SEZIONE B

GENETICA MOLECOLARE E INGEGNERIA GENETICA B 83 e trasformate. Gli agrobatteri possiedono un sistema naturale per trasferire il DNA nelle cellule delle piante e integrarlo stabilmente nel loro genoma. I ceppi selvatici inducono sulla radice la formazione di un tumore (A. tumefaciens) o la proliferazione di radici (A. rhizogenes). La capacità degli agrobatteri di indurre un tumore è dovuta a un plasmide presente nelle loro cellule detto Ti, o tumor inducing, che dopo l infezione determina la formazione del callo tumorale. Nelle cellule trasformate è presente solo una parte del plasmide Ti, che si è integrata stabilmente nel genoma della pianta e che prende il nome di T-DNA (transferred DNA) (Fig. 2.4). Il T-DNA contiene geni LB Geni per la sintesi delle opine ori Agrob. RB Marcatori selettivi del batterio Geni per la sintesi dei fitormoni Siti di clonaggio Marcatori selettivi della pianta ori E. coli Coniugazione 1 Ricombinazione LB Marcatori selettivi del batterio Siti di clonaggio ori Agrob. ori E. coli RB Marcatori selettivi della pianta Coniugazione FIG. 2.4 Illustrazione schematica dei plasmidi T-DNA e dei vettori di clonaggio. (a) Plasmide Ti non modificato e organizzazione strutturale di Agrobacterium. (b) Plasmide di E. coli e vettore cointegrato. Dopo la coniugazione del plasmide proveniente da E. coli con un plasmide appartenente ad Agrobacterium, si forma un cointegrato che possiede le sequenze terminali del T-DNA, i marcatori selettivi e i geni vir. Esso può riprodursi in Agrobacterium. (c) Vettori binari. Il vettore di clonaggio ha un marcatore selettivo batterico, le sequenze terminali del T-DNA e le sequenze del T-DNA indispensabili per il suo trasferimento. Questo vettore si può riprodurre in E. coli e in A. tumefaciens. Le funzioni vir vengono supplite da un plasmide accessorio di A. tumefaciens. B

SEZIONE B
SEZIONE B
BOTANICA, FISIOLOGIA VEGETALE...
La Botanica è la scienza che studia le forme di vita del mondo vegetale e ne analizza i rapporti ecologici attraverso diverse branche: ad esempio, la citologia studia la cellula vegetale e le sue funzioni; l’istologia si occupa dei tessuti; l’anatomia analizza gli organi; la genetica controlla la trasmissione dei caratteri di generazione in generazione; la fitosociologia e l’ecologia cercano di individuare i rapporti dei vegetali, fra loro e con gli altri viventi. A sua volta, ciascuna branca focalizza alcuni particolari aspetti del mondo vegetale: le modalità nutrizionali o riproduttive, la distribuzione geografica, i possibili utilizzi in altri campi (scientifico, farmaceutico, alimentare, ecc.).Le conoscenze botaniche, evolutesi nel contesto della stessa evoluzione umana, sono particolarmente importanti per le applicazioni in campo agronomico poiché rappresentano una delle fondamentali basi scientifiche sulle quali costruire e articolare buona parte dei saperi orientati alla produzione agraria. La pianta, sia che abbia avuto origine dall’incontro dei due gameti, maschile e femminile, con formazione del seme, o dalla moltiplicazione di una porzione di pianta, per esempio da una talea d’innesto, o ancora da un insieme di cellule meristematiche attraverso la tecnica della micropropagazione in vitro, rappresenta sempre il punto focale della disciplina agronomica.In questa Sezione B del Manuale dell’Agronomo sono poi sviluppati e approfonditi anche tutti gli aspetti legati alla Genetica agraria (dalle conoscenze consolidate della genetica mendeliana alla genetica molecolare, all’ingegneria genetica, all’analisi del genoma). Oltre ai contenuti di carattere generale, sono trattati separatamente, in parallelo, i due settori di applicazione del miglioramento genetico in campo agrario: quello vegetale e quello animale per l’ambito applicativo zootecnico. Coordinamento di SezionePaolo CecconRealizzazione e collaborazioniPaolo Ceccon, Elio Cirillo, Maurizio Cocucci, Stefania Dall’Olio, Adalberto Falaschini, Maria Nives Forgiarini, Marcello Guiducci, Carlo Lorenzoni, Adriano Marocco, Roberto Pinton, Aldo Pollini, Domenico Ugulini