3.5 Selezione dei caratteri quantitativi

B 144 BOTANICA, FISIOLOGIA VEGETALE, GENETICA AGRARIA - GENETICA E ZOOTECNIA 3.5 Selezione dei caratteri quantitativi. La selezione applicata dall uomo consiste nella scelta degli individui da adibire alla riproduzione, allo scopo di modificare le frequenze geniche di una popolazione nella direzione desiderata. Questi riproduttori costituiscono un campione non casuale, quindi non rappresentativo, che differisce dalla popolazione di origine (X ) nella media fenotipica e nelle frequenze geniche. Teoricamente se la riproduzione nel gruppo di individui selezionati (P ) avviene secondo le leggi della panmissia, le frequenze geniche nella F1 saranno uguali a quelle della generazione parentale (P ) e pertanto diverse da quelle della popolazione da cui sono stati tratti (X ). 3.5.1 Differenziale selettivo e intensità di selezione. Il differenziale selettivo (S ) è la differenza fra la media fenotipica degli individui scelti per la riproduzione (MP ) e la media fenotipica della popolazione prima che la selezione sia stata effettuata (MX ): S 5 MP 2 MX Al crescere di S, diminuisce la frazione dei soggetti scelti e viceversa: se si compie una scelta in una popolazione ovina con una produzione di lana compresa tra 3 e 7 kg e media di 5 kg, un gruppo di individui con produzione media di 6,5 kg sarà meno numeroso di un gruppo con produzione media di 5,5 kg. Data una distribuzione dei valori fenotipici di una popolazione definita da una determinata funzione, il relativo integrale permette di calcolare la frazione o percentuale dei soggetti che cadono in un qualsiasi intervallo dei valori fenotipici. Generalmente i caratteri quantitativi si distribuiscono secondo la curva normale o di Gauss; se così non è, bisogna trasformare i dati con un opportuna scala (logaritmi, arcoseno, ! , percentuale ecc.) che ne approssimi la distribuzione a quella normale. importante conoscere il numero degli individui scelti ma, data la distribuzione normale del carattere, rapportare questo numero a unità di deviazione standard permette di confrontare l intensità di selezione fra caratteri diversi. L intensità di selezione, quindi, non è altro che il differenziale selettivo standardizzato: S i5 s Per esempio, se la selezione si 600 GP propone di aumentare il valore S Media GP del carattere, la popolazione vie500 Media GS ne divisa in due parti (Fig. 3.4) LT con a destra il gruppo sele400 zionato e a sinistra la restante 300 parte della popolazione che non darà discendenti nell otti200 ca del miglioramento. Questa linea, che nel grafico divide la 100 popolazione, viene detta linea di troncamento. Detto z il va0 lore dell ordinata nel punto di 0 50 100 150 200 250 troncamento e p la % dei sogFIG. 3.4 Distribuzione normale di una popolazione per un carattere quantitativo ed getti selezionati, si ha che: elementi considerati nella selezione (GP 5 Generazione parentale; Media GP 5 z Media generazione parentale; Media GS 5 Media gruppo selezionato; LT 5 Linea di i5 troncamento; S 5 Differenziale selettivo). p

SEZIONE B
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BOTANICA, FISIOLOGIA VEGETALE...
La Botanica è la scienza che studia le forme di vita del mondo vegetale e ne analizza i rapporti ecologici attraverso diverse branche: ad esempio, la citologia studia la cellula vegetale e le sue funzioni; l’istologia si occupa dei tessuti; l’anatomia analizza gli organi; la genetica controlla la trasmissione dei caratteri di generazione in generazione; la fitosociologia e l’ecologia cercano di individuare i rapporti dei vegetali, fra loro e con gli altri viventi. A sua volta, ciascuna branca focalizza alcuni particolari aspetti del mondo vegetale: le modalità nutrizionali o riproduttive, la distribuzione geografica, i possibili utilizzi in altri campi (scientifico, farmaceutico, alimentare, ecc.).Le conoscenze botaniche, evolutesi nel contesto della stessa evoluzione umana, sono particolarmente importanti per le applicazioni in campo agronomico poiché rappresentano una delle fondamentali basi scientifiche sulle quali costruire e articolare buona parte dei saperi orientati alla produzione agraria. La pianta, sia che abbia avuto origine dall’incontro dei due gameti, maschile e femminile, con formazione del seme, o dalla moltiplicazione di una porzione di pianta, per esempio da una talea d’innesto, o ancora da un insieme di cellule meristematiche attraverso la tecnica della micropropagazione in vitro, rappresenta sempre il punto focale della disciplina agronomica.In questa Sezione B del Manuale dell’Agronomo sono poi sviluppati e approfonditi anche tutti gli aspetti legati alla Genetica agraria (dalle conoscenze consolidate della genetica mendeliana alla genetica molecolare, all’ingegneria genetica, all’analisi del genoma). Oltre ai contenuti di carattere generale, sono trattati separatamente, in parallelo, i due settori di applicazione del miglioramento genetico in campo agrario: quello vegetale e quello animale per l’ambito applicativo zootecnico. Coordinamento di SezionePaolo CecconRealizzazione e collaborazioniPaolo Ceccon, Elio Cirillo, Maurizio Cocucci, Stefania Dall’Olio, Adalberto Falaschini, Maria Nives Forgiarini, Marcello Guiducci, Carlo Lorenzoni, Adriano Marocco, Roberto Pinton, Aldo Pollini, Domenico Ugulini