SEZIONE B

CARATTERI QUANTITATIVI B 151 Nel caso della varianza fenotipica, la varianza delle medie è pari quindi alla varianza fenotipica totale per il coefficiente di correlazione intraclasse e la varianza entro le famiglie è la varianza totale meno la varianza fra le medie, ovvero la varianza totale per il complemento a l del coefficiente di correlazione intraclasse. La varianza genetica additiva, che è una parte della varianza fenotipica, può essere suddivisa allo stesso modo, ma al posto della correlazione intraclasse, che esprime la correlazione fenotipica fra i membri della stessa famiglia, si deve impiegare la correlazione fra i valori riproduttivi (rg ), che è l/2 nel caso dei fratelli germani e 1/4 per i fratellastri. Le medie, se riferite a un numero finito di valori, sono soggette a un errore di campionamento che, espresso come varianza, è pari alla varianza entro le famiglie divisa per n (numero dei componenti). Se n non è uguale per le diverse famiglie, occorre calcolare il valore medio ponderato. Si può dire che l ereditabilità delle medie di famiglia è uguale a quella dei valori fenotipici individuali quando rg 5 rI e cresce tanto più rapidamente quanto più rI , rg e decresce tanto più rapidamente, quanto più rI . rg. All aumentare di n, la velocità (j) di variazione di hf2 rispetto a h 2 tende al rapporto rg /rI , per cui: rg lim j 5 per n S ` rI Pertanto, quando la correlazione intraclasse è elevata rispetto alla correlazione fra i valori riproduttivi, nell ambito delle famiglie si può ritenere che ci sia stata l azione di fattori ambientali comuni, quali gli effetti materni per le famiglie di fratelli germani o le condizioni particolari di un annata per le famiglie di fratellastri controllate in annate diverse. In tal caso, hf2 , h 2 perché le differenze fra le medie di famiglia, per buona parte imputabili all ambiente, sono poco ereditabili. L ereditabilità intrafamiliare invece cresce tanto più rapidamente quanto più rapidamente rI . rg e viceversa. Il valore di h2I è indipendente dalla numerosità della famiglia. Per n 5 , i valori delle due ereditabilità h 2f h 2g coincidono, ma per un valore di n finito 2 . 2 ed è tanto più elevato quanto più n h h e r sono piccoli. Risposta alla selezione con i vari metodi. La risposta alla selezione dipende, oltre che dall ereditabilità, dalla deviazione standard. Per effettuare dei confronti occorre, quindi, esprimere la deviazione standard delle medie e delle deviazioni dalle medie di famiglia, in termini di deviazione standard dei valori fenotipici individuali. A tal fine, è sufficiente effettuare la radice quadrata delle relative varianze. La risposta alla selezione con diversi metodi è riportata nella Tabella 3.16 impiegando delle formule piuttosto complesse che utilizzano poche variabili di facile rilevamento. TAB. 3.16 Stima della risposta alla selezione Metodi di selezione Risposte alla selezione Individuale D 5 ih 2sP Familiare D 5 ih 2sP Y Intrafamiliare D 5 ih 2sP Y (1 2 rg ) Y Fraterna Filiale D 5 ih 2sP Y 1 1 1 n 2 1 2 rg "n 5 1 1 1 n 2 1 2 rI 6 1n 2 12 d c n 1 1 2 rI 2 nrg "n 5 1 1 1 n 2 1 2 rI B

SEZIONE B
SEZIONE B
BOTANICA, FISIOLOGIA VEGETALE...
La Botanica è la scienza che studia le forme di vita del mondo vegetale e ne analizza i rapporti ecologici attraverso diverse branche: ad esempio, la citologia studia la cellula vegetale e le sue funzioni; l’istologia si occupa dei tessuti; l’anatomia analizza gli organi; la genetica controlla la trasmissione dei caratteri di generazione in generazione; la fitosociologia e l’ecologia cercano di individuare i rapporti dei vegetali, fra loro e con gli altri viventi. A sua volta, ciascuna branca focalizza alcuni particolari aspetti del mondo vegetale: le modalità nutrizionali o riproduttive, la distribuzione geografica, i possibili utilizzi in altri campi (scientifico, farmaceutico, alimentare, ecc.).Le conoscenze botaniche, evolutesi nel contesto della stessa evoluzione umana, sono particolarmente importanti per le applicazioni in campo agronomico poiché rappresentano una delle fondamentali basi scientifiche sulle quali costruire e articolare buona parte dei saperi orientati alla produzione agraria. La pianta, sia che abbia avuto origine dall’incontro dei due gameti, maschile e femminile, con formazione del seme, o dalla moltiplicazione di una porzione di pianta, per esempio da una talea d’innesto, o ancora da un insieme di cellule meristematiche attraverso la tecnica della micropropagazione in vitro, rappresenta sempre il punto focale della disciplina agronomica.In questa Sezione B del Manuale dell’Agronomo sono poi sviluppati e approfonditi anche tutti gli aspetti legati alla Genetica agraria (dalle conoscenze consolidate della genetica mendeliana alla genetica molecolare, all’ingegneria genetica, all’analisi del genoma). Oltre ai contenuti di carattere generale, sono trattati separatamente, in parallelo, i due settori di applicazione del miglioramento genetico in campo agrario: quello vegetale e quello animale per l’ambito applicativo zootecnico. Coordinamento di SezionePaolo CecconRealizzazione e collaborazioniPaolo Ceccon, Elio Cirillo, Maurizio Cocucci, Stefania Dall’Olio, Adalberto Falaschini, Maria Nives Forgiarini, Marcello Guiducci, Carlo Lorenzoni, Adriano Marocco, Roberto Pinton, Aldo Pollini, Domenico Ugulini