1.3.2 Interazioni geniche

GENETICA GENERALE B 71 L informazione che si ottiene con il reincrocio è superiore a quella derivante dall analisi della F2 perché i rapporti genotipici, fenotipici e gametici sono uguali e il fenotipo degli individui prodotti è uguale al genotipo dei gameti prodotti dall ibrido. Poiché il genotipo del genitore recessivo è noto, analizzando il fenotipo della progenie si può inferire in modo preciso sul genotipo dei gameti e dell individuo che li ha prodotti. Le proporzioni con cui si presentano le classi fenotipiche nelle generazioni F2 e di reincrocio di mono- e di-ibridi poggiano su una serie di ipotesi: un carattere è determinato da un gene, con due alleli e con dominanza completa; un individuo F1 produce in ugual misura le diverse categorie di gameti; i gameti si assortiscono in modo indipendente; i diversi zigoti hanno uguale probabilità di sopravvivenza. Nel condurre esperimenti genetici ci si trova di fronte a una variabilità casuale dei risultati, anche quando l ipotesi genetica è rispettata. necessaria perciò una trattazione statistica dei risultati sperimentali basata sulla formulazione di un modello ereditario, sul calcolo delle frequenze teoriche relative alle diverse classi fenotipiche e sull elaborazione di un criterio matematico che consenta di accettare o rifiutare l ipotesi formulata. Si usa il test del x2 per misurare la bontà di adattamento dei valori osservati con quelli attesi. Vediamo come funziona questa statistica in un incrocio diibrido. Classe fenotipica AB AB Ab Ab Totale Frequenza attesa Valori osservati (O) Valori attesi (A) 9 3 3 1 16 315 101 108 32 556 556(9/16) 5 312,8 556(3/16) 5 104,2 556(3/16) 5 104,2 556(1/16) 5 34,8 x2 5 S(O 2 A)2/A (2,2)2/312,8 5 0,02 (23,2)2/104,2 5 0,10 (3,8)2/104,2 5 0,14 (22,8)2/34,8 5 0,22 0,48 Il valore di x2 totale (0,48) è un valore piccolo, ma non sappiamo se sia statisticamente significativo. Il significato si ricava confrontando il valore trovato con un valore teorico calcolato (vedi sopra in tabella x2) sulla base del numero di gradi di libertà (classi fenotipiche 2 1) e di un certo valore di probabilità (in genere si scelgono i valori corrispondenti al 95% o al 99% di probabilità). Se il valore di x2 calcolato è inferiore al valore teorico dato per una certa probabilità e un determinato numero di gradi di libertà, le differenze osservate si dicono statisticamente non significative e indicano che l ipotesi usata per determinare i valori attesi è corretta. 1.3.2 Interazioni geniche. Negli esempi discussi finora, un allele era dominante su un altro e, di conseguenza, il fenotipo dell eterozigote è uguale a quello dell omozigote dominante. Tuttavia, molte coppie di alleli non esibiscono questa relazione. Si è già accennato alla dominanza incompleta o parziale in cui il fenotipo dell eterozigote appare intermedio tra i due omozigoti. Un ulteriore variazione della relazione di dominanza è la codominanza in cui l eterozigote manifesta entrambi i fenotipi dei due omozigoti. Inoltre, nessun gene agisce isolatamente nella determinazione di un fenotipo, ma esistono diverse forme di interazione genica che danno origine a nuovi fenotipi. L epistasi è una forma di interazione genica in base alla quale il prodotto di un gene interferisce con l espressione fenotipica di un altro gene non allelico, in modo tale che il fenotipo B

SEZIONE B
SEZIONE B
BOTANICA, FISIOLOGIA VEGETALE...
La Botanica è la scienza che studia le forme di vita del mondo vegetale e ne analizza i rapporti ecologici attraverso diverse branche: ad esempio, la citologia studia la cellula vegetale e le sue funzioni; l’istologia si occupa dei tessuti; l’anatomia analizza gli organi; la genetica controlla la trasmissione dei caratteri di generazione in generazione; la fitosociologia e l’ecologia cercano di individuare i rapporti dei vegetali, fra loro e con gli altri viventi. A sua volta, ciascuna branca focalizza alcuni particolari aspetti del mondo vegetale: le modalità nutrizionali o riproduttive, la distribuzione geografica, i possibili utilizzi in altri campi (scientifico, farmaceutico, alimentare, ecc.).Le conoscenze botaniche, evolutesi nel contesto della stessa evoluzione umana, sono particolarmente importanti per le applicazioni in campo agronomico poiché rappresentano una delle fondamentali basi scientifiche sulle quali costruire e articolare buona parte dei saperi orientati alla produzione agraria. La pianta, sia che abbia avuto origine dall’incontro dei due gameti, maschile e femminile, con formazione del seme, o dalla moltiplicazione di una porzione di pianta, per esempio da una talea d’innesto, o ancora da un insieme di cellule meristematiche attraverso la tecnica della micropropagazione in vitro, rappresenta sempre il punto focale della disciplina agronomica.In questa Sezione B del Manuale dell’Agronomo sono poi sviluppati e approfonditi anche tutti gli aspetti legati alla Genetica agraria (dalle conoscenze consolidate della genetica mendeliana alla genetica molecolare, all’ingegneria genetica, all’analisi del genoma). Oltre ai contenuti di carattere generale, sono trattati separatamente, in parallelo, i due settori di applicazione del miglioramento genetico in campo agrario: quello vegetale e quello animale per l’ambito applicativo zootecnico. Coordinamento di SezionePaolo CecconRealizzazione e collaborazioniPaolo Ceccon, Elio Cirillo, Maurizio Cocucci, Stefania Dall’Olio, Adalberto Falaschini, Maria Nives Forgiarini, Marcello Guiducci, Carlo Lorenzoni, Adriano Marocco, Roberto Pinton, Aldo Pollini, Domenico Ugulini