SEZIONE B

FISIOLOGIA DELLA COLTURA B 55 dove: a rappresenta il valore massimo della produzione per x tendente a infinito, a/(1 1 b) corrisponde al valore minimo della produzione per x 5 0 e c è la velocità con cui la produzione tende al valore massimo. Altre funzioni di tipo esponenziale sono la funzione di Gompertz, la funzione di Richards, le funzioni sigmoidali con picco, spesso adottate per descrivere la risposata dei vegetali a dosi crescenti di erbicidi. Una delle funzioni più conosciute è quella detta di seconda approssimazione di Mitscherlich: # # 2 Y 5 a # 11 2 ee x2 # ek x dove: a rappresenta il limite massimo di produzione ottenibile con k 5 0 e x tendente a infinito, c è il coefficiente di azione del fattore indicante la rapidità con cui la produzione raggiunge il valore più elevato e k è il coefficiente di depressione che indica la tendenza della produzione a diminuire dopo aver raggiunto il valore massimo. La curva di Mitscherlich risulta piuttosto imprecisa nel tratto iniziale nella quale la produttività del fattore è crescente. Per ovviare a ciò, è stata proposta una equazione di Mitscherlich modificata: Y5 2 # # a # 3 1 2 e 2c 1b1x2 4 # e 2k 1b1x2 # 1 1 e 312c 1b1x24 con l introduzione di una funzione di decremento e del parametro b, corrispondente alla dotazione naturale del fattore che si somma alla dose (x) apportata con l intervento agronomico. Alla legge generale degli incrementi produttivi decrescenti si aggiunge la legge del minimo o dei fattori limitanti o di Liebig. Essa stabilisce che la crescita di una popolazione di organismi dipende dal fattore ecologico presente in quantità minore rispetto alla quantità necessaria per la crescita normale della popolazione stessa. Da questa legge deriva la definizione di fattore limitante, inteso come fattore ecologico che riduce la produttività di una coltura. Un elemento al minimo limita gli incrementi indotti dall aggiunta di altri elementi, in quanto impedisce il raggiungimento di valori produttivi elevati e minimizza gli incrementi di produzione indotti dagli altri fattori. Un esempio della legge del minimo si riscontra abitualmente nella concimazione delle colture: questa pratica agronomica offre il massimo beneficio soltanto quando gli altri fattori della produzione (es. l irrigazione, la densità di investimento, la reazione del terreno) sono stati migliorati. TAB. 1.4 Sigla Simbologia di riferimento Denominazione Descrizione Unità di misura AL Assimilazione fogliare lorda istantanea CO2 assimilata per unità di superficie mmol/m2/s fogliare per unità di tempo Assimilazione fogliare lorda integrata CO2 assimilata per unità di superficie mol/m2 fogliare AL max Assimilazione fogliare lorda a luce saturante ALc An Anc CGR Assimilazione lorda canopy Assimilazione fogliare netta Assimilazione netta canopy Tasso di crescita assoluta o intensità di crescita (Crop Growth Rate) Capacità effettiva di sink Cse vedi AL g sostanza secca per unità di superficie di terreno per unità di tempo kg/ha/d g/m2/d adim. (continua ) B

SEZIONE B
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BOTANICA, FISIOLOGIA VEGETALE...
La Botanica è la scienza che studia le forme di vita del mondo vegetale e ne analizza i rapporti ecologici attraverso diverse branche: ad esempio, la citologia studia la cellula vegetale e le sue funzioni; l’istologia si occupa dei tessuti; l’anatomia analizza gli organi; la genetica controlla la trasmissione dei caratteri di generazione in generazione; la fitosociologia e l’ecologia cercano di individuare i rapporti dei vegetali, fra loro e con gli altri viventi. A sua volta, ciascuna branca focalizza alcuni particolari aspetti del mondo vegetale: le modalità nutrizionali o riproduttive, la distribuzione geografica, i possibili utilizzi in altri campi (scientifico, farmaceutico, alimentare, ecc.).Le conoscenze botaniche, evolutesi nel contesto della stessa evoluzione umana, sono particolarmente importanti per le applicazioni in campo agronomico poiché rappresentano una delle fondamentali basi scientifiche sulle quali costruire e articolare buona parte dei saperi orientati alla produzione agraria. La pianta, sia che abbia avuto origine dall’incontro dei due gameti, maschile e femminile, con formazione del seme, o dalla moltiplicazione di una porzione di pianta, per esempio da una talea d’innesto, o ancora da un insieme di cellule meristematiche attraverso la tecnica della micropropagazione in vitro, rappresenta sempre il punto focale della disciplina agronomica.In questa Sezione B del Manuale dell’Agronomo sono poi sviluppati e approfonditi anche tutti gli aspetti legati alla Genetica agraria (dalle conoscenze consolidate della genetica mendeliana alla genetica molecolare, all’ingegneria genetica, all’analisi del genoma). Oltre ai contenuti di carattere generale, sono trattati separatamente, in parallelo, i due settori di applicazione del miglioramento genetico in campo agrario: quello vegetale e quello animale per l’ambito applicativo zootecnico. Coordinamento di SezionePaolo CecconRealizzazione e collaborazioniPaolo Ceccon, Elio Cirillo, Maurizio Cocucci, Stefania Dall’Olio, Adalberto Falaschini, Maria Nives Forgiarini, Marcello Guiducci, Carlo Lorenzoni, Adriano Marocco, Roberto Pinton, Aldo Pollini, Domenico Ugulini