SEZIONE B

MIGLIORAMENTO GENETICO DELLE PIANTE B 97 (sorgo, girasole, bietola, pomodoro e varie orticole). Gli incrementi produttivi degli ibridi rispetto alle varietà tradizionali risultano di entità molto diversa a seconda della specie, ma anche entro specie a seconda delle linee che si usano e delle loro combinazioni. Si parla, a tale proposito, di attitudine combinatoria delle linee e cioè della loro capacità di dar luogo a incroci vantaggiosi. Si distinguono una combinabilità generale, misurata dalla media fenotipica dei discendenti di una linea accoppiata casualmente a membri di altre linee o popolazioni, e una combinabilità specifica, misurata dalla deviazione da quella media della media fenotipica della discendenza ottenuta con l incrocio a un altra specifica linea. Questa seconda proprietà è molto sfruttata per le produzioni vegetali: è chiaro che essa può essere indagata facilmente nelle specie che hanno un intervallo tra le generazioni piuttosto basso e una prolificità elevata. La favorevole accoglienza della varietà non dipende, comunque, dal solo comportamento produttivo, ma si riconnette con altri aspetti positivi: per il costitutore, la possibilità di riunire in un genotipo, senza lunghi processi di selezione, caratteri positivi portati da linee differenti (es. resistenze a patogeni diversi, specie se rette da fattori dominanti); per l impresa sementiera, la protezione sicura dei diritti di proprietà sulle varietà che non possono essere riprodotte per impollinazione libera e costringono l agricoltore a rinnovare a ogni stagione l acquisto del seme; per l agricoltore, la disponibilità di materiali uniformi nella fisiologia e nella morfologia che consentono la standardizzazione e talvolta la semplificazione delle procedure colturali e forniscono un prodotto di qualità più adeguata alle richieste del mercato. Quanto al costo del seme, va notato che esso risulta estremamente influenzato dalla difficoltà tecnica di eseguire l incrocio e dalla resa fornita dal singolo evento di impollinazione. Per favorire l incrocio si sfruttano, se disponibili, sistemi riproduttivi a base genetica. 1. Dioicismo: l uso risulta piuttosto impegnativo perché richiede il riconoscimento e l eliminazione degli individui maschili nell ambito del portaseme prima della fioritura. 2. Maschio-sterilità nucleare recessiva: il portaseme va mantenuto come miscuglio di piante maschio-sterili (ms ms) e fertili (Ms ms); nella produzione dell ibrido queste ultime dovranno essere eliminate prima della fioritura. Ciò appare fattibile solamente in specie in cui siano agevoli il riconoscimento e l eliminazione degli individui fertili, in quanto la fioritura è abbondante e prolungata (pomodoro, peperone) oppure allorché si disponga di un marcatore osservabile in uno stadio precoce dello sviluppo e strettamente concatenato con ms (es. T 5 colorazione antocianica della plantula, nel girasole). La rarità delle situazioni, il costo del diradamento e spesso l insoddisfacente espressione del carattere associato rendono tuttavia poco frequente l uso di quest ultimo accorgimento. 3. Maschio-sterilità citoplasmatica o nucleo-citoplasmatica: la linea portaseme maschio-sterile è conservata attraverso l incrocio con una sublinea fertile (mantenitore) come nel caso della cipolla. Quando il prodotto dell ibrido è costituito dal seme (mais, sorgo, girasole, riso), l impollinatore dovrà possedere geni dominanti ristoratori della fertilità. B

SEZIONE B
SEZIONE B
BOTANICA, FISIOLOGIA VEGETALE...
La Botanica è la scienza che studia le forme di vita del mondo vegetale e ne analizza i rapporti ecologici attraverso diverse branche: ad esempio, la citologia studia la cellula vegetale e le sue funzioni; l’istologia si occupa dei tessuti; l’anatomia analizza gli organi; la genetica controlla la trasmissione dei caratteri di generazione in generazione; la fitosociologia e l’ecologia cercano di individuare i rapporti dei vegetali, fra loro e con gli altri viventi. A sua volta, ciascuna branca focalizza alcuni particolari aspetti del mondo vegetale: le modalità nutrizionali o riproduttive, la distribuzione geografica, i possibili utilizzi in altri campi (scientifico, farmaceutico, alimentare, ecc.).Le conoscenze botaniche, evolutesi nel contesto della stessa evoluzione umana, sono particolarmente importanti per le applicazioni in campo agronomico poiché rappresentano una delle fondamentali basi scientifiche sulle quali costruire e articolare buona parte dei saperi orientati alla produzione agraria. La pianta, sia che abbia avuto origine dall’incontro dei due gameti, maschile e femminile, con formazione del seme, o dalla moltiplicazione di una porzione di pianta, per esempio da una talea d’innesto, o ancora da un insieme di cellule meristematiche attraverso la tecnica della micropropagazione in vitro, rappresenta sempre il punto focale della disciplina agronomica.In questa Sezione B del Manuale dell’Agronomo sono poi sviluppati e approfonditi anche tutti gli aspetti legati alla Genetica agraria (dalle conoscenze consolidate della genetica mendeliana alla genetica molecolare, all’ingegneria genetica, all’analisi del genoma). Oltre ai contenuti di carattere generale, sono trattati separatamente, in parallelo, i due settori di applicazione del miglioramento genetico in campo agrario: quello vegetale e quello animale per l’ambito applicativo zootecnico. Coordinamento di SezionePaolo CecconRealizzazione e collaborazioniPaolo Ceccon, Elio Cirillo, Maurizio Cocucci, Stefania Dall’Olio, Adalberto Falaschini, Maria Nives Forgiarini, Marcello Guiducci, Carlo Lorenzoni, Adriano Marocco, Roberto Pinton, Aldo Pollini, Domenico Ugulini