3.7 Selezione per più caratteri

B 155 CARATTERI QUANTITATIVI Risposta correlata alla selezione. Come già detto, la selezione applicata a un ca- rattere agisce anche su qualsiasi carattere a esso correlato geneticamente. Poiché la risposta alla selezione dipende dall intensità di selezione, dalla variabilità del carattere e dalla sua ereditabilità e la correlazione genetica è espressa dal relativo coefficiente di correlazione, disponendo dei valori di h g2 e di rxy A, si può conoscere quale risposta è da attendersi per il carattere Y, sulla base della risposta per il carattere X, una volta calcolata la regressione del valore riproduttivo di X sul valore riproduttivo di Y (bxy A ). 3.7 Selezione per più caratteri. Dato che l individuo è un entità indivisibile e non la semplice somma di una serie di attributi, la minima unità selettiva è l individuo. La scelta di un soggetto per un singolo carattere implica la scelta di tutti gli altri suoi caratteri. L allevatore, in pratica, già con il buon senso elimina dalla riproduzione quei soggetti che presentano un valore troppo basso in un carattere non direttamente sottoposto a selezione. Raramente un piano di selezione prevede il miglioramento di un singolo carattere. La selezione per più caratteri può effettuarsi in diversi modi: un carattere per volta (tandem selection): questo metodo, benché di facile applicazione, trova due aspetti fortemente negativi; il primo riguarda il tempo, in quanto saranno necessarie più generazioni per ogni carattere andando contro quanto detto precedentemente in relazione all importanza della velocità della risposta; nel frattempo si corre il rischio che, mentre si migliora un carattere, si abbassi il livello di un altro o di più caratteri molto importanti e precedentemente selezionati; livelli indipendenti di scarto (independent culling levels): fissando per ciascun carattere un livello al di sopra del quale gli animali vengono scelti; se applicato in maniera rigida e basata esclusivamente sul valore fenotipico dei caratteri, potrebbe portare a scartare animali scadenti per una sola caratteristica ed eccellenti invece per molte altre. Per esempio, in una popolazione di vacche da latte, posti gli obiettivi di selezione, si deve scegliere tra i soggetti riportati in Tabella 3.17. TAB. 3.17 Selezione per più caratteri mediante livelli indipendenti di scarto (independent culling levels) Vacca Latte Grasso Proteina Grasso Proteina kg % % kg kg Obiettivi di selezione A B C 9.000 4,0 3,5 360,0 315,0 9.100 4,0 3,6 364,0 327,6 8.500 5,0 4,0 425,0 340,0 10.500 3,7 3,4 388,5 357,0 Solo la vacca A soddisfa i 3 obiettivi, mentre si scarterebbero sia la B, che presenta un latte di alta qualità, sia la C che, pur a fronte di parametri qualitativi leggermente più bassi dell obiettivo, presenta una produzione decisamente più elevata; inoltre, entrambi i soggetti forniscono una produzione annua di grasso e proteine superiore a quella ottenibile con una rigida osservanza degli obiettivi di selezione. Selezione simultanea per più caratteri mediante gli indici di selezione: si attua combinando le informazioni relative ai diversi caratteri di un animale in un indice in base al quale si effettua la scelta (total score); questo metodo annulla gli svantaggi fin qui messi in evidenza. B

SEZIONE B
SEZIONE B
BOTANICA, FISIOLOGIA VEGETALE...
La Botanica è la scienza che studia le forme di vita del mondo vegetale e ne analizza i rapporti ecologici attraverso diverse branche: ad esempio, la citologia studia la cellula vegetale e le sue funzioni; l’istologia si occupa dei tessuti; l’anatomia analizza gli organi; la genetica controlla la trasmissione dei caratteri di generazione in generazione; la fitosociologia e l’ecologia cercano di individuare i rapporti dei vegetali, fra loro e con gli altri viventi. A sua volta, ciascuna branca focalizza alcuni particolari aspetti del mondo vegetale: le modalità nutrizionali o riproduttive, la distribuzione geografica, i possibili utilizzi in altri campi (scientifico, farmaceutico, alimentare, ecc.).Le conoscenze botaniche, evolutesi nel contesto della stessa evoluzione umana, sono particolarmente importanti per le applicazioni in campo agronomico poiché rappresentano una delle fondamentali basi scientifiche sulle quali costruire e articolare buona parte dei saperi orientati alla produzione agraria. La pianta, sia che abbia avuto origine dall’incontro dei due gameti, maschile e femminile, con formazione del seme, o dalla moltiplicazione di una porzione di pianta, per esempio da una talea d’innesto, o ancora da un insieme di cellule meristematiche attraverso la tecnica della micropropagazione in vitro, rappresenta sempre il punto focale della disciplina agronomica.In questa Sezione B del Manuale dell’Agronomo sono poi sviluppati e approfonditi anche tutti gli aspetti legati alla Genetica agraria (dalle conoscenze consolidate della genetica mendeliana alla genetica molecolare, all’ingegneria genetica, all’analisi del genoma). Oltre ai contenuti di carattere generale, sono trattati separatamente, in parallelo, i due settori di applicazione del miglioramento genetico in campo agrario: quello vegetale e quello animale per l’ambito applicativo zootecnico. Coordinamento di SezionePaolo CecconRealizzazione e collaborazioniPaolo Ceccon, Elio Cirillo, Maurizio Cocucci, Stefania Dall’Olio, Adalberto Falaschini, Maria Nives Forgiarini, Marcello Guiducci, Carlo Lorenzoni, Adriano Marocco, Roberto Pinton, Aldo Pollini, Domenico Ugulini