2.6.2 Struttura primaria della radice

MORFOLOGIA E FISIOLOGIA DELLA PIANTA B 25 alla distensione cellulare avviene il differenziamento: dapprima si osserva una determinazione delle cellule che possono essere divise in una zona più superficiale detta tunica, che darà origine ai tessuti tegumentali e corticali, e una zona profonda detta corpus, che darà origine ai tessuti conduttori e meccanici. Le radici laterali non sono presenti nell apice radicale, ma si origineranno in un secondo tempo dalla parte profonda della radice. 2.6.2 Struttura primaria della radice. costituita da cellule differenziate e adulte. La struttura primaria è organizzata, in sezione, in due parti concentriche: la più esterna prende il nome di corteccia, quella più interna di cilindro centrale o stele. La zona di struttura primaria è ricoperta da un tessuto tegumentale monostratificato: il rizoderma con i peli assorbenti. La zona coperta dal rizoderma è una parte limitata della radice (qualche centimetro), la restante parte è ricoperta e protetta dall esoderma. Sotto l esoderma la corteccia è organizzata in numerosi strati di tessuto parenchimatico. Questo parenchima ha una funzione di riserva e contiene amido e cristalli di sali, quali l ossalato di calcio. Lo strato più interno della corteccia è organizzato in un endoderma. Generalmente negli organismi in cui la struttura primaria non costituisce la struttura definitiva, l endoderma non si organizza in una struttura a U , in quanto è sostituito dall accrescimento secondario in spessore (dicotiledoni e gimnosperme). Il cilindro centrale inizia con uno strato di cellule regolari senza spazi che prendono il nome di periciclo, dalle cui cellule hanno origine le radici secondarie laterali. All interno sono organizzati il legno e il libro, immersi in una massa di tessuto parenchimatico con funzione di riserva e che al centro della struttura prende il nome di midollo. Nelle radici la disposizione del legno e del libro ricorda una stella i cui bracci a punta sono costituiti dal legno: per questo motivo essa prende il nome di attinostele. Il legno e il libro, posti sulla stessa circonferenza, prendono il nome di arche del legno o del libro. Negli organismi più evoluti e/o più adulti i tessuti sono differenziati in modo più spinto: così le grandi trachee si trovano verso l interno delle strutture e prevalentemente in monocotiledoni rispetto a dicotiledoni e gimnosperme. Le radici delle monocotiledoni possiedono un numero di arche superiore a 6, quelle delle dicotiledoni un numero compreso tra 2 e 6 e le radici delle gimnosperme 2. Gli organismi che sviluppano un accrescimento in spessore conservano tra le arche legnose e quelle liberiane il tessuto meristematico cambiale che darà origine alla struttura secondaria (dicotiledoni e gimnosperme). Nella parte più centrale della struttura, ma attorno al midollo, nelle arche del legno, si differenzia il tessuto meccanico, prevalentemente sotto forma di fibre; il tessuto meccanico si trova al centro in quanto la radice deve sopportare prevalentemente sforzi di tipo trazionale. Talvolta le radici si differenziano in strutture particolari che accumulano al loro interno, nei parenchimi, grandi quantità di riserve, come le radici delle carote (carotenoidi) o delle barbabietole (saccarosio). 2.7 Organizzazione morfo-funzionale del germoglio. Il germoglio è formato dal fusto e dalle foglie e costituisce il corpo primario. Ha la funzione di raccogliere l energia solare come una antenna e di utilizzare tale energia nell incremento del potenziale termodinamico di molecole chimiche. B

SEZIONE B
SEZIONE B
BOTANICA, FISIOLOGIA VEGETALE...
La Botanica è la scienza che studia le forme di vita del mondo vegetale e ne analizza i rapporti ecologici attraverso diverse branche: ad esempio, la citologia studia la cellula vegetale e le sue funzioni; l’istologia si occupa dei tessuti; l’anatomia analizza gli organi; la genetica controlla la trasmissione dei caratteri di generazione in generazione; la fitosociologia e l’ecologia cercano di individuare i rapporti dei vegetali, fra loro e con gli altri viventi. A sua volta, ciascuna branca focalizza alcuni particolari aspetti del mondo vegetale: le modalità nutrizionali o riproduttive, la distribuzione geografica, i possibili utilizzi in altri campi (scientifico, farmaceutico, alimentare, ecc.).Le conoscenze botaniche, evolutesi nel contesto della stessa evoluzione umana, sono particolarmente importanti per le applicazioni in campo agronomico poiché rappresentano una delle fondamentali basi scientifiche sulle quali costruire e articolare buona parte dei saperi orientati alla produzione agraria. La pianta, sia che abbia avuto origine dall’incontro dei due gameti, maschile e femminile, con formazione del seme, o dalla moltiplicazione di una porzione di pianta, per esempio da una talea d’innesto, o ancora da un insieme di cellule meristematiche attraverso la tecnica della micropropagazione in vitro, rappresenta sempre il punto focale della disciplina agronomica.In questa Sezione B del Manuale dell’Agronomo sono poi sviluppati e approfonditi anche tutti gli aspetti legati alla Genetica agraria (dalle conoscenze consolidate della genetica mendeliana alla genetica molecolare, all’ingegneria genetica, all’analisi del genoma). Oltre ai contenuti di carattere generale, sono trattati separatamente, in parallelo, i due settori di applicazione del miglioramento genetico in campo agrario: quello vegetale e quello animale per l’ambito applicativo zootecnico. Coordinamento di SezionePaolo CecconRealizzazione e collaborazioniPaolo Ceccon, Elio Cirillo, Maurizio Cocucci, Stefania Dall’Olio, Adalberto Falaschini, Maria Nives Forgiarini, Marcello Guiducci, Carlo Lorenzoni, Adriano Marocco, Roberto Pinton, Aldo Pollini, Domenico Ugulini