3.5.2 Salinità e composti tossici

B 52 BOTANICA, FISIOLOGIA VEGETALE, GENETICA AGRARIA - CELLULE, PIANTE, COLTURE 3) l aumento dell assorbimento di acqua delle specie con apparati radicali molto sviluppati. La tolleranza allo stress si manifesta con il mantenimento del turgore cellulare grazie a fenomeni di aggiustamento osmotico, all accumulo di soluti protettivi o alla sintesi di enzimi tolleranti al disseccamento, all attivazione di metabolismi fotosintetici particolari (es. il metabolismo CAM). Le colture possono ricevere forti limitazioni nella crescita e nella produttività anche a causa di eccesso idrico nel terreno. In condizioni di eccesso idrico gli apparati radicali riducono la loro funzionalità a seguito della carenza di ossigeno che riduce i tassi respiratori delle radici. Da ciò deriva la riduzione dell accrescimento e dell approfondimento delle radici con conseguente riduzione dell assimilazione degli elementi minerali e dell acqua. Altri importanti effetti negativi sono legati alla elevata inerzia termica del terreno saturo di acqua, al rallentamento delle attività microbiche favorevoli (umificazione, nitrificazione), all induzione e accentuazione di attacchi parassitari, allo sviluppo di malerbe tolleranti all eccesso idrico e all accumulo di composti tossici ridotti (es. solfuri). 3.5.2 Salinità e composti tossici. Le colture possono dover fronteggiare anomalie dovute alla presenza nel terreno di eccessive quantità di sali solubili, in prevalenza costituiti da carbonati, cloruri e solfati di sodio, calcio e magnesio, e alla presenza di ioni tossici. L eccesso di sali danneggia le colture attraverso tre vie principali: aumento della pressione osmotica della soluzione circolante nel terreno; squilibrio nutrizionale e tossicità diretta esercitata da singoli ioni. TAB. 1.2 Principali effetti ecofisiologici dello stress idrico Risposta Breve termine resistenza stomatica assimilazione fogliare Amax efficienza iniziale (ei ) temperatura foglia Lungo termine Biochimici e fisiologici attività enzimi fotosintetici accumulo di prolina produzione cere Accrescimento accrescimento divisione cellulare distensione cellulare crescita radici rapporto germogli/radici Anatomia produzione tricomi densità stomatica indice stomatico spessore foglie Sviluppo dormienza gemme fioritura annuale fioritura perenne caduta fiori vitalità polline allegagione frutti Coltura accestimento paraeliotropismo coefficiente estinzione LAI trasmissione PAR riflessione PAR assorbimento PAR assimilazione evapotraspirazione n. semi/m2 peso seme RUE WUE produzione biomassa produzione economica Harvest Index Azione Livello* aumenta riduce riduce riduce aumenta 111 111 111 1 11 riduce aumenta aumenta 1 1 1 riduce riduce riduce variabile riduce 111 111 111 11 11 aumenta aumenta riduce aumenta 11 11 11 111 induce anticipa inibisce aumenta riduce riduce 1 1 1 111 1 111 riduce induce riduce riduce aumenta aumenta riduce riduce riduce riduce variabile riduce variabile riduce riduce variabile 11 111 111 111 111 11 111 111 111 111 1 1 1 111 111 11 * Il livello dell azione varia da debole (1) a forte (1 1 1). Il livello e/o il tipo di azione sono collegati al momento dello stress, alla sua intensità e alla modalità di instaurazione. Stress cronici e stress di breve periodo, stress precoci e stress tardivi, stress moderati e stress intensi possono fornire risultati variabili o anche contrastanti.

SEZIONE B
SEZIONE B
BOTANICA, FISIOLOGIA VEGETALE...
La Botanica è la scienza che studia le forme di vita del mondo vegetale e ne analizza i rapporti ecologici attraverso diverse branche: ad esempio, la citologia studia la cellula vegetale e le sue funzioni; l’istologia si occupa dei tessuti; l’anatomia analizza gli organi; la genetica controlla la trasmissione dei caratteri di generazione in generazione; la fitosociologia e l’ecologia cercano di individuare i rapporti dei vegetali, fra loro e con gli altri viventi. A sua volta, ciascuna branca focalizza alcuni particolari aspetti del mondo vegetale: le modalità nutrizionali o riproduttive, la distribuzione geografica, i possibili utilizzi in altri campi (scientifico, farmaceutico, alimentare, ecc.).Le conoscenze botaniche, evolutesi nel contesto della stessa evoluzione umana, sono particolarmente importanti per le applicazioni in campo agronomico poiché rappresentano una delle fondamentali basi scientifiche sulle quali costruire e articolare buona parte dei saperi orientati alla produzione agraria. La pianta, sia che abbia avuto origine dall’incontro dei due gameti, maschile e femminile, con formazione del seme, o dalla moltiplicazione di una porzione di pianta, per esempio da una talea d’innesto, o ancora da un insieme di cellule meristematiche attraverso la tecnica della micropropagazione in vitro, rappresenta sempre il punto focale della disciplina agronomica.In questa Sezione B del Manuale dell’Agronomo sono poi sviluppati e approfonditi anche tutti gli aspetti legati alla Genetica agraria (dalle conoscenze consolidate della genetica mendeliana alla genetica molecolare, all’ingegneria genetica, all’analisi del genoma). Oltre ai contenuti di carattere generale, sono trattati separatamente, in parallelo, i due settori di applicazione del miglioramento genetico in campo agrario: quello vegetale e quello animale per l’ambito applicativo zootecnico. Coordinamento di SezionePaolo CecconRealizzazione e collaborazioniPaolo Ceccon, Elio Cirillo, Maurizio Cocucci, Stefania Dall’Olio, Adalberto Falaschini, Maria Nives Forgiarini, Marcello Guiducci, Carlo Lorenzoni, Adriano Marocco, Roberto Pinton, Aldo Pollini, Domenico Ugulini