3.5.2 Risposta alla selezione

CARATTERI QUANTITATIVI B 145 Nella Tabella 3.10 si riporta la percentuale di individui scelti espressi in termini di differenziale selettivo standardizzato. TAB. 3.10 Intensità di selezione (i ) in rapporto alla % di individui scelti ( p) in popolazioni B di diversa numerosità % 10 20 30 40 50 60 70 80 90 Grandezza del campione 30 50 10 1,54 1,27 1,07 0,90 0,74 0,60 0,46 0,32 0,17 1,67 1,35 1,13 0,94 0,78 0,63 0,48 0,34 0,19 1,70 1,37 1,14 0,95 0,79 0,63 0,49 0,34 0,19 1,76 1,40 1,16 0,96 0,80 0,64 0,50 0,35 0,20 Non tutti i riproduttori scelti contribuiscono con lo stesso numero di figli alla formazione della popolazione nella generazione successiva: alcuni possono essere più fecondi di altri e altri ancora possono risultare sterili. Il differenziale selettivo quindi deve essere ponderato in rapporto al numero di figli che ciascun riproduttore o coppia di riproduttori produce. 600 FIG. 3.5 Risposta alla selezione (GP 5 Generazione parentale; GF 5 Generazione filiale; Media GP 5 Media generazione parentale; Media GF 5 Media generazione filiale; DP 5 miglioramento produttivo). Sia DP 5 sih 2. In una popolazione di 40.000 individui con distribuzione normale dei fenotipi con mP0 5 100, sia p 5 0,40 la frazione dei soggetti scelti; il 40% degli individui è a destra del punto di troncamento 5 0,25sP 1 mP0 5 108,7 (area tratteggiata). La media fenotipica dei soggetti scelti si discosta da quella della popolazione di 0,96 sp 5 35 3 0,96 5 33,6 e ha quindi una mS 5 133,6. Se si pone h 2 5 0,5, DP 5 sp 3 0,96 3 0,5 5 16,8; quindi la media della generazione filiale sarà mF 5 116,8. GP GF Media GP Media GS DP 500 400 300 200 100 0 0 50 100 150 200 250 3.5.2 Risposta alla selezione. La risposta alla selezione (DP) è la differenza fra il valore fenotipico medio della generazione filiale (P F1) e quella parentale (Pp ) (Fig. 3.5): DP 5 PF1 2 Pp 5 Sh2 dato che l h 2 misura la frazione del differenziale selettivo trasmessa alla discendenza. Anche la risposta alla selezione può essere espressa in unità di deviazione standard, per cui: DP/s 5 (S/s) h 2 ` DP 5 s i h 2 3.5.3 Intervallo fra le generazioni, quota di rimonta e velocità di miglioramento. L intervallo fra le generazioni è il tempo intercorrente fra corrispondenti stadi del ciclo vitale. Per le popolazioni zootecniche viene generalmente scelta la data del parto quale stadio del ciclo vitale; in tal caso, l intervallo fra le generazioni è misurato dall età

SEZIONE B
SEZIONE B
BOTANICA, FISIOLOGIA VEGETALE...
La Botanica è la scienza che studia le forme di vita del mondo vegetale e ne analizza i rapporti ecologici attraverso diverse branche: ad esempio, la citologia studia la cellula vegetale e le sue funzioni; l’istologia si occupa dei tessuti; l’anatomia analizza gli organi; la genetica controlla la trasmissione dei caratteri di generazione in generazione; la fitosociologia e l’ecologia cercano di individuare i rapporti dei vegetali, fra loro e con gli altri viventi. A sua volta, ciascuna branca focalizza alcuni particolari aspetti del mondo vegetale: le modalità nutrizionali o riproduttive, la distribuzione geografica, i possibili utilizzi in altri campi (scientifico, farmaceutico, alimentare, ecc.).Le conoscenze botaniche, evolutesi nel contesto della stessa evoluzione umana, sono particolarmente importanti per le applicazioni in campo agronomico poiché rappresentano una delle fondamentali basi scientifiche sulle quali costruire e articolare buona parte dei saperi orientati alla produzione agraria. La pianta, sia che abbia avuto origine dall’incontro dei due gameti, maschile e femminile, con formazione del seme, o dalla moltiplicazione di una porzione di pianta, per esempio da una talea d’innesto, o ancora da un insieme di cellule meristematiche attraverso la tecnica della micropropagazione in vitro, rappresenta sempre il punto focale della disciplina agronomica.In questa Sezione B del Manuale dell’Agronomo sono poi sviluppati e approfonditi anche tutti gli aspetti legati alla Genetica agraria (dalle conoscenze consolidate della genetica mendeliana alla genetica molecolare, all’ingegneria genetica, all’analisi del genoma). Oltre ai contenuti di carattere generale, sono trattati separatamente, in parallelo, i due settori di applicazione del miglioramento genetico in campo agrario: quello vegetale e quello animale per l’ambito applicativo zootecnico. Coordinamento di SezionePaolo CecconRealizzazione e collaborazioniPaolo Ceccon, Elio Cirillo, Maurizio Cocucci, Stefania Dall’Olio, Adalberto Falaschini, Maria Nives Forgiarini, Marcello Guiducci, Carlo Lorenzoni, Adriano Marocco, Roberto Pinton, Aldo Pollini, Domenico Ugulini