3.2 Valore riproduttivo

CARATTERI QUANTITATIVI B 135 Infatti se la frequenza p diventa p 1 Dp, q diventerà q 2 Dq, e la media della popolazione risulterà: 2a (p 1 Dp)2 1 2a (p 1 Dp) 3 (q 2 Dq) 5 2a (p 1 Dp) 3 ((p 1 Dp) 1 (q 2 Dq)) 5 2a (p 1 Dp) Se da questa media si sottrae quella della popolazione originaria, si otterrà: 2a (p 1 Dp) 2 2pa 5 2Dpa che rappresenta appunto la variazione della media della popolazione per effetto della variazione della frequenza genica ed è pari al doppio dell effetto genico per la variazione della frequenza. 3.2 Valore riproduttivo. In genere per la riproduzione vengono scelti i soggetti migliori. Astraendo dall influenza dei fattori ambientali, un soggetto che si differenzi positivamente dalla media della popolazione dovrà possedere un genotipo e un valore genotipico diverso da quello medio. Un individuo X (AABbCc) avrà valore 12, superiore a quello medio della popolazione che è 0. Per determinare il valore genotipico medio della F1, derivante dall unione dei gameti di X con quelli tratti a caso dalla popolazione, si calcola l effetto separatamente per ciascuna coppia di geni. Rispetto al locus A, e supponendo che l individuo sia un maschio, tutti gli spermatozoi porteranno A, mentre si avranno p gameti femminili A e q gameti a (p e q sono le frequenze di A e a nella popolazione). Verranno quindi prodotti p individui AA e q individui Aa. Il valore genotipico medio, in mancanza di interazione fra i geni, sarà 2 pa 5 a (2 p 1 q). La differenza tra questo valore e quello medio della generazione parentale è: D 5 a (2 p 1 q) 2 2 pa 5 qa Un riproduttore omozigote rispetto a i coppie di geni porterebbe a una differenza pari a Sqi ai . Se un riproduttore è capace di alterare la media di una popolazione di un determinato valore, il suo valore riproduttivo (Vr ) è uguale al doppio della differenza fra il valore genotipico medio della sua discendenza e quello medio della popolazione, poiché è responsabile solo della metà del complesso genico della progenie, in quanto l altra metà è apportata dal sesso opposto: Vr 5 2 qa Se il riproduttore è omozigote per A2, il valore sarà: Vr 5 22 pa Se il riproduttore è eterozigote, produrrà metà dei gameti per ciascun allele. Se una popolazione è composta di p 2 individui AA, 2 pqAa e q 2 aa, il valore riproduttivo medio si ottiene sommando i valori riproduttivi per le rispettive frequenze genotipiche: p 2 (2 qa) 1 2 pq ((q 2 p) a) 1 q 2 (2 2 pa) 5 a (2 p 2q 1 2 pq 2 2 2 p 2q 2 2 pq 2 ) 5 0 B

SEZIONE B
SEZIONE B
BOTANICA, FISIOLOGIA VEGETALE...
La Botanica è la scienza che studia le forme di vita del mondo vegetale e ne analizza i rapporti ecologici attraverso diverse branche: ad esempio, la citologia studia la cellula vegetale e le sue funzioni; l’istologia si occupa dei tessuti; l’anatomia analizza gli organi; la genetica controlla la trasmissione dei caratteri di generazione in generazione; la fitosociologia e l’ecologia cercano di individuare i rapporti dei vegetali, fra loro e con gli altri viventi. A sua volta, ciascuna branca focalizza alcuni particolari aspetti del mondo vegetale: le modalità nutrizionali o riproduttive, la distribuzione geografica, i possibili utilizzi in altri campi (scientifico, farmaceutico, alimentare, ecc.).Le conoscenze botaniche, evolutesi nel contesto della stessa evoluzione umana, sono particolarmente importanti per le applicazioni in campo agronomico poiché rappresentano una delle fondamentali basi scientifiche sulle quali costruire e articolare buona parte dei saperi orientati alla produzione agraria. La pianta, sia che abbia avuto origine dall’incontro dei due gameti, maschile e femminile, con formazione del seme, o dalla moltiplicazione di una porzione di pianta, per esempio da una talea d’innesto, o ancora da un insieme di cellule meristematiche attraverso la tecnica della micropropagazione in vitro, rappresenta sempre il punto focale della disciplina agronomica.In questa Sezione B del Manuale dell’Agronomo sono poi sviluppati e approfonditi anche tutti gli aspetti legati alla Genetica agraria (dalle conoscenze consolidate della genetica mendeliana alla genetica molecolare, all’ingegneria genetica, all’analisi del genoma). Oltre ai contenuti di carattere generale, sono trattati separatamente, in parallelo, i due settori di applicazione del miglioramento genetico in campo agrario: quello vegetale e quello animale per l’ambito applicativo zootecnico. Coordinamento di SezionePaolo CecconRealizzazione e collaborazioniPaolo Ceccon, Elio Cirillo, Maurizio Cocucci, Stefania Dall’Olio, Adalberto Falaschini, Maria Nives Forgiarini, Marcello Guiducci, Carlo Lorenzoni, Adriano Marocco, Roberto Pinton, Aldo Pollini, Domenico Ugulini