6.6.1 Bilancio colturale degli elementi nutritivi

C 102 AGRONOMIA E TERRITORIO - TECNICHE AGRONOMICHE dell azienda, quali il reimpiego di effluenti zootecnici o di foraggi aziendali. Il bilancio colturale confronta invece le disponibilità e i fabbisogni in elementi nutritivi con riferimento alle diverse colture aziendali e quantifica tutti i termini rilevanti per orientare la fertilizzazione delle singole colture. Il riferimento spaziale del bilancio colturale può essere l azienda, l Unità di Paesaggio Agrario (UPA) o il singolo appezzamento. L UPA, come esplicitato anche dal CRPA (2001), è un raggruppamento di appezzamenti aziendali omogenei per tipo di suolo, livello di fertilità e tecnica agronomica (rotazione, irrigazioni, fertilizzazioni, ecc.). Raggruppare i singoli appezzamenti aziendali in UPA è in genere la scelta consigliabile. Quando l intera azienda è sufficientemente uniforme viene individuata una sola UPA. 6.6.1 Bilancio colturale degli elementi nutritivi. Il bilancio colturale degli elementi nutritivi è quindi il punto di partenza per la gestione agronomica della fertilizzazione. Viene più frequentemente proposto per la previsione degli apporti di N, ma deve prendere in considerazione anche P e K. I termini dell equazione di bilancio colturale sono descritti nella Tabella 1.17 e sono tra loro rapportabili nella seguente formula: Ri 6 S 1 An 6 Mc 1 Bfx 1 Mf 1 Fo 1 Fc 5 Yb 1 Z 1 Rr TAB. 1.17 Termini da prendere in considerazione per calcolare il bilancio colturale dei macronutrienti Sigla Descrizione Ri, Rr Quota di elemento nutritivo nel suolo, in forma minerale prontamente disponibile, rispettivamente all inizio e alla fine del periodo temporale considerato nel bilancio Disponibilità per effetti più direttamente imputabili al suolo; deriva quindi dalla mineralizzaS zione o umificazione della sostanza organica (soprattutto N) e dai processi di mobilizzazione o immobilizzazione reversibile legati ad altre componenti del suolo (soprattutto P e K) Mc Disponibilità derivante dalla pronta mineralizzazione dei residui colturali o, se prevalgono i processi di organicazione, dal momentaneo blocco di elementi nutritivi; il periodo di tempo che viene preso in considerazione per valutare il fattore Mc è spesso individuato nell annata agraria successiva all interramento dei residui colturali: se l effetto dei residui è più lungo rientra nelle valutazione associate ai cicli del suolo, quindi alla voce S Mf Disponibilità derivante da precedenti apporti di effluenti zootecnici o ammendanti, quando il loro effetto non si limita al primo anno dopo la distribuzione; anche in questo caso se l effetto di questi apporti organici supera un breve periodo colturale, per esempio due anni, ci si riferisce alla voce S An Rappresenta gli apporti naturali dall atmosfera tramite deposizioni secche e umide Bfx Azotofissazione simbiotica delle leguminose Fc, Fo Sono le quote di concime, rispettivamente minerale e organico, apportate nell anno Y Produzione attesa della coltura Contenuto in elementi nutritivi della produzione asportata (detto anche coefficiente b di asporto o di assorbimento) Z Perdita di elementi nutritivi per effettivo allontanamento dal sistema suolo-pianta (volatilizzazione, lisciviazione, ruscellamento, erosione) o per trasformazione in composti non più disponibili per le colture agrarie (immobilizzazione irreversibile nel suolo) kc, ko Coefficienti di efficienza della fertilizzazione riferiti rispettivamente alla quantità di concime chimico distribuito (kc) o di effluente zootecnico o ammendanti (ko); tali coefficienti stimano la voce di perdita: Z 5 (1 2 kcFc) 1 (1 2 koFo) Elemento* N NPK N N N N NPK NPK NPK NPK * Nella colonna Elemento è riportato per quale elemento la voce di bilancio è praticamente rilevante.

SEZIONE C
SEZIONE C
AGRONOMIA E TERRITORIO
Nel significato più ampio del termine, l’Agronomia è la disciplina che si occupa di ottimizzare i fattori che condizionano la crescita, lo sviluppo e la produttività delle piante. Come già visto nelle due Sezioni che precedono, l’insieme di questi fattori può essere raggruppato nei tre ambiti operativi specifici della scienza agronomica, tra loro strettamente connessi: l’atmosfera, che in relazione al clima condiziona la stagionalità delle produzioni agrarie; il suolo, che in base alla sua conformazione e composizione permette l’insediamento delle colture; la pianta stessa che, col suo patrimonio genetico, è in grado di esprimere tutte le potenzialità di adattamento all’ambiente e produzione.Quando i primi ancestrali agricoltori, fin dalla preistoria, si resero consapevoli di quanto la natura metteva loro a disposizione e cominciarono ad affinare le tecniche di coltivazione e allevamento, ebbene quello rappresentò un punto di svolta che cambiò il senso stesso dell’evoluzione umana, poiché l’agricoltura è stata per millenni la soluzione principe al fabbisogno primordiale di alimentarsi. Oggi il progresso delle conoscenze, abbinate alle tecnologie, permette di dare risposte un tempo impensate, risolvendo problematiche specifiche nei singoli comparti, e le tecniche agronomiche, nel loro insieme, possono fornire soluzioni non solo nell’ottica di campo (la singola coltura) ma anche in ambiti territoriali e ambientali più allargati e complessi.In questa Sezione C del Manuale dell’Agronomo sono trattate tutte quelle pratiche e tecniche agronomiche applicate che danno un senso globale al concetto di Agronomia territoriale, dove l’obiettivo può essere sì la produzione di derrate o biomasse da rimpiegare, ma anche quello di monitorare e valutare le potenzialità agronomiche e ambientali del territorio stesso, per preservarlo, mantenerlo, riqualificarlo e pianificarne tutti gli insediamenti e indirizzi produttivi possibili. In questo senso l’Agronomia, che è una scienza antica quanto le prime tecniche di messa a coltura dei suoli, regimazione idrica e irrigazione, risulta quanto mai moderna e attuale per dare risposte alle numerose esigenze intrinseche del territorio e degli individui che lo abitano.Coordinamento di SezioneRomano GiovanardiRealizzazione e collaborazioniEnrico Bonari, Angelo Caliandro, Carlo Camarotto, Carlo Fausto Cereti, Elio Cirillo, Gino Covarelli, Francesco Danuso, Almo Farina, Ulisse Ferrari, Maria Nives Forgiarini, Luigi Giardini, Romano Giovanardi, Alberto Giuntoli, Carlo Grignani, Attilio Lovato, Simona Manazzone, Marco Mazzoncini, Enrico Noli, Alessandro Peressotti, Stefano Rosso, Giuliano Sauli, Vincenzo Tedeschini, Alessandro Toccolini, Giovanni Toderi