SEZIONE B

B 64 BOTANICA, FISIOLOGIA VEGETALE, GENETICA AGRARIA - GENETICA VEGETALE trascritte e di sequenze non trascritte (Fig. 2.3). Le sequenze non trascritte hanno funzioni di regolazione; quelle trascritte, oltre a possibili funzioni regolative, codificano per il prodotto genico. Le sequenze non trascritte localizzate nella parte terminale 59 del gene costituiscono il promotore. Nel promotore particolare importanza ha la sequenza indicata come TATA box che si trova circa 30 bp prima del punto di inizio della trascrizione (230). Il TATA box, insieme a regioni localizzate tra 240 e 2110, caratterizza il promotore dell RNA-polimerasi II. A monte del TATA box e in altre posizioni della sequenza del gene si possono trovare sequenze che funzionano da modulatori dell espressione genica. Altre sequenze presenti in questa regione sono necessarie per la corretta espressione del gene a livello tissutale o per la risposta a diverse situazioni ambientali. La parte del gene che codifica la proteina è preceduta e seguita da regioni trascritte, ma non tradotte: la regione leader al 59 e la regione trailer al 39. Ambedue le regioni sono modificate durante e dopo la trascrizione. Al leader è aggiunto il CAP che è essenziale per una efficiente traduzione dell RNA messaggero; al trailer è aggiunto il poliA, una coda di 150-200 residui adeninici. Le regioni trascritte, ma non tradotte del gene, hanno a volte significato regolativo. Al 39 del gene sono presenti le sequenze necessarie per la corretta terminazione del messaggero che avviene 500-2.000 bp al di là del sito di poliadenilazione. Questo è preceduto di circa 15-30 nucleotidi da un segnale di consenso, AATAAA, presente nella gran maggioranza degli RNA messaggeri. La regione codificante del gene può essere interrotta da uno o più introni, porzioni del trascritto primario che non partecipano a comporre il prodotto finale e rimangono nel nucleo. Gli esoni sono invece quelle parti del trascritto primario che escono dal nucleo sotto forma di RNA messaggero maturo. Nel caso di proteine che devono attraversare le membrane, la regione codificante contiene non solo l informazione per la proteina matura, ma anche per sequenze peptidiche necessarie per la corretta compartimentazione della proteina, peptidi che vengono poi rimossi. Numerosi geni delle piante posseggono più di un segnale di poliadenilazione, spesso diverso dalla sequenza consenso AATAAA che risulta, invece, molto conservata nei geni animali. La funzione del segnale di inizio della traduzione, il codone AUG (ATG nel DNA), è di essere riconosciuto dai ribosomi. Il fatto che differenti mRNA siano tradotti con diversa efficienza potrebbe dipendere dalla sequenza attorno al segnale, oltre che dall esistenza di diversi Unità di trascrizione Regioni laterali Altri segnali 59 Regioni laterali Inizio della trascrizione Sito Cap ATG TATA Introne Esone 1 21500 230 0 Sito di AATAAA poliadenilazione Esone 2 Regione non tradotta FIG. 2.3 Regioni geniche che compongono una tipica unità codificante per una proteina eucariotica. Regione di terminazione della trascrizione 39 Regione non tradotta

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BOTANICA, FISIOLOGIA VEGETALE...
La Botanica è la scienza che studia le forme di vita del mondo vegetale e ne analizza i rapporti ecologici attraverso diverse branche: ad esempio, la citologia studia la cellula vegetale e le sue funzioni; l’istologia si occupa dei tessuti; l’anatomia analizza gli organi; la genetica controlla la trasmissione dei caratteri di generazione in generazione; la fitosociologia e l’ecologia cercano di individuare i rapporti dei vegetali, fra loro e con gli altri viventi. A sua volta, ciascuna branca focalizza alcuni particolari aspetti del mondo vegetale: le modalità nutrizionali o riproduttive, la distribuzione geografica, i possibili utilizzi in altri campi (scientifico, farmaceutico, alimentare, ecc.).Le conoscenze botaniche, evolutesi nel contesto della stessa evoluzione umana, sono particolarmente importanti per le applicazioni in campo agronomico poiché rappresentano una delle fondamentali basi scientifiche sulle quali costruire e articolare buona parte dei saperi orientati alla produzione agraria. La pianta, sia che abbia avuto origine dall’incontro dei due gameti, maschile e femminile, con formazione del seme, o dalla moltiplicazione di una porzione di pianta, per esempio da una talea d’innesto, o ancora da un insieme di cellule meristematiche attraverso la tecnica della micropropagazione in vitro, rappresenta sempre il punto focale della disciplina agronomica.In questa Sezione B del Manuale dell’Agronomo sono poi sviluppati e approfonditi anche tutti gli aspetti legati alla Genetica agraria (dalle conoscenze consolidate della genetica mendeliana alla genetica molecolare, all’ingegneria genetica, all’analisi del genoma). Oltre ai contenuti di carattere generale, sono trattati separatamente, in parallelo, i due settori di applicazione del miglioramento genetico in campo agrario: quello vegetale e quello animale per l’ambito applicativo zootecnico. Coordinamento di SezionePaolo CecconRealizzazione e collaborazioniPaolo Ceccon, Elio Cirillo, Maurizio Cocucci, Stefania Dall’Olio, Adalberto Falaschini, Maria Nives Forgiarini, Marcello Guiducci, Carlo Lorenzoni, Adriano Marocco, Roberto Pinton, Aldo Pollini, Domenico Ugulini