SEZIONE C

C 100 AGRONOMIA E TERRITORIO - TECNICHE AGRONOMICHE allevati e, quindi, a valorizzarne le deiezioni reintegrandole nel ciclo dell azoto e degli elementi nutritivi nel suolo. In altri termini, è possibile che tra le aziende che producono liquami ve ne siano alcune che tendano ancora a gestire i propri effluenti in un ottica di smaltimento, piuttosto che di equilibrata fertilizzazione delle colture. Anche la qualità e la composizione del liquame dipendono molto da fattori quali la specie animale, la struttura dell allevamento, la quantità di acqua di lavaggio impiegata nell allevamento in rapporto al tipo di stabulazione e alle strutture aziendali, l eventuale miscelazione anche con acqua piovana. I pregi del liquame dal punto di vista dell allevatore sono notevoli; infatti sono più semplici la gestione della stalla (non occorre produrre o acquistare e spargere paglia), la manipolazione dei reflui (realizzata per semplice caduta dalla pavimentazione fessurata, calpestata dagli animali in fosse di raccolta e successivamente movimentata mediante pompe o aspiratori verso i contenitori di stoccaggio e poi nella distribuzione in campo), la pulizia degli animali (importante soprattutto per le vacche da latte). Sul piano agronomico il vantaggio del liquame è quello di essere un prodotto che si mineralizza velocemente nel suolo e di presentare una più ampia scelta di modalità di distribuzione rispetto al letame. Tra gli svantaggi sono da ricordare l elevato volume prodotto e la conseguente necessità di disporre di contenitori per l accumulo e lo stoccaggio di sufficienti dimensioni (fosse sotto la stalla, vasche all esterno più o meno fuori terra, lagoni in terra battuta), il rischio di eutrofizzazione e inquinamento, se il liquame è distribuito in quantità o in tempi non consoni alle esigenze agronomiche delle colture, la scarsa umificazione del prodotto, che ha un modesto valore ammendante, la presenza di composti riducenti potenzialmente tossici nel suolo, l elevata salinità, l effetto di ustioni fogliari se il liquame, che è ricco di ammoniaca, viene distribuito direttamente sulla coltura in giornate calde, la produzione di cattivi odori, il rischio di diffusione di patogeni. Si può ancora notare che i liquami prodotti dagli allevamenti suinicoli possono presentare concentrazioni eccessive di Cu o Zn in relazione alla dieta degli animali. Quest ultimo aspetto è però facilmente risolvibile modificando la dieta degli animali in allevamento. Le tecnologie disponibili per migliorare le caratteristiche agronomiche dei liquami sono numerose. Tra queste possono essere ricordate le seguenti: riduzione del volume del liquame (limitando gli sprechi di acqua, di abbeverata o di pulizia ed evitando di miscelare i liquami con la pioggia); riduzione delle perdite di ammoniaca (ricorrendo a coperture, favorendo la formazione di croste sulla superficie dello stoccaggio, addizionando prodotti che assorbano l ammonio o lo blocchino in nuovi composti non volatili, oppure addizionando prodotti che rallentino i processi microbiologici); riduzione del contenuto in elementi nutritivi (ricorrendo a modifiche della dieta degli animali); massima omogeneizzazione del prodotto (ricorrendo ad agitatori, che facilitino il funzionamento dei dispositivi di movimentazione e rendano più uniforme la distribuzione in campo); separazione della frazione solida da quella liquida chiarificata, cioè impoverita di C organico, di P e di N (ricorrendo a separatori elicoidali, a filtri o a centrifuga); la frazione chiarificata può essere destinata ai normali usi aziendali o, dopo ulteriori trattamenti, allo smaltimento extra-agricolo; la frazione solida può essere trasportata fuori azienda); stabilizzazione della massa di liquame e abbattimento dei cattivi odori in condizioni di aerobiosi (mediante insufflazione di aria o agitazione);

SEZIONE C
SEZIONE C
AGRONOMIA E TERRITORIO
Nel significato più ampio del termine, l’Agronomia è la disciplina che si occupa di ottimizzare i fattori che condizionano la crescita, lo sviluppo e la produttività delle piante. Come già visto nelle due Sezioni che precedono, l’insieme di questi fattori può essere raggruppato nei tre ambiti operativi specifici della scienza agronomica, tra loro strettamente connessi: l’atmosfera, che in relazione al clima condiziona la stagionalità delle produzioni agrarie; il suolo, che in base alla sua conformazione e composizione permette l’insediamento delle colture; la pianta stessa che, col suo patrimonio genetico, è in grado di esprimere tutte le potenzialità di adattamento all’ambiente e produzione.Quando i primi ancestrali agricoltori, fin dalla preistoria, si resero consapevoli di quanto la natura metteva loro a disposizione e cominciarono ad affinare le tecniche di coltivazione e allevamento, ebbene quello rappresentò un punto di svolta che cambiò il senso stesso dell’evoluzione umana, poiché l’agricoltura è stata per millenni la soluzione principe al fabbisogno primordiale di alimentarsi. Oggi il progresso delle conoscenze, abbinate alle tecnologie, permette di dare risposte un tempo impensate, risolvendo problematiche specifiche nei singoli comparti, e le tecniche agronomiche, nel loro insieme, possono fornire soluzioni non solo nell’ottica di campo (la singola coltura) ma anche in ambiti territoriali e ambientali più allargati e complessi.In questa Sezione C del Manuale dell’Agronomo sono trattate tutte quelle pratiche e tecniche agronomiche applicate che danno un senso globale al concetto di Agronomia territoriale, dove l’obiettivo può essere sì la produzione di derrate o biomasse da rimpiegare, ma anche quello di monitorare e valutare le potenzialità agronomiche e ambientali del territorio stesso, per preservarlo, mantenerlo, riqualificarlo e pianificarne tutti gli insediamenti e indirizzi produttivi possibili. In questo senso l’Agronomia, che è una scienza antica quanto le prime tecniche di messa a coltura dei suoli, regimazione idrica e irrigazione, risulta quanto mai moderna e attuale per dare risposte alle numerose esigenze intrinseche del territorio e degli individui che lo abitano.Coordinamento di SezioneRomano GiovanardiRealizzazione e collaborazioniEnrico Bonari, Angelo Caliandro, Carlo Camarotto, Carlo Fausto Cereti, Elio Cirillo, Gino Covarelli, Francesco Danuso, Almo Farina, Ulisse Ferrari, Maria Nives Forgiarini, Luigi Giardini, Romano Giovanardi, Alberto Giuntoli, Carlo Grignani, Attilio Lovato, Simona Manazzone, Marco Mazzoncini, Enrico Noli, Alessandro Peressotti, Stefano Rosso, Giuliano Sauli, Vincenzo Tedeschini, Alessandro Toccolini, Giovanni Toderi