2.7.2. Struttura della foglia

MORFOLOGIA E FISIOLOGIA DELLA PIANTA B 27 2.7.2. Struttura della foglia. La foglia può essere costituita da un picciolo, con una struttura simile a un fusticino, e da una lamina (dicotiledoni) o, se sessile, da una lamina direttamente impiantata sul fusto (monocotiledoni). La lamina fogliare è ricoperta, come il resto del germoglio, da epidermide con molti stomi. Procedendo in sezione dalla parte superiore a quella inferiore, la lamina è organizzata in un parenchima clorofilliano a palizzata (due o tre strati) con le cellule allungate in senso parallelo alla propagazione della luce, talvolta sostituito da un parenchima a cellule isodiametriche, sotto il quale è presente un parenchima spugnoso che consente un intenso scambio di gas. Le foglie sono percorse dalle nervature che altro non sono che i fasci conduttori collaterali del fusto con il legno verso la lamina superiore e spesso ricoperti da fibre. Fibre sono anche presenti tra la superficie superiore e inferiore della lamina. Le foglie delle dicotiledoni non hanno le nervature parallele tipiche delle monocotiledoni; alcune foglie sono costituite dal ripiegamento della foglia stessa e in questo caso le foglie acquistano una struttura simmetrica (isolaterali). Le foglie delle gimnosperme sono aghiformi, un adattamento morfologico finalizzato a ridurre la traspirazione: al di sotto dell epidermide si differenzia un ipoderma meccanico e il tessuto clorofilliano è costituito da cellule isodiametriche con membrana e parete fortemente ripiegate. 2.8 Accrescimento in spessore di fusto e radice. L accrescimento in spessore, riguardante le strutture eusteliche e attinosteliche di dicotiledoni e gimnosperme legnose, si realizza grazie alla ripresa delle divisioni del cambio presente nei fasci conduttori aperti. Le cellule cambiali si dividono costituendo una circonferenza continua e producono legno verso l interno e libro verso l esterno (cambio libro-legnoso o floema-xilematico). La corteccia viene dilatata e distrutta dall attività del cambio cribro-vascolare, e al suo interno si differenzia un altro cambio dipleurico che produce un tessuto parenchimatico verso l interno (felloderma) e sughero verso l esterno (cambio subero-fellodermico). Tutti i tessuti presenti all esterno muoiono e si perdono. La crescita verso l esterno del libro e verso l interno del felloderma fa sì che ogni qualche anno il cambio subero-fellodermico si differenzia all interno della struttura, ma sempre al di fuori del cambio cribro-vascolare: così mentre il legno si conserva integralmente, la parte esterna della struttura si perde periodicamente. Poiché l attività del cambio cribro-vascolare è diversa in relazione alla disponibilità di acqua e allo stato fisiologico della pianta, la struttura appare più porosa in primavera rispetto all estate e questo dà origine all alternanza di zone porose che degradano in zone meno porose: questi anelli concentrici prendono il nome di cerchie annuali e rispecchiano la storia della pianta più che semplicemente la sua età. 2.9 Apici ad accrescimento definito (fiori). Alcuni apici non continuano indefinitamente e il loro accrescimento si arresta con la formazione dei fiori, organi riproduttori delle angiosperme (dicotiledoni e monocotiledoni). I fiori sono costituiti da quattro nodi molto ravvicinati tra loro (verticilli) portati da un peduncolo, che portano delle appendici fogliari che hanno subito delle modificazioni. I primi due verticilli portano appendici sterili: il primo costituisce il calice e porta i sepali, il secondo costituisce la corolla e porta i petali. Sepali e petali hanno funzione di protezione e B

SEZIONE B
SEZIONE B
BOTANICA, FISIOLOGIA VEGETALE...
La Botanica è la scienza che studia le forme di vita del mondo vegetale e ne analizza i rapporti ecologici attraverso diverse branche: ad esempio, la citologia studia la cellula vegetale e le sue funzioni; l’istologia si occupa dei tessuti; l’anatomia analizza gli organi; la genetica controlla la trasmissione dei caratteri di generazione in generazione; la fitosociologia e l’ecologia cercano di individuare i rapporti dei vegetali, fra loro e con gli altri viventi. A sua volta, ciascuna branca focalizza alcuni particolari aspetti del mondo vegetale: le modalità nutrizionali o riproduttive, la distribuzione geografica, i possibili utilizzi in altri campi (scientifico, farmaceutico, alimentare, ecc.).Le conoscenze botaniche, evolutesi nel contesto della stessa evoluzione umana, sono particolarmente importanti per le applicazioni in campo agronomico poiché rappresentano una delle fondamentali basi scientifiche sulle quali costruire e articolare buona parte dei saperi orientati alla produzione agraria. La pianta, sia che abbia avuto origine dall’incontro dei due gameti, maschile e femminile, con formazione del seme, o dalla moltiplicazione di una porzione di pianta, per esempio da una talea d’innesto, o ancora da un insieme di cellule meristematiche attraverso la tecnica della micropropagazione in vitro, rappresenta sempre il punto focale della disciplina agronomica.In questa Sezione B del Manuale dell’Agronomo sono poi sviluppati e approfonditi anche tutti gli aspetti legati alla Genetica agraria (dalle conoscenze consolidate della genetica mendeliana alla genetica molecolare, all’ingegneria genetica, all’analisi del genoma). Oltre ai contenuti di carattere generale, sono trattati separatamente, in parallelo, i due settori di applicazione del miglioramento genetico in campo agrario: quello vegetale e quello animale per l’ambito applicativo zootecnico. Coordinamento di SezionePaolo CecconRealizzazione e collaborazioniPaolo Ceccon, Elio Cirillo, Maurizio Cocucci, Stefania Dall’Olio, Adalberto Falaschini, Maria Nives Forgiarini, Marcello Guiducci, Carlo Lorenzoni, Adriano Marocco, Roberto Pinton, Aldo Pollini, Domenico Ugulini