SEZIONE B

B 140 BOTANICA, FISIOLOGIA VEGETALE, GENETICA AGRARIA - GENETICA E ZOOTECNIA Quest ultima espressione TAB. 3.8 Frazioni delle varianze genetiche stimate è pari alla quarta parte della a mezzo della covarianza tra individui varianza genetica additiva imparentati (s2A 5 additiva; s2D 5 dominanza; che è stata appunto trovata s2AA 5 additiva additiva; s2AD 5 additiva 3 dominanza; s2DD 5 dominanza 3 dominanza) uguale a 2 pqa2 [1]. La covarianza fra fratellastri stima Frazioni delle varianze genetiche Parentele quindi un quarto della vaA D AA AD DD rianza genetica additiva; agli Gemelli omozigoti 1 1 1 1 1 stessi risultati si giunge se Fratelli germani (FP) 1/2 1/4 1/4 1/8 1/16 Figlio-genitore medio (FG) 1/2 1/4 vi sono i coppie di geni ad Figlio-genitore (FG) 1/2 1/4 azione additiva. Con proceFratellastri (FL) 1/4 1/16 dimento analogo si giunge La constatazione che 1/4 della varianza dovuta alla dominanza è alla stima delle quote della presente nel caso di fratelli germani, discende dal fatto che questi varianza additiva attraverso hanno in comune entrambi i genitori e pertanto vi è una probabilità la covarianza fra individui del 25% che abbiano lo stesso genotipo per ciascun locus. legati da qualsiasi grado di parentela. Nella Tabella 3.8 si riassumono i valori per i gradi di parentela più comuni, includendovi anche alcune interazioni di natura genetica. La covarianza fra genitori e figli si ricerca effettuando la media dei prodotti degli scarti relativi, da una parte, al genitore (o al genitore medio) e dall altra al figlio (o alla media dei figli). Le componenti della varianza genetica saranno pertanto: sA2 5 2 Cov (GF) sD2 5 4 [Cov (FP) 2 Cov (GF)] sG2 5 sA2 1 sD2 sE2 5 sP2 sG2 Covarianza ambientale. Nell analisi della varianza per la stima della frazione genetica gli individui vengono riuniti comprendendo nello stesso gruppo soggetti fra loro imparentati. Oltre a una relativa uniformità genetica degli individui dello stesso gruppo, si avrà anche uniformità ambientale e quindi una somiglianza come effetto di comuni cause ambientali; particolarità ambientali quali tipo di ricovero, di alimentazione, di allevamento, ecc., se non sono causa di variabilità fra gli individui parenti allevati nella stessa azienda, possono però essere causa di differenze fenotipiche fra soggetti anch essi parenti, ma allevati in aziende differenti caratterizzate da particolarità ambientali. Nei mammiferi la madre ha grande influenza sia sullo sviluppo embrionale del feto, sia durante l allattamento e gli adulti risentono in parte delle condizioni ambientali nel primo periodo di vita. I fratelli germani ( full sibs) sono simili fra loro grazie anche ai citati effetti materni. Quando la covarianza fra i membri dello stesso gruppo aumenta per cause ambientali, la frazione di natura genetica ne risulta alterata e di conseguenza il suo valore rimane sconosciuto: è necessario quindi evitare che cause ambientali comuni aumentino la varianza fra i gruppi, sia con opportuni disegni sperimentali per esempio distribuendo a caso in diversi allevamenti i soggetti imparentati oppure allevando nelle stesse condizioni ambientali tutti gli individui controllati per determinati scopi selettivi (stazioni di controllo) sia adoperando idonei metodi di analisi.

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BOTANICA, FISIOLOGIA VEGETALE...
La Botanica è la scienza che studia le forme di vita del mondo vegetale e ne analizza i rapporti ecologici attraverso diverse branche: ad esempio, la citologia studia la cellula vegetale e le sue funzioni; l’istologia si occupa dei tessuti; l’anatomia analizza gli organi; la genetica controlla la trasmissione dei caratteri di generazione in generazione; la fitosociologia e l’ecologia cercano di individuare i rapporti dei vegetali, fra loro e con gli altri viventi. A sua volta, ciascuna branca focalizza alcuni particolari aspetti del mondo vegetale: le modalità nutrizionali o riproduttive, la distribuzione geografica, i possibili utilizzi in altri campi (scientifico, farmaceutico, alimentare, ecc.).Le conoscenze botaniche, evolutesi nel contesto della stessa evoluzione umana, sono particolarmente importanti per le applicazioni in campo agronomico poiché rappresentano una delle fondamentali basi scientifiche sulle quali costruire e articolare buona parte dei saperi orientati alla produzione agraria. La pianta, sia che abbia avuto origine dall’incontro dei due gameti, maschile e femminile, con formazione del seme, o dalla moltiplicazione di una porzione di pianta, per esempio da una talea d’innesto, o ancora da un insieme di cellule meristematiche attraverso la tecnica della micropropagazione in vitro, rappresenta sempre il punto focale della disciplina agronomica.In questa Sezione B del Manuale dell’Agronomo sono poi sviluppati e approfonditi anche tutti gli aspetti legati alla Genetica agraria (dalle conoscenze consolidate della genetica mendeliana alla genetica molecolare, all’ingegneria genetica, all’analisi del genoma). Oltre ai contenuti di carattere generale, sono trattati separatamente, in parallelo, i due settori di applicazione del miglioramento genetico in campo agrario: quello vegetale e quello animale per l’ambito applicativo zootecnico. Coordinamento di SezionePaolo CecconRealizzazione e collaborazioniPaolo Ceccon, Elio Cirillo, Maurizio Cocucci, Stefania Dall’Olio, Adalberto Falaschini, Maria Nives Forgiarini, Marcello Guiducci, Carlo Lorenzoni, Adriano Marocco, Roberto Pinton, Aldo Pollini, Domenico Ugulini