3.2.4 Riflessione della PAR

B 44 BOTANICA, FISIOLOGIA VEGETALE, GENETICA AGRARIA - CELLULE, PIANTE, COLTURE Radiazione diffusa. La trasmissione della radiazione diffusa all interno della canopy è minore di quella della radiazione solare diretta. Di conseguenza il coefficiente di estinzione della luce è più alto nelle giornate e/o negli ambienti caratterizzati da una forte presenza di radiazione diffusa (giornate nuvolose, ambienti molto umidi, ecc.). Penombra. Poiché i raggi solari non sono perfettamente paralleli tra loro, ma formano un angolo solido di 0,5°, il bordo di un ombra non è netto, ma sfumato, a creare una regione di penombra. Il fenomeno riduce l intensità radiativa nelle zone non in piena ombra (sunflecks) originate dalle discontinuità della copertura fogliare. Il ruolo della penombra è particolarmente importante nelle canopy con foglie sottili nelle quali i sunflecks sono numerosi e di piccola dimensione. Tropismi e nastie. Le foglie di alcune piante (leguminose, malvacee, girasole, ecc.) sono capaci di seguire il movimento apparente del Sole, disponendosi ortogonalmente alla direzione dei raggi solari (diaeliotropismo, diaelionastia). In via teorica, se l intera superficie fogliare si dispone ortogonalmente alla direzione dei raggi solari (cioè A9/A 5 1), il coefficiente di estinzione della luce risulta pari a: k5 1 sen b In condizioni di carenza idrica, le piante di alcune specie orientano le foglie in modo da ridurre l angolo di incidenza dei raggi solari sulla loro superficie (paraeliotropismo, paraelionastia), facendo così diminuire il coefficiente di estinzione della luce e la quantità di radiazione intercettata. Strutture non laminari. In alcune specie (es. il frumento) le strutture non laminari contribuiscono in maniera non trascurabile all intercettazione della radiazione. La radiazione trasmessa dalla canopy viene pertanto determinata combinando la funzione di trasmissione relativa ai culmi con quella relativa ai soli lembi fogliari, ovvero: Qt 5 Qi # e 2 1kculmi # LAIculmi 1kfoglie # LAIfoglie 2 Nel caso di strutture cilindriche verticali (a cui è possibile assimilare i culmi del frumento) il coefficiente di estinzione è: 1 k5 # p tan b 3.2.4 Riflessione della PAR. La PAR riflessa da una canopy si compone di due frazioni: la radiazione riflessa direttamente dal fogliame e la radiazione riflessa dal suolo sottostante la canopy e non intercettata dal fogliame. Per riflettanza, o coefficiente di riflessione (r), si intende la quantità relativa di radiazione riflessa da un corpo. La riflettanza di una canopy è di norma più bassa della riflettanza delle singole foglie perché, a causa dei fenomeni di riflessione multipla, parte della radiazione riflessa da una foglia viene assorbita da altre strutture. Come grande media r di una canopy ammonta al 5% della PAR incidente (contro il 9% di una foglia singola). In generale, le canopy erettofile presentano valori di r inferiori rispetto alle canopy planofile. 3.2.5 Assimilazione del carbonio di una canopy. L assimilazione lorda di una coltura (ALc) può essere calcolata come somma dell assimilazione di tutte le foglie della canopy,

SEZIONE B
SEZIONE B
BOTANICA, FISIOLOGIA VEGETALE...
La Botanica è la scienza che studia le forme di vita del mondo vegetale e ne analizza i rapporti ecologici attraverso diverse branche: ad esempio, la citologia studia la cellula vegetale e le sue funzioni; l’istologia si occupa dei tessuti; l’anatomia analizza gli organi; la genetica controlla la trasmissione dei caratteri di generazione in generazione; la fitosociologia e l’ecologia cercano di individuare i rapporti dei vegetali, fra loro e con gli altri viventi. A sua volta, ciascuna branca focalizza alcuni particolari aspetti del mondo vegetale: le modalità nutrizionali o riproduttive, la distribuzione geografica, i possibili utilizzi in altri campi (scientifico, farmaceutico, alimentare, ecc.).Le conoscenze botaniche, evolutesi nel contesto della stessa evoluzione umana, sono particolarmente importanti per le applicazioni in campo agronomico poiché rappresentano una delle fondamentali basi scientifiche sulle quali costruire e articolare buona parte dei saperi orientati alla produzione agraria. La pianta, sia che abbia avuto origine dall’incontro dei due gameti, maschile e femminile, con formazione del seme, o dalla moltiplicazione di una porzione di pianta, per esempio da una talea d’innesto, o ancora da un insieme di cellule meristematiche attraverso la tecnica della micropropagazione in vitro, rappresenta sempre il punto focale della disciplina agronomica.In questa Sezione B del Manuale dell’Agronomo sono poi sviluppati e approfonditi anche tutti gli aspetti legati alla Genetica agraria (dalle conoscenze consolidate della genetica mendeliana alla genetica molecolare, all’ingegneria genetica, all’analisi del genoma). Oltre ai contenuti di carattere generale, sono trattati separatamente, in parallelo, i due settori di applicazione del miglioramento genetico in campo agrario: quello vegetale e quello animale per l’ambito applicativo zootecnico. Coordinamento di SezionePaolo CecconRealizzazione e collaborazioniPaolo Ceccon, Elio Cirillo, Maurizio Cocucci, Stefania Dall’Olio, Adalberto Falaschini, Maria Nives Forgiarini, Marcello Guiducci, Carlo Lorenzoni, Adriano Marocco, Roberto Pinton, Aldo Pollini, Domenico Ugulini