6.6.2 Efficienza ed efficacia della fertilizzazione

FERTILIZZAZIONE DELLE COLTURE C 105 Per quanto riguarda l azoto, ci si può riferire a un anno medio; per il P e il K, invece, si può considerare l intera durata della rotazione colturale oppure, se le rotazioni sono molto brevi o irregolari, periodi comunque di 3-5 anni. P e K, infatti, hanno una dinamica di movimento nello spazio più lenta rispetto all azoto: quindi i fabbisogni fosfo-potassici delle colture possono essere considerati sull intera rotazione mediando tra colture con assorbimenti diversi. I due tipi di bilancio colturale qui descritti in ogni caso sono strettamente connessi. Il bilancio colturale medio fornisce una stima di medio periodo valida per programmare le concimazioni in N, P o K; saranno l esperienza empirica e l osservazione delle colture, possibilmente corredate da un bilancio colturale stagionale, a consentire di modulare nel dettaglio gli apporti alle singole colture in funzione delle specifiche condizioni ambientali di ciascuna annata. Il bilancio colturale stagionale, che serve per l azoto, richiede una conoscenza più approfondita delle dinamiche nel suolo e assume particolare importanza nelle coltivazioni a maggiore qualità del prodotto (es. i grani di forza o la barbabietola da zucchero) e nelle zone più sensibili a problemi ambientali (es. zone vulnerabili ai nitrati di origine agricola). 6.6.2 Efficienza ed efficacia della fertilizzazione. L efficienza della fertilizzazione indica, in genere, il rapporto percentuale tra quantità di elemento nutritivo asportato dalla coltura e quantità dello stesso elemento apportato come fertilizzante. L efficacia della fertilizzazione indica, invece, il rapporto tra produzione agronomica (es. kg di granella) e apporti di fertilizzante. Il modo più immediato per ragionare di efficienza ed efficacia della fertilizzazione fa riferimento alla curva di risposta della coltura. Esaminando nuovamente la Figura 1.30 è evidente che al crescere della dose di fertilizzante, l efficacia e l efficienza progressivamente decrescono secondo un normale andamento di produttività marginale. La dose di fertilizzante che corrisponde alla massima produzione (o al massimo asporto della coltura) è la Dose Tecnica Ottimale (DTO). La dose che corrisponde al massimo ritorno economico (cioè quella oltre la quale il vantaggio produttivo è troppo modesto per pagare l ulteriore dose di fertilizzante) è la Dose Economica Ottimale (DEO). Per molti ragionamenti agronomici è anche interessante considerare la Fertilità Naturale del suolo (FN), misurabile in termini di produzione (o di asporto) in assenza di concimazione. In genere, al crescere di FN diminuisce il fabbisogno di fertilizzante. Quando interessa evidenziare anche le caratteristiche del suolo, si può considerare congiuntamente sia la produzione ottenuta con un certo livello di fertilizzazione sia quella ottenibile senza fertilizzazione, definendo l efficacia e l efficienza apparente (o Coefficiente Apparente di Utilizzazione, CAU), che sono sempre inferiori ai rispettivi termini medi: efficacia apparente (Y 2 Y0)/F ; coefficiente apparente di utilizzazione (Yb 2 Y0b)/F. Il coefficiente apparente di utilizzazione non va confuso con il Coefficiente Reale di Utilizzazione (CRU), che indica l effettivo destino biologico di una specifica dose di concime apportato e può essere misurato solo con fertilizzanti sperimentali con marcatori isotopici che consentono di leggerne l assorbimento nella coltura. In genere il Coefficiente Reale di Utilizzazione è inferiore al corrispondente Coefficiente Apparente, perché parte dell elemento apportato risulta incorporato al suolo e sarà disponibile solo per un successivo ciclo di crescita. C

SEZIONE C
SEZIONE C
AGRONOMIA E TERRITORIO
Nel significato più ampio del termine, l’Agronomia è la disciplina che si occupa di ottimizzare i fattori che condizionano la crescita, lo sviluppo e la produttività delle piante. Come già visto nelle due Sezioni che precedono, l’insieme di questi fattori può essere raggruppato nei tre ambiti operativi specifici della scienza agronomica, tra loro strettamente connessi: l’atmosfera, che in relazione al clima condiziona la stagionalità delle produzioni agrarie; il suolo, che in base alla sua conformazione e composizione permette l’insediamento delle colture; la pianta stessa che, col suo patrimonio genetico, è in grado di esprimere tutte le potenzialità di adattamento all’ambiente e produzione.Quando i primi ancestrali agricoltori, fin dalla preistoria, si resero consapevoli di quanto la natura metteva loro a disposizione e cominciarono ad affinare le tecniche di coltivazione e allevamento, ebbene quello rappresentò un punto di svolta che cambiò il senso stesso dell’evoluzione umana, poiché l’agricoltura è stata per millenni la soluzione principe al fabbisogno primordiale di alimentarsi. Oggi il progresso delle conoscenze, abbinate alle tecnologie, permette di dare risposte un tempo impensate, risolvendo problematiche specifiche nei singoli comparti, e le tecniche agronomiche, nel loro insieme, possono fornire soluzioni non solo nell’ottica di campo (la singola coltura) ma anche in ambiti territoriali e ambientali più allargati e complessi.In questa Sezione C del Manuale dell’Agronomo sono trattate tutte quelle pratiche e tecniche agronomiche applicate che danno un senso globale al concetto di Agronomia territoriale, dove l’obiettivo può essere sì la produzione di derrate o biomasse da rimpiegare, ma anche quello di monitorare e valutare le potenzialità agronomiche e ambientali del territorio stesso, per preservarlo, mantenerlo, riqualificarlo e pianificarne tutti gli insediamenti e indirizzi produttivi possibili. In questo senso l’Agronomia, che è una scienza antica quanto le prime tecniche di messa a coltura dei suoli, regimazione idrica e irrigazione, risulta quanto mai moderna e attuale per dare risposte alle numerose esigenze intrinseche del territorio e degli individui che lo abitano.Coordinamento di SezioneRomano GiovanardiRealizzazione e collaborazioniEnrico Bonari, Angelo Caliandro, Carlo Camarotto, Carlo Fausto Cereti, Elio Cirillo, Gino Covarelli, Francesco Danuso, Almo Farina, Ulisse Ferrari, Maria Nives Forgiarini, Luigi Giardini, Romano Giovanardi, Alberto Giuntoli, Carlo Grignani, Attilio Lovato, Simona Manazzone, Marco Mazzoncini, Enrico Noli, Alessandro Peressotti, Stefano Rosso, Giuliano Sauli, Vincenzo Tedeschini, Alessandro Toccolini, Giovanni Toderi