SEZIONE B

MORFOLOGIA E FISIOLOGIA DELLA PIANTA B 23 organizzano talvolta in modo che gli spazi intercellulari divengano prevalenti rispetto alle cellule e prendono quindi il nome di parenchimi aeriferi. I parenchimi aeriferi si trovano nelle strutture in cui devono essere favoriti gli scambi gassosi: essi si trovano quindi nelle foglie e gli spazi sono in collegamento con le camere sottostomatiche per favorire la diffusione di H2O, CO2 e O2 per fotosintesi e traspirazione. Lo stesso tipo di differenziamento si ha in organi sotterranei o acquatici, ambienti in cui la diffusione dei gas respiratori è limitata (es. nelle radici del riso o delle mangrovie). In altri casi le cellule dei tessuti parenchimatici acquistano una struttura globosa con grandi vacuoli: i parenchimi si dicono allora acquiferi e costituiscono una riserva di acqua; si trovano negli idatodi o stomi acquiferi e in piante adattate ad ambienti aridi. Tessuti meccanici o di sostegno. Hanno la funzione di sostenere la pianta ed esplicano questa azione ispessendo fortemente la parete delle cellule ed eliminando gli spazi intercellulari. Quando le cellule sono vive e hanno pareti ispessite con cellulosa, i tessuti prendono il nome di collenchimi; quando invece gli ispessimenti cellulosici si completano con impregnazioni di lignina, sostanza grassa con grandi caratteristiche meccaniche, il protoplasto non è più in grado di scambiare con l esterno e muore: in questo caso i tessuti prendono il nome di sclerenchimi. I collenchimi si trovano nelle piante più giovani a consistenza erbacea; generalmente gli ispessimenti non sono uniformi sulle pareti in modo da consentire gli scambi. Gli sclerenchimi sono lignificati, si trovano nelle strutture più differenziate e, a seconda che le cellule siano allungate o isodiametriche, prendono il nome di fibre o sclereidi rispettivamente. Le fibre si trovano in tutte le strutture della pianta allungate; le sclereidi danno consistenza ai frutti e vanno a costituire, per esempio, le cosiddette cellule petrose nelle pere. Tessuti conduttori. Nelle piante esistono due grandi sistemi di conduzione: uno trasporta l acqua per alimentare il torrente traspiratorio e i sali minerali (tessuto vascolare), l altro trasporta i fotosintati dagli organi di produzione a quelli di utilizzo e/o di accumulo (tessuto cribroso). Il tessuto vascolare è un tessuto costituito da cellule morte, nelle quali il flusso dell acqua avviene attraverso il protoplasto ormai completamente riassorbito. Le cellule del tessuto vascolare hanno pareti fortemente ispessite e lignificate. Gli ispessimenti sono altamente organizzati e soprattutto atti a opporsi al collassamento della struttura in quanto l acqua si muove nella pianta prevalentemente per pressione negativa. Gli ispessimenti possono essere costituiti da anelli o spirali di lignina oppure, quando il differenziamento e l organizzazione sono più spinti e non consentono più l allungamento, da strutture scalariformi o a punteggiature. L ispessimento non è mai uniforme, in modo da consentire un certo movimento trasversale dell acqua e dei soluti. Il tessuto vascolare va quindi a costituire una sorta di vaso, che percorre la pianta in senso longitudinale. A seconda della loro organizzazione i tessuti si differenziano in fibrotracheidi, tracheidi o trachee. Le fibrotracheidi sono elementi intermedi tra un tessuto meccanico e uno vascolare: le cellule conservano la loro individualità e mostrano un lume, attraverso cui avviene il trasporto, molto ridotto. Le tracheidi, pur conservando la loro individualità cellulare, hanno un lume più ampio. Le trachee infine hanno la parete trasversale completamente obliterata e risultano avere una organizzazione sovracellulare; il loro ampio lume (ca 0,1 mm) è visibile a occhio nudo: per questo B

SEZIONE B
SEZIONE B
BOTANICA, FISIOLOGIA VEGETALE...
La Botanica è la scienza che studia le forme di vita del mondo vegetale e ne analizza i rapporti ecologici attraverso diverse branche: ad esempio, la citologia studia la cellula vegetale e le sue funzioni; l’istologia si occupa dei tessuti; l’anatomia analizza gli organi; la genetica controlla la trasmissione dei caratteri di generazione in generazione; la fitosociologia e l’ecologia cercano di individuare i rapporti dei vegetali, fra loro e con gli altri viventi. A sua volta, ciascuna branca focalizza alcuni particolari aspetti del mondo vegetale: le modalità nutrizionali o riproduttive, la distribuzione geografica, i possibili utilizzi in altri campi (scientifico, farmaceutico, alimentare, ecc.).Le conoscenze botaniche, evolutesi nel contesto della stessa evoluzione umana, sono particolarmente importanti per le applicazioni in campo agronomico poiché rappresentano una delle fondamentali basi scientifiche sulle quali costruire e articolare buona parte dei saperi orientati alla produzione agraria. La pianta, sia che abbia avuto origine dall’incontro dei due gameti, maschile e femminile, con formazione del seme, o dalla moltiplicazione di una porzione di pianta, per esempio da una talea d’innesto, o ancora da un insieme di cellule meristematiche attraverso la tecnica della micropropagazione in vitro, rappresenta sempre il punto focale della disciplina agronomica.In questa Sezione B del Manuale dell’Agronomo sono poi sviluppati e approfonditi anche tutti gli aspetti legati alla Genetica agraria (dalle conoscenze consolidate della genetica mendeliana alla genetica molecolare, all’ingegneria genetica, all’analisi del genoma). Oltre ai contenuti di carattere generale, sono trattati separatamente, in parallelo, i due settori di applicazione del miglioramento genetico in campo agrario: quello vegetale e quello animale per l’ambito applicativo zootecnico. Coordinamento di SezionePaolo CecconRealizzazione e collaborazioniPaolo Ceccon, Elio Cirillo, Maurizio Cocucci, Stefania Dall’Olio, Adalberto Falaschini, Maria Nives Forgiarini, Marcello Guiducci, Carlo Lorenzoni, Adriano Marocco, Roberto Pinton, Aldo Pollini, Domenico Ugulini