3.9.1 Combinabilità (combining ability)

CARATTERI QUANTITATIVI B 161 media di quella della popolazione di origine. Questo fenomeno viene a volte sfruttato per la produzione di animali da impiegare per ricerche biologiche. 3.9.1 Combinabilità (combining ability). Le linee consanguinee, ottenute con persistenti accoppiamenti fra individui imparentati, possono aver raggiunto l omozigosità rispetto a tutti i loci o, almeno, rispetto ai loci interessati alla estrinsecazione di un carattere metrico. Tutti i membri di una linea hanno, nei riguardi di quel carattere, lo stesso genotipo e possono quindi considerarsi geneticamente un solo individuo. Si è detto che per effetto della dominanza, di altre forme d interazione genica o della superdominanza, gli accoppiamenti fra alcuni individui o linee, possono produrre figli, la cui media sia superiore a quella dei genitori; se per esempio il valore del genotipo A1A1 5 1 2 e A2A2 5 0 dall accoppiamento A1A1 3 A2A2 si ha una discendenza A1A2 5 1 4 con valore genotipico medio migliore delle forme parentali e i due individui o le due linee consanguinee mostrano una particolare combinabilità dei loro genotipi. Si distingue una combinabilità generale, misurata dalla media fenotipica dei discendenti dei membri di una linea accoppiati casualmente a membri di tutte le altre linee della popolazione, e una combinabilità specifica, misurata dalla deviazione da quella media della media fenotipica della discendenza ottenuta con l accoppiamento a membri di una specifica linea. Questo fenomeno, molto sfruttato per migliorare le produzioni vegetali (mais ibridi in particolare), è stato utilizzato anche negli animali domestici e può essere studiato facilmente nelle specie con un intervallo breve tra le generazioni e una prolificità elevata (polli), mentre è più difficile per le specie poco prolifiche e con un intervallo di generazione alto (bovini, equini). Si ricerca la combinabilità accoppiando fra loro individui (razze, ceppi) che ragioni diverse hanno tenuto separati per moltissime generazioni ovvero incrociando linee diverse create con obiettivi particolari. 3.9.2 Tipologie ed effetti dell accoppiamento. Nell ambito delle razze, si possono avere i seguenti tipi di accoppiamento: 1. accoppiamento casuale (random mating): ogni maschio ha la stessa probabilità di accoppiarsi a una qualunque femmina della popolazione; 2. accoppiamento consanguineo o inincrocio (inbreeding): gli accoppiamenti si verificano fra individui legati da parentela più stretta di quella media della popolazione. In questa maniera si giunge alla costituzione di linee consanguinee che sono ritenute tali quando hanno raggiunto un coefficiente di inincrocio pari almeno al 37,5%. 3. linebreeding: accoppiamento fra consanguinei per aumentare la parentela con un determinato ascendente (®Consanguineità ); 4. esincrocio (outbreeding): gli accoppiamenti si verificano fra individui legati da parentela meno stretta di quella media della popolazione. Riferendoci all ultimo metodo si possono impiegare diverse strategie: linecrossing: incrocio fra linee consanguinee; topcrossing: maschio consanguineo 3 femmina non consanguinea non parente al maschio, della stessa razza (topincross) o di razza diversa (topcrossbreeding); bottomcrossing: maschio non consanguineo 3 femmina consanguinea non parente al maschio; testcrossing: maschio ibrido (prodotto dell accoppiamento fra linee) 3 femmine consanguinee di una linea. B

SEZIONE B
SEZIONE B
BOTANICA, FISIOLOGIA VEGETALE...
La Botanica è la scienza che studia le forme di vita del mondo vegetale e ne analizza i rapporti ecologici attraverso diverse branche: ad esempio, la citologia studia la cellula vegetale e le sue funzioni; l’istologia si occupa dei tessuti; l’anatomia analizza gli organi; la genetica controlla la trasmissione dei caratteri di generazione in generazione; la fitosociologia e l’ecologia cercano di individuare i rapporti dei vegetali, fra loro e con gli altri viventi. A sua volta, ciascuna branca focalizza alcuni particolari aspetti del mondo vegetale: le modalità nutrizionali o riproduttive, la distribuzione geografica, i possibili utilizzi in altri campi (scientifico, farmaceutico, alimentare, ecc.).Le conoscenze botaniche, evolutesi nel contesto della stessa evoluzione umana, sono particolarmente importanti per le applicazioni in campo agronomico poiché rappresentano una delle fondamentali basi scientifiche sulle quali costruire e articolare buona parte dei saperi orientati alla produzione agraria. La pianta, sia che abbia avuto origine dall’incontro dei due gameti, maschile e femminile, con formazione del seme, o dalla moltiplicazione di una porzione di pianta, per esempio da una talea d’innesto, o ancora da un insieme di cellule meristematiche attraverso la tecnica della micropropagazione in vitro, rappresenta sempre il punto focale della disciplina agronomica.In questa Sezione B del Manuale dell’Agronomo sono poi sviluppati e approfonditi anche tutti gli aspetti legati alla Genetica agraria (dalle conoscenze consolidate della genetica mendeliana alla genetica molecolare, all’ingegneria genetica, all’analisi del genoma). Oltre ai contenuti di carattere generale, sono trattati separatamente, in parallelo, i due settori di applicazione del miglioramento genetico in campo agrario: quello vegetale e quello animale per l’ambito applicativo zootecnico. Coordinamento di SezionePaolo CecconRealizzazione e collaborazioniPaolo Ceccon, Elio Cirillo, Maurizio Cocucci, Stefania Dall’Olio, Adalberto Falaschini, Maria Nives Forgiarini, Marcello Guiducci, Carlo Lorenzoni, Adriano Marocco, Roberto Pinton, Aldo Pollini, Domenico Ugulini