1.5 Mutazioni

GENETICA GENERALE B 73 Consideriamo tre geni A, B e C di cui si voglia determinare l ordine sul cromosoma e la distanza in unità di mappa. Si analizza una generazione di reincrocio tra un triibrido AaBbCc e il parentale omozigote recessivo aabbcc. La progenie formata da 400 individui è distinguibile in 8 classi fenotipiche, corrispondenti al genotipo dei gameti prodotti dall ibrido, con le seguenti frequenze osservate: 1. abc 158 2. ABC 170 3. ABc 16 4. abC 16 5. aBc 19 6. AbC 18 7. aBC 1 8. AbC 2 I geni sono sicuramente concatenati perché in caso di indipendenza le classi si dovrebbero presentare con frequenza di 1/8. Se i geni sono concatenati sullo stesso cromosoma, le combinazioni trasmesse con frequenza più elevata sono quelle parentali 1 e 2: __A_______B________C____ -----a-----------------b------------------c-----Affinché si abbia lo scambio del gene centrale, devono avvenire due scambi e le possibilità che si verifichino insieme è una probabilità composta, derivante dal prodotto delle probabilità dei due eventi. Nell esempio le classi 7 e 8 sono quelle che si presentano con frequenza più bassa. Confrontando l ordine dei geni di queste due classi con quello delle classi parentali, si deduce che il gene scambiato è B/b, che si trova perciò in posizione centrale: ___A_____B____C____ __A____b_____C___ -------a------------b----------c------ __a____B_____c___ La posizione dei geni laterali A e C si può definire solo arbitrariamente. Uno scambio fra A e B determina la formazione delle classi 5 e 6, mentre uno scambio fra B e C porta alla formazione delle classi 3 e 4. La distanza tra A e B è data dalla frequenza dei gameti ricombinanti in cui c è stato uno scambio tra i due geni: 18 1 19 11 12/400 5 0,10 corrispondente a 10 unità di mappa. La distanza fra B e C è data da 16 1 16 1 1 1 2 5 0,0875, pari a 8,75 unità di mappa. 1.5 Mutazioni. Le mutazioni sono cambiamenti nel patrimonio genetico e possono interessare sia le cellule somatiche sia quelle germinali. Le prime non sono trasmissibili mentre le seconde, che coinvolgono i gameti, sono ereditabili. In base all ampiezza del cambiamento possono essere genomiche se interessano l intero genoma, cromosomiche se concernono uno o più cromosomi, geniche se riguardano uno o più nucleotidi. Le mutazioni possono essere spontanee o indotte da agenti mutageni fisici o chimici. 1.5.1 Mutazioni genomiche. L analisi citologica ha dimostrato che in molti generi di piante coltivate e selvatiche i numeri cromosomici delle specie sono multipli di un numero base (x). Questo fenomeno prende il nome di poliploidia. Come è stato ricordato, si indica con n il numero cromosomico presente nei gameti. Così, per esempio, nel genere Triticum si conoscono specie a 14 (2n 5 2x 5 diploidi), 28 (2n 5 4n 5 tetraploidi) B

SEZIONE B
SEZIONE B
BOTANICA, FISIOLOGIA VEGETALE...
La Botanica è la scienza che studia le forme di vita del mondo vegetale e ne analizza i rapporti ecologici attraverso diverse branche: ad esempio, la citologia studia la cellula vegetale e le sue funzioni; l’istologia si occupa dei tessuti; l’anatomia analizza gli organi; la genetica controlla la trasmissione dei caratteri di generazione in generazione; la fitosociologia e l’ecologia cercano di individuare i rapporti dei vegetali, fra loro e con gli altri viventi. A sua volta, ciascuna branca focalizza alcuni particolari aspetti del mondo vegetale: le modalità nutrizionali o riproduttive, la distribuzione geografica, i possibili utilizzi in altri campi (scientifico, farmaceutico, alimentare, ecc.).Le conoscenze botaniche, evolutesi nel contesto della stessa evoluzione umana, sono particolarmente importanti per le applicazioni in campo agronomico poiché rappresentano una delle fondamentali basi scientifiche sulle quali costruire e articolare buona parte dei saperi orientati alla produzione agraria. La pianta, sia che abbia avuto origine dall’incontro dei due gameti, maschile e femminile, con formazione del seme, o dalla moltiplicazione di una porzione di pianta, per esempio da una talea d’innesto, o ancora da un insieme di cellule meristematiche attraverso la tecnica della micropropagazione in vitro, rappresenta sempre il punto focale della disciplina agronomica.In questa Sezione B del Manuale dell’Agronomo sono poi sviluppati e approfonditi anche tutti gli aspetti legati alla Genetica agraria (dalle conoscenze consolidate della genetica mendeliana alla genetica molecolare, all’ingegneria genetica, all’analisi del genoma). Oltre ai contenuti di carattere generale, sono trattati separatamente, in parallelo, i due settori di applicazione del miglioramento genetico in campo agrario: quello vegetale e quello animale per l’ambito applicativo zootecnico. Coordinamento di SezionePaolo CecconRealizzazione e collaborazioniPaolo Ceccon, Elio Cirillo, Maurizio Cocucci, Stefania Dall’Olio, Adalberto Falaschini, Maria Nives Forgiarini, Marcello Guiducci, Carlo Lorenzoni, Adriano Marocco, Roberto Pinton, Aldo Pollini, Domenico Ugulini