2.5 Organi

B 24 BOTANICA, FISIOLOGIA VEGETALE, GENETICA AGRARIA - CELLULE, PIANTE, COLTURE motivo i vasi costituiti dalle fibrotracheidi e trachee sono detti vasi chiusi e quelli costituiti dalle trachee sono detti vasi aperti. In relazione alle loro caratteristiche i diversi tipi di vasi si adattano a diverse situazioni di funzionamento: grazie ai legami che si formano tra acqua e pareti, i vasi chiusi sono più adatti a trasportare acqua a elevate altezze, ma con flussi minori, mentre i vasi aperti non possono trasportare acqua a grandi altezze a causa della possibilità di vaporizzazione dell acqua al loro interno, ma garantiscono flussi più elevati grazie al minore attrito dovuto al maggiore calibro dei vasi. Il tessuto cribroso è costituito da cellule con pareti cellulosiche senza spazi intercellulari il cui nucleo viene riassorbito, la struttura cellulare viene profondamente modificata e il protoplasto risulta costituito da succo cellulare. Le pareti trasversali delle cellule sono costituite da una placca cribrosa, molto ricca di pori e perforazioni. La componente prevalente del succo cellulare è una soluzione di zuccheri (saccarosio) o alcol zuccheri (mannitolo) a seconda del tipo di pianta e raggiunge concentrazioni anche superiori al 10%. Il cribro trasporta fotosintati dagli organi di produzione agli organi di accumulo. Le cellule e i tubi cribrosi sono sempre accompagnati da cellule compagne (albuminose nelle gimnosperme), che condividono l origine ontogenetica delle cellule del tessuto cribroso. 2.5 Organi. Sono l insieme di più tessuti capaci di compiere più funzioni. Alcuni tessuti delle piante mostrano una stretta connessione e possono essere assimilati a organi, sebbene non raggiungano la complessità e la strutturazione degli organi animali, tanto che spesso sono indicati come pseudo-organi o tessuti complessi. Il tessuto vascolare è associato a un tessuto parenchimatico e a un tessuto meccanico per formare una struttura complessa che prende il nome di legno o xilema. Il legno svolge la funzione di trasporto di acqua e soluti, la funzione di sostegno e quella di riserva. Analogamente, l insieme del tessuto cribroso, del tessuto parenchimatico e del tessuto meccanico dà origine al libro, o floema, con funzione di trasporto dei fotosintati, di riserva e di sostegno. 2.6 Organizzazione morfo-funzionale della radice. La radice è l organo della pianta che ha la funzione di ancorare la pianta al suolo e di esplorare il suolo, per realizzare l approvvigionamento di acqua e di nutrienti minerali. L architettura generale della radice è simile per le piante vascolari (monocotiledoni, dicotiledoni e gimnosperme), ma la struttura non è uguale. 2.6.1 Apice radicale. formato dal meristema apicale, tessuto in cui le cellule si moltiplicano realizzando l accrescimento per divisione, e dalle cellule in differenziamento. Le cellule meristematiche dell apice subiscono anche divisioni in senso acropeto e gelificano dando origine a una struttura che prende il nome di cuffia. La funzione della cuffia è quella di proteggere le cellule meristematiche apicali, di favorire la penetrazione della radice generando con il loro turgore una forza espansiva nel suolo e nello stesso tempo lubrificando l apice riducendone l attrito con le particelle del suolo. Inoltre il mucigel che deriva dalla cuffia consente un miglior contatto tra radice e suolo e costituisce un substrato per i microrganismi del suolo stesso. In senso basipeto, le cellule appena divise incominciano il processo di crescita per distensione che assicura l allungamento della radice. Contemporaneamente

SEZIONE B
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BOTANICA, FISIOLOGIA VEGETALE...
La Botanica è la scienza che studia le forme di vita del mondo vegetale e ne analizza i rapporti ecologici attraverso diverse branche: ad esempio, la citologia studia la cellula vegetale e le sue funzioni; l’istologia si occupa dei tessuti; l’anatomia analizza gli organi; la genetica controlla la trasmissione dei caratteri di generazione in generazione; la fitosociologia e l’ecologia cercano di individuare i rapporti dei vegetali, fra loro e con gli altri viventi. A sua volta, ciascuna branca focalizza alcuni particolari aspetti del mondo vegetale: le modalità nutrizionali o riproduttive, la distribuzione geografica, i possibili utilizzi in altri campi (scientifico, farmaceutico, alimentare, ecc.).Le conoscenze botaniche, evolutesi nel contesto della stessa evoluzione umana, sono particolarmente importanti per le applicazioni in campo agronomico poiché rappresentano una delle fondamentali basi scientifiche sulle quali costruire e articolare buona parte dei saperi orientati alla produzione agraria. La pianta, sia che abbia avuto origine dall’incontro dei due gameti, maschile e femminile, con formazione del seme, o dalla moltiplicazione di una porzione di pianta, per esempio da una talea d’innesto, o ancora da un insieme di cellule meristematiche attraverso la tecnica della micropropagazione in vitro, rappresenta sempre il punto focale della disciplina agronomica.In questa Sezione B del Manuale dell’Agronomo sono poi sviluppati e approfonditi anche tutti gli aspetti legati alla Genetica agraria (dalle conoscenze consolidate della genetica mendeliana alla genetica molecolare, all’ingegneria genetica, all’analisi del genoma). Oltre ai contenuti di carattere generale, sono trattati separatamente, in parallelo, i due settori di applicazione del miglioramento genetico in campo agrario: quello vegetale e quello animale per l’ambito applicativo zootecnico. Coordinamento di SezionePaolo CecconRealizzazione e collaborazioniPaolo Ceccon, Elio Cirillo, Maurizio Cocucci, Stefania Dall’Olio, Adalberto Falaschini, Maria Nives Forgiarini, Marcello Guiducci, Carlo Lorenzoni, Adriano Marocco, Roberto Pinton, Aldo Pollini, Domenico Ugulini