SEZIONE B

GENETICA GENERALE B 69 cromosoma (numero o corredo gametico aploide, n). Nella cellula uovo fecondata (zigote) sono presenti due copie di ciascun cromosoma (cromosomi omologhi), uno di origine paterna e l altro di origine materna (corredo somatico diploide, 2n). Dallo zigote si forma il nuovo individuo, fatto di cellule con costituzione genetica identica a quello dello zigote per effetto di una serie di divisioni nucleari (divisioni mitotiche), ognuna caratterizzata da una simultanea autoreplicazione di tutti i geni presenti nei singoli cromosomi. Se, per una certa caratteristica ereditaria, l individuo così formato, possiede nelle sue cellule due geni identici (es. AA oppure aa), esso si dice omozigote (omozigosi); se presenta, invece, due geni diversi (Aa), esso è un eterozigote (eterozigosi). I geni A e a costituiscono una coppia di alleli e occupano una identica posizione (locus) nei due cromosomi omologhi. Se l individuo così formato e diventato adulto si riproduce sessualmente, a un certo punto del suo ciclo di sviluppo ha luogo, per divisione meiotica, la formazione dalle sue cellule diploidi (2n) di cellule aploidi (n), rappresentate dalla cellula uovo contenuta nel sacco embrionale e dal granello pollinico. Come dimostrato per la prima volta da Mendel, lo studio della trasmissione dei geni nella discendenza si realizza a partire da un individuo (ibrido) ottenuto per incrocio fra due linee pure omozigoti differenti per una (monoibrido: es. Aa), due (diibrido: es. AaBb) o più caratteristiche ereditarie. Se si tratta di geni nucleari, l aspetto esterno o fenotipo dell ibrido F1 (prima generazione dopo l incrocio) sarà sempre lo stesso per incroci sia nell uno sia nell altro senso: per esempio, Aa (A 3 a ) 5 Aa (A 3 a ). Tale fenomeno è noto come principio dell uniformità della generazione F1. L espressione fenotipica dell ibrido F1 sarà diversa a seconda delle caratteristiche degli alleli considerati. Nei casi di alleli dominanti (A) e recessivi (a), l ibrido F1 mostrerà i caratteri dominanti, pur portando mascherati i caratteri determinati dall allele recessivo. Così nell incrocio fra piselli a seme giallo (GG) e a seme verde (gg), l ibrido F1 (Gg) produrrà piselli gialli di aspetto fenotipico identico a quello del genitore GG. Ne consegue che, per caratteristiche dovute a geni dominanti, sia la costituzione genetica a genotipo omozigote (nel nostro esempio GG) sia quella eterozigote (Gg) esprimono un identico fenotipo. Nel caso di dominanza incompleta, o di influenza reciproca fra alleli di una stessa copia, l ibrido F1 avrà caratteristiche intermedie fra quelle dei due genitori o addirittura un carattere diverso da quello dell uno o dell altro genitore. In questi casi, pertanto, l eterozigote F1 sarà sempre distinguibile dai genitori omozigoti. Allorché individui F1 vengono incrociati fra loro o, nel caso di piante autogame, lasciati alla loro normale autofecondazione gli alleli riunitisi nell individuo F1 disgiungono nella successiva generazione (F2) secondo il seguente schema (esempio dei piselli sopra accennato): P (parentali omozigoti) Gameti F1 F2 Gameti G g GG (giallo) 3 gg (verde) G g Gg (giallo) G GG Gg Gameti g Gg gg Cioè, in F2 si ha il 25% di omozigoti dominanti GG, il 25% di omozigoti recessivi gg e il 50% di eterozigoti Gg (regola della disgiunzione dei caratteri). B

SEZIONE B
SEZIONE B
BOTANICA, FISIOLOGIA VEGETALE...
La Botanica è la scienza che studia le forme di vita del mondo vegetale e ne analizza i rapporti ecologici attraverso diverse branche: ad esempio, la citologia studia la cellula vegetale e le sue funzioni; l’istologia si occupa dei tessuti; l’anatomia analizza gli organi; la genetica controlla la trasmissione dei caratteri di generazione in generazione; la fitosociologia e l’ecologia cercano di individuare i rapporti dei vegetali, fra loro e con gli altri viventi. A sua volta, ciascuna branca focalizza alcuni particolari aspetti del mondo vegetale: le modalità nutrizionali o riproduttive, la distribuzione geografica, i possibili utilizzi in altri campi (scientifico, farmaceutico, alimentare, ecc.).Le conoscenze botaniche, evolutesi nel contesto della stessa evoluzione umana, sono particolarmente importanti per le applicazioni in campo agronomico poiché rappresentano una delle fondamentali basi scientifiche sulle quali costruire e articolare buona parte dei saperi orientati alla produzione agraria. La pianta, sia che abbia avuto origine dall’incontro dei due gameti, maschile e femminile, con formazione del seme, o dalla moltiplicazione di una porzione di pianta, per esempio da una talea d’innesto, o ancora da un insieme di cellule meristematiche attraverso la tecnica della micropropagazione in vitro, rappresenta sempre il punto focale della disciplina agronomica.In questa Sezione B del Manuale dell’Agronomo sono poi sviluppati e approfonditi anche tutti gli aspetti legati alla Genetica agraria (dalle conoscenze consolidate della genetica mendeliana alla genetica molecolare, all’ingegneria genetica, all’analisi del genoma). Oltre ai contenuti di carattere generale, sono trattati separatamente, in parallelo, i due settori di applicazione del miglioramento genetico in campo agrario: quello vegetale e quello animale per l’ambito applicativo zootecnico. Coordinamento di SezionePaolo CecconRealizzazione e collaborazioniPaolo Ceccon, Elio Cirillo, Maurizio Cocucci, Stefania Dall’Olio, Adalberto Falaschini, Maria Nives Forgiarini, Marcello Guiducci, Carlo Lorenzoni, Adriano Marocco, Roberto Pinton, Aldo Pollini, Domenico Ugulini