3.4 Caratterizzazione dei materiali in collezione

RISORSE GENETICHE VEGETALI B 91 allogame, anche quando la conservazione dei semi è possibile, risulta conveniente allevare le popolazioni in impianti di lunga durata: questo richiede ampi spazi e gravose attenzioni. Lo stesso si verifica, benché siano minori i rischi di perdita di identità dei materiali, con le piante che tollerano o, addirittura, esigono la moltiplicazione clonale. Per queste ultime, ma anche per varie altre, un aiuto viene dalla possibilità della coltivazione in vitro di tessuti e meristemi, soprattutto se si prestano al congelamento: ciò consente un enorme contenimento degli spazi, ma è condizionato dalla disponibilità di tecniche e di attrezzature piuttosto raffinate. Si inserisce qui la concezione di un diverso modo di affrontare il pericolo di erosione del patrimonio genetico vegetale. Di fronte alla procedura convenzionale, che consiste nel prelevare i materiali dalle varie parti del mondo per concentrarli in apposite strutture organizzate (ex situ), si è affacciata l idea di lasciare gli stessi materiali nei loro ambienti (in situ), inseriti in sistemi agricoli o forestali tradizionali e protetti da inopportune modificazioni. Tale visione nasce dalla più generale necessità di salvaguardare la natura nei diversi ecosistemi e quindi trova diretta applicazione in riferimento alla flora spontanea. Un suo trasferimento semplice e conveniente può riguardare le piante arboree sia da frutto sia da legno, che d altra parte soffrono maggiormente degli inconvenienti della conservazione ex situ. Più incerta sembra un estensione alle specie agrarie erbacee e di ciclo breve, dove l efficacia del metodo dipende decisamente da una generosa collaborazione degli agricoltori e da un intelligente coordinamento tecnico. 3.4 Caratterizzazione dei materiali in collezione. Le banche del germoplasma costituiscono la risorsa di variabilità genetica più ampia e di più agevole accesso per il miglioratore vegetale. Come già accennato le esplorazioni eseguite hanno dato luogo a enormi collezioni, soprattutto per le piante agrarie erbacee. Queste dimensioni fanno intuire che, subito dopo il problema della conservazione fisica dei materiali, sorga quello della loro descrizione e classificazione. Alcuni dati essenziali (localizzazione geografica e caratterizzazione ambientale del sito di ritrovamento, tipo varietale e suo nome locale) accompagnano ogni entrata, consentendo la formazione di un semplice elenco, poco utile al fine di evitare l appesantimento dovuto a inutili ripetizioni e gli equivoci derivanti da omonimie e sinonimie. La disponibilità di informazioni su aspetti di morfologia, fisiologia, resistenza ai parassiti, qualità del prodotto è ancora più necessaria per guidare le scelte dei genetisti nell impostazione dei loro programmi. Gradualmente perciò si arricchiscono le schede individuali con rilievi compiuti in condizioni agronomiche standard e a confronto con testimoni fissi. I criteri di osservazione adottati sono di impostazione botanica e varie voci, per avere risposta corretta, richiedono nei rilevatori una certa esperienza: di conseguenza non sempre, alla fine, le descrizioni risultano complete e sicure. Un notevole contributo alla precisione è venuto dall adozione dei metodi di caratterizzazione molecolare, applicabili indipendentemente dal lavoro di campo e non influenzati nelle risposte dalle condizioni ambientali. Integrando questi dati con quelli ricavati dai rilievi morfo-fisiologici e impiegando opportuni programmi di elaborazione statistica, diviene possibile sviluppare studi sulle relazioni filogenetiche esistenti fra le accessioni, riconoscere i progenitori delle varietà attuali, ricostruire la storia di una specie coltivata e precisarne i centri di origine. In tal modo, la banca del germoplasma da accumulo (pur prezioso) di materiali vegetali diviene una fonte ordinata sistematicamente di geni e complessi genici, accessibile sia per ricerche teoriche sia per lo sfruttamento in piani applicativi. B

SEZIONE B
SEZIONE B
BOTANICA, FISIOLOGIA VEGETALE...
La Botanica è la scienza che studia le forme di vita del mondo vegetale e ne analizza i rapporti ecologici attraverso diverse branche: ad esempio, la citologia studia la cellula vegetale e le sue funzioni; l’istologia si occupa dei tessuti; l’anatomia analizza gli organi; la genetica controlla la trasmissione dei caratteri di generazione in generazione; la fitosociologia e l’ecologia cercano di individuare i rapporti dei vegetali, fra loro e con gli altri viventi. A sua volta, ciascuna branca focalizza alcuni particolari aspetti del mondo vegetale: le modalità nutrizionali o riproduttive, la distribuzione geografica, i possibili utilizzi in altri campi (scientifico, farmaceutico, alimentare, ecc.).Le conoscenze botaniche, evolutesi nel contesto della stessa evoluzione umana, sono particolarmente importanti per le applicazioni in campo agronomico poiché rappresentano una delle fondamentali basi scientifiche sulle quali costruire e articolare buona parte dei saperi orientati alla produzione agraria. La pianta, sia che abbia avuto origine dall’incontro dei due gameti, maschile e femminile, con formazione del seme, o dalla moltiplicazione di una porzione di pianta, per esempio da una talea d’innesto, o ancora da un insieme di cellule meristematiche attraverso la tecnica della micropropagazione in vitro, rappresenta sempre il punto focale della disciplina agronomica.In questa Sezione B del Manuale dell’Agronomo sono poi sviluppati e approfonditi anche tutti gli aspetti legati alla Genetica agraria (dalle conoscenze consolidate della genetica mendeliana alla genetica molecolare, all’ingegneria genetica, all’analisi del genoma). Oltre ai contenuti di carattere generale, sono trattati separatamente, in parallelo, i due settori di applicazione del miglioramento genetico in campo agrario: quello vegetale e quello animale per l’ambito applicativo zootecnico. Coordinamento di SezionePaolo CecconRealizzazione e collaborazioniPaolo Ceccon, Elio Cirillo, Maurizio Cocucci, Stefania Dall’Olio, Adalberto Falaschini, Maria Nives Forgiarini, Marcello Guiducci, Carlo Lorenzoni, Adriano Marocco, Roberto Pinton, Aldo Pollini, Domenico Ugulini