SEZIONE B

CARATTERI QUANTITATIVI B 143 Regressione figlio-genitore medio. Il coefficiente di regressione fra uno o più figli e il genitore medio (media del valore fenotipico dei genitori) stima l ereditabilità, anche se la covarianza relativa è soltanto metà della varianza genetica additiva; infatti la varianza fenotipica del genitore medio è pari alla metà della varianza fenotipica totale, ammessa l omogeneità della varianza fra maschi e femmine e l indipendenza fra loro. Se la varianza relativa a un sesso è diversa da quella del sesso opposto, il metodo di stima attraverso la regressione figlio-genitore medio non può essere impiegato e pertanto l ereditabilità deve essere stimata separatamente per ciascun sesso. Regressione figlio-genitore. Il coefficiente di regressione dei figli su un genitore stima la metà dell ereditabilità. Questo metodo generalmente è il più usato, tranne per quei caratteri la cui valutazione impone l abbattimento dell animale prima che possa riprodursi (qualità della carcassa o resa al macello); mentre per i caratteri che si manifestano in un solo sesso (produzione del latte, fertilità), è applicabile soltanto a un genitore e alla metà dei figli. In zootecnia di norma molte femmine sono accoppiate a un solo maschio e una femmina dà, nella sua carriera riproduttiva, più di un figlio; pertanto il metodo più appropriato di stima dell ereditabilità consiste nel calcolare il valore medio ponderato dei coefficienti di regressione dei figli sulle madri nello stesso padre (intrasire regression of offspring on dam). Se la varianza è statisticamente diversa per i due sessi, il coefficiente di regressione dei maschi sulle madri va corretto moltiplicandolo per il rapporto fra la s fenotipica delle femmine e quella dei maschi. Correlazione tra fratelli germani. Il metodo di stima dell ereditabilità utilizzando il coefficiente di correlazione intraclasse tra fratelli germani, moltiplicato per 2 non può essere applicato nelle specie unipare e con lungo intervallo di interparto (bovini, equini, ecc.), in quanto esse non producono nella loro vita un numero sufficiente di figli per una stima della ereditabilità che non sia affetta da un grande errore. Tale metodo è utilizzato per le specie molto prolifiche suini ma la covarianza genetica comprende anche un quarto della varianza dovuta alla dominanza, che aumenta a un mezzo, poiché il coefficiente di correlazione è moltiplicato per due. Inoltre l ereditabilità così stimata raddoppia la quota della covarianza imputabile agli effetti materni che, per i fratelli germani, non è in genere trascurabile. La correlazione tra fratelli germani, pertanto, sovrastima tanto più l ereditabilità quanto più grande è la quota della varianza attribuibile alla dominanza e quanto più importante è la covarianza dovuta agli effetti materni e a condizioni ambientali comuni. Correlazione tra fratellastri. Il coefficiente di correlazione tra fratellastri, moltiplicato per 4, è un appropriata stima dell ereditabilità. Questo metodo, spesso impiegato per i bovini, può risultare impreciso se i riproduttori maschi da valutare non sono contemporanei, per cui variano le condizioni ambientali, fatto che rende più simili i fratellastri di un riproduttore diversificandoli da quelli di altri. Con questo metodo di stima ogni contributo ambientale alla covarianza genetica viene moltiplicato per 4. Errore di stima della ereditabilità. Anche l ereditabilità è soggetta a un errore da campionamento; gli errori dei coefficienti di regressione o di correlazione intraclasse utilizzati per stimarla consentono una stima dell errore dell ereditabilità. Se la sua entità è tale che i limiti fiduciali scavalcano abbondantemente lo zero, il valore stimato dell ereditabilità ha un significato molto limitato o nullo. La conoscenza dell errore dell ereditabilità stimato con diversi metodi permette di scegliere il metodo che, a parità di soggetti controllati, dà la stima più precisa. B

SEZIONE B
SEZIONE B
BOTANICA, FISIOLOGIA VEGETALE...
La Botanica è la scienza che studia le forme di vita del mondo vegetale e ne analizza i rapporti ecologici attraverso diverse branche: ad esempio, la citologia studia la cellula vegetale e le sue funzioni; l’istologia si occupa dei tessuti; l’anatomia analizza gli organi; la genetica controlla la trasmissione dei caratteri di generazione in generazione; la fitosociologia e l’ecologia cercano di individuare i rapporti dei vegetali, fra loro e con gli altri viventi. A sua volta, ciascuna branca focalizza alcuni particolari aspetti del mondo vegetale: le modalità nutrizionali o riproduttive, la distribuzione geografica, i possibili utilizzi in altri campi (scientifico, farmaceutico, alimentare, ecc.).Le conoscenze botaniche, evolutesi nel contesto della stessa evoluzione umana, sono particolarmente importanti per le applicazioni in campo agronomico poiché rappresentano una delle fondamentali basi scientifiche sulle quali costruire e articolare buona parte dei saperi orientati alla produzione agraria. La pianta, sia che abbia avuto origine dall’incontro dei due gameti, maschile e femminile, con formazione del seme, o dalla moltiplicazione di una porzione di pianta, per esempio da una talea d’innesto, o ancora da un insieme di cellule meristematiche attraverso la tecnica della micropropagazione in vitro, rappresenta sempre il punto focale della disciplina agronomica.In questa Sezione B del Manuale dell’Agronomo sono poi sviluppati e approfonditi anche tutti gli aspetti legati alla Genetica agraria (dalle conoscenze consolidate della genetica mendeliana alla genetica molecolare, all’ingegneria genetica, all’analisi del genoma). Oltre ai contenuti di carattere generale, sono trattati separatamente, in parallelo, i due settori di applicazione del miglioramento genetico in campo agrario: quello vegetale e quello animale per l’ambito applicativo zootecnico. Coordinamento di SezionePaolo CecconRealizzazione e collaborazioniPaolo Ceccon, Elio Cirillo, Maurizio Cocucci, Stefania Dall’Olio, Adalberto Falaschini, Maria Nives Forgiarini, Marcello Guiducci, Carlo Lorenzoni, Adriano Marocco, Roberto Pinton, Aldo Pollini, Domenico Ugulini