3.5.4 Metodi di selezione

CARATTERI QUANTITATIVI B 147 Velocità di miglioramento. Poiché in generale negli allevamenti di animali sia di in- teresse zootecnico, sia di affezione, si opera con generazioni continue, è più corretto valutare gli effetti del miglioramento nell unità di tempo (anno): DPa 5 ih 2 IG Poiché interessa più la velocità del miglioramento che la risposta alla selezione in valore assoluto, occorre ricercare una combinazione di i e z, tale che DPa sia massimo. 3.5.4 Metodi di selezione. Sono i criteri di valutazione degli individui da destinare alla riproduzione. Se gli individui vengono scelti confrontando il loro valore fenotipico con quello medio della popolazione, allora si attua la selezione massale; se viene confrontato con la media della famiglia gruppo di individui legati da un grado di parentela maggiore della media della popolazione (fratelli germani, fratellastri, ecc.) allora si dice selezione intrafamiliare; se è il valore fenotipico medio di una intera famiglia che viene confrontato con quello medio della popolazione, si parla di selezione familiare. La selezione massale, che in ordine cronologico è il metodo più datato, non viene quasi più utilizzata: infatti la sua efficienza è ridotta in quanto gli accoppiamenti all interno del gruppo sono del tutto casuali e si può unire il meglio con il peggio con effetto nullo nel valore del carattere. Nella valutazione esclusivamente fenotipica, un altro elemento che può portare ad errore è l ereditabilità del carattere che, solo se alta, può garantire una certa efficienza dell attività selettiva. Nel caso di bovini da carne questo sistema veniva utilizzato all interno di gruppi ristretti (nuclei di selezione) dove si accoppiavano i soggetti fenotipicamente migliori (selezione in parte individuale). Ricerche ormai datate hanno dimostrato che per la produzione invernale delle uova la selezione massale portava a risultati oscillanti, mentre con il progeny test in pochi anni si era ottenuto un netto miglioramento. La selezione individuale è preferibile a quella familiare quando la ereditabilità è elevata. In questo caso, infatti, il valore fenotipico si approssima al valore genotipico. Quando h2 è bassa, conviene scegliere il metodo della selezione familiare perché la somma delle deviazioni ambientali nell ambito della famiglia tende a zero con il crescere dei suoi membri; la media fenotipica di una famiglia tende quindi a esprimere il valore genotipico medio a misura che cresce la sua numerosità. La differenza fra le medie fenotipiche di famiglia può essere causata da differenze genetiche e da fattori ambientali comuni ai membri della stessa famiglia. Se quest ultima condizione assume una importanza rilevante, come nel caso del peso dei lattonzoli nel periodo dell allattamento, si impone la scelta degli individui in base alla media familiare (selezione intrafamiliare). Non sempre è possibile misurare il carattere degli individui destinati a essere i genitori della generazione successiva; ne sono un esempio i caratteri limitati al sesso, quali produzione del latte e dei suoi componenti, produzione di uova, ecc. In questo caso l informazione sull individuo, necessaria per operare l eventuale scelta, si ricava attraverso il fenotipo dei suoi parenti (ascendenti e collaterali, progenie). Tali metodi di selezione differiscono da quello per famiglia solo perché gli individui da valutare non contribuiscono alla media di famiglia. evidente che la scelta del metodo di valutazione del riproduttore sulla base di h 2 del carattere sia determinante; non bisogna tuttavia trascurare il fatto che nella maggior parte dei caratteri di interesse zootecnico, a formare una produzione B

SEZIONE B
SEZIONE B
BOTANICA, FISIOLOGIA VEGETALE...
La Botanica è la scienza che studia le forme di vita del mondo vegetale e ne analizza i rapporti ecologici attraverso diverse branche: ad esempio, la citologia studia la cellula vegetale e le sue funzioni; l’istologia si occupa dei tessuti; l’anatomia analizza gli organi; la genetica controlla la trasmissione dei caratteri di generazione in generazione; la fitosociologia e l’ecologia cercano di individuare i rapporti dei vegetali, fra loro e con gli altri viventi. A sua volta, ciascuna branca focalizza alcuni particolari aspetti del mondo vegetale: le modalità nutrizionali o riproduttive, la distribuzione geografica, i possibili utilizzi in altri campi (scientifico, farmaceutico, alimentare, ecc.).Le conoscenze botaniche, evolutesi nel contesto della stessa evoluzione umana, sono particolarmente importanti per le applicazioni in campo agronomico poiché rappresentano una delle fondamentali basi scientifiche sulle quali costruire e articolare buona parte dei saperi orientati alla produzione agraria. La pianta, sia che abbia avuto origine dall’incontro dei due gameti, maschile e femminile, con formazione del seme, o dalla moltiplicazione di una porzione di pianta, per esempio da una talea d’innesto, o ancora da un insieme di cellule meristematiche attraverso la tecnica della micropropagazione in vitro, rappresenta sempre il punto focale della disciplina agronomica.In questa Sezione B del Manuale dell’Agronomo sono poi sviluppati e approfonditi anche tutti gli aspetti legati alla Genetica agraria (dalle conoscenze consolidate della genetica mendeliana alla genetica molecolare, all’ingegneria genetica, all’analisi del genoma). Oltre ai contenuti di carattere generale, sono trattati separatamente, in parallelo, i due settori di applicazione del miglioramento genetico in campo agrario: quello vegetale e quello animale per l’ambito applicativo zootecnico. Coordinamento di SezionePaolo CecconRealizzazione e collaborazioniPaolo Ceccon, Elio Cirillo, Maurizio Cocucci, Stefania Dall’Olio, Adalberto Falaschini, Maria Nives Forgiarini, Marcello Guiducci, Carlo Lorenzoni, Adriano Marocco, Roberto Pinton, Aldo Pollini, Domenico Ugulini