2.11.3 Rapporto fotosintesi-traspirazione

B 30 BOTANICA, FISIOLOGIA VEGETALE, GENETICA AGRARIA - CELLULE, PIANTE, COLTURE che vi sia condizione di equilibrio con il potenziale chimico delle cellule del mesofillo. Questa forza è proporzionale alla differenza di concentrazione dell acqua nei due ambienti. La traspirazione dipende inoltre dalla conduttanza stomatica o dal suo reciproco, la resistenza, secondo la relazione: F5 Ce 2 Ci Re 1 Ri 1 Rs dove: F rappresenta il flusso traspirazionale, Ce e Ci la concentrazione del vapore acqueo dell atmosfera e della camera sottostomatica, rispettivamente, Re la resistenza esterna (diffusione dalla superficie stomatica all ambiente, che dipende dalla velocità dell aria), Ri la resistenza interna (diffusione nel mesofillo) e Rs la resistenza stomatica; quest ultimo fattore domina la traspirazione: per questo motivo la traspirazione dipende fortemente dai fattori che controllano apertura e chiusura degli stomi (luce, temperatura, stato idrico). Significato fisiologico della traspirazione. La principale funzione della traspira- zione va individuata nella capacità di ridurre l innalzamento della temperatura della pianta attraverso il cambiamento di stato dell acqua da liquido a gassoso, evitando il raggiungimento di valori incompatibili con la funzionalità delle attività biochimiche (denaturazione termica). In realtà la traspirazione appare essere un vero e proprio sistema di termoregolazione in quanto aumenta con l aumentare della temperatura fogliare. Sono state recentemente individuate altre importanti funzioni per la traspirazione: tra queste la possibilità che essa possa avere un ruolo nel movimento dei nutrienti minerali all interno della pianta (nota bene all interno della pianta non tra il suolo e la pianta). 2.11.3 Rapporto fotosintesi-traspirazione. stato sempre oggetto di attenzione in quanto la traspirazione può essere considerata un evento necessario per tenere aperti gli stomi e far entrare nel mesofillo la CO2. L approvvigionamento della CO2 può essere descritto da una relazione simile a quella formulata per la traspirazione, dove al posto delle concentrazioni di acqua vengono indicate quelle di CO2 e le resistenze sono relative alla CO2. Bisogna osservare che il gradiente di concentrazione è mantenuto dalla attività fotosintetica che drena la CO2 nelle cellule e che la resistenza dominante non è più costituita dalla resistenza stomatica, ma da quella interna: questo termine raggruppa infatti la diffusione della CO2 nella struttura cellulare, la sua conversione in bicarbonato e la successiva riconversione in CO2 che è l effettivo substrato della RUBISCO. Esso coinvolge inoltre la capacità di rigenerare il livello di ribulosio bifosfato, primo accettore della CO2, e più in generale il livello degli intermedi del ciclo di Calvin. Anche se è ovvio che in carenza di acqua la diffusione attraverso gli stomi può costituire un fattore limitante, in condizioni meno estreme la limitazione fotosintetica è dovuta ad altri fattori, che vanno individuati nel complesso sistema biochimico che rende possibile la fotosintesi e in particolare la fotoinibizione e la allocazione dei fotosintati.

SEZIONE B
SEZIONE B
BOTANICA, FISIOLOGIA VEGETALE...
La Botanica è la scienza che studia le forme di vita del mondo vegetale e ne analizza i rapporti ecologici attraverso diverse branche: ad esempio, la citologia studia la cellula vegetale e le sue funzioni; l’istologia si occupa dei tessuti; l’anatomia analizza gli organi; la genetica controlla la trasmissione dei caratteri di generazione in generazione; la fitosociologia e l’ecologia cercano di individuare i rapporti dei vegetali, fra loro e con gli altri viventi. A sua volta, ciascuna branca focalizza alcuni particolari aspetti del mondo vegetale: le modalità nutrizionali o riproduttive, la distribuzione geografica, i possibili utilizzi in altri campi (scientifico, farmaceutico, alimentare, ecc.).Le conoscenze botaniche, evolutesi nel contesto della stessa evoluzione umana, sono particolarmente importanti per le applicazioni in campo agronomico poiché rappresentano una delle fondamentali basi scientifiche sulle quali costruire e articolare buona parte dei saperi orientati alla produzione agraria. La pianta, sia che abbia avuto origine dall’incontro dei due gameti, maschile e femminile, con formazione del seme, o dalla moltiplicazione di una porzione di pianta, per esempio da una talea d’innesto, o ancora da un insieme di cellule meristematiche attraverso la tecnica della micropropagazione in vitro, rappresenta sempre il punto focale della disciplina agronomica.In questa Sezione B del Manuale dell’Agronomo sono poi sviluppati e approfonditi anche tutti gli aspetti legati alla Genetica agraria (dalle conoscenze consolidate della genetica mendeliana alla genetica molecolare, all’ingegneria genetica, all’analisi del genoma). Oltre ai contenuti di carattere generale, sono trattati separatamente, in parallelo, i due settori di applicazione del miglioramento genetico in campo agrario: quello vegetale e quello animale per l’ambito applicativo zootecnico. Coordinamento di SezionePaolo CecconRealizzazione e collaborazioniPaolo Ceccon, Elio Cirillo, Maurizio Cocucci, Stefania Dall’Olio, Adalberto Falaschini, Maria Nives Forgiarini, Marcello Guiducci, Carlo Lorenzoni, Adriano Marocco, Roberto Pinton, Aldo Pollini, Domenico Ugulini