine malate (aa) A? 3 aa 50% Aa normale Femmine portatrici (Aa) A? 3 Aa 50% ?a 25% AA normali 25% Aa normali 25% ?A normali 25% ?a Figlie con femmine normali (50% AA, 50% A?) A? 3 AA 100% normali A? 3 A? 75% normali 25% ?? Come è evidente se l aspirante è portatore (? 5 a), con il primo metodo il 50% dei figli è malato, mentre con gli altri due si ha solamente il 25%. Raramente i soggetti con manifesta patologia, come nel caso dell acondroplasia nella razza bovina Romagnola, raggiungono la maturità sessuale: pertanto il primo metodo non è in pratica utilizzabile, mentre gli altri due danno la stessa percentuale di positività, ma quello in cui si utilizzano le figlie richiede tempi più lunghi (una generazione), anche se talvolta è l unico disponibile in quanto le femmine che hanno dato origine a figli malati quasi sempre vengono scartate immediatamente. Un altro aspetto positivo della riproduzione con le figlie è la possibilità di rendere omozigote non solo il gene a , ma anche altri geni letali o subletali di cui l aspirante riproduttore potrebbe essere portatore (®Consanguineità). 2.2.4 Selezione a favore di un gene recessivo. In questo caso risulta determinante il numero dei riproduttori necessari per mantenere costante la popolazione; si utilizzeranno sempre tutti i riproduttori con il carattere espresso (aa) ma, per soddisfare la quota di rimonta, anche individui fenotipicamente da scartare, ma che potranno essere AA o Aa. In questo caso si ha sempre un rapido aumento degli omozigoti recessivi e degli eterozigoti, a bilanciare il calo degli omozigoti dominanti. In breve tempo, in particolare con un elevata pressione di selezione, si avrà un numero sufficiente di aa per soddisfare il mantenimento della numerosità della popolazione. 2.2.5 Fluttuazioni casuali. Il fenomeno assume una rilevante importanza nelle popolazioni di piccole dimensioni. Fluttuazioni della frequenza di due geni alleli possono annullarsi o sommarsi nel corso delle generazioni, causando anche la scomparsa di un gene a bassa frequenza. 2.2.6 Migrazione differenziale. Il concetto di panmissia presuppone che la popolazione di individui debba essere isolata e non subisca immigrazioni o emigrazioni (anche commercio). Per esempio, si prendano in considerazione due popolazioni (X e Y) costituite entrambe da 100.000 individui che se si scambiano 10.000 individui a fenotipo dominante (AA o Aa). Popolazione X Popolazione Y p (A) 5 0,7 q (a) 5 0,3 49 AA 1 42 Aa 1 9 aa p (A) 5 0,3 q (a) 5 0,7 9 AA 1 42 Aa 1 49 aa B

SEZIONE B
SEZIONE B
BOTANICA, FISIOLOGIA VEGETALE...
La Botanica è la scienza che studia le forme di vita del mondo vegetale e ne analizza i rapporti ecologici attraverso diverse branche: ad esempio, la citologia studia la cellula vegetale e le sue funzioni; l’istologia si occupa dei tessuti; l’anatomia analizza gli organi; la genetica controlla la trasmissione dei caratteri di generazione in generazione; la fitosociologia e l’ecologia cercano di individuare i rapporti dei vegetali, fra loro e con gli altri viventi. A sua volta, ciascuna branca focalizza alcuni particolari aspetti del mondo vegetale: le modalità nutrizionali o riproduttive, la distribuzione geografica, i possibili utilizzi in altri campi (scientifico, farmaceutico, alimentare, ecc.).Le conoscenze botaniche, evolutesi nel contesto della stessa evoluzione umana, sono particolarmente importanti per le applicazioni in campo agronomico poiché rappresentano una delle fondamentali basi scientifiche sulle quali costruire e articolare buona parte dei saperi orientati alla produzione agraria. La pianta, sia che abbia avuto origine dall’incontro dei due gameti, maschile e femminile, con formazione del seme, o dalla moltiplicazione di una porzione di pianta, per esempio da una talea d’innesto, o ancora da un insieme di cellule meristematiche attraverso la tecnica della micropropagazione in vitro, rappresenta sempre il punto focale della disciplina agronomica.In questa Sezione B del Manuale dell’Agronomo sono poi sviluppati e approfonditi anche tutti gli aspetti legati alla Genetica agraria (dalle conoscenze consolidate della genetica mendeliana alla genetica molecolare, all’ingegneria genetica, all’analisi del genoma). Oltre ai contenuti di carattere generale, sono trattati separatamente, in parallelo, i due settori di applicazione del miglioramento genetico in campo agrario: quello vegetale e quello animale per l’ambito applicativo zootecnico. Coordinamento di SezionePaolo CecconRealizzazione e collaborazioniPaolo Ceccon, Elio Cirillo, Maurizio Cocucci, Stefania Dall’Olio, Adalberto Falaschini, Maria Nives Forgiarini, Marcello Guiducci, Carlo Lorenzoni, Adriano Marocco, Roberto Pinton, Aldo Pollini, Domenico Ugulini