6.7 Tecniche di distribuzione dei fertilizzanti

C 106 AGRONOMIA E TERRITORIO - TECNICHE AGRONOMICHE L efficienza della fertilizzazione può essere calcolata anche attraverso l applicazione del bilancio colturale. Infatti, una volta quantificati tutti i termini del bilancio colturale medio, è possibile valutare se questo soddisfa gli obiettivi generali di gestione della fertilizzazione. Tale valutazione può essere condotta tramite il calcolo di indici di efficienza globale del bilancio. Da un punto di vista di stretto soddisfacimento del fabbisogno delle colture, l obiettivo che il bilancio colturale medio persegue può essere così espresso: (6S 1 An 6 Mc 1 Bfx 1 Mf 1 koFo 1 kcFc ) 2 Yb $ 0 Naturalmente, questo risultato può essere raggiunto con un apporto eccessivo di elementi nutritivi e/o adottando tecniche a bassa efficienza (elevate perdite nell ambiente). Da un punto di vista ambientale è utile quindi derivare dal bilancio colturale medio il calcolo di un valore di surplus che prenda in considerazione l intera quota di fertilizzante distribuito e possa essere confrontato con un valore-soglia (A ): (6S 1 An 6 Mc 1 Bfx 1 Mf 1 Fo 1 Fc ) 2 Yb # A Il valore-soglia A può essere definito come il surplus accettabile (perché limita o annulla le perdite), riferito alla singola coltura (interessante solo per l azoto) oppure all insieme della rotazione (di interesse per tutti gli elementi nutritivi). possibile esprimere un indice di perdita anche in termini percentuali rispetto alla concimazione data, per esempio, con la formula seguente: (6S1 An 6 Mc 1 Bfx 1 Mf 2 Yb ) / (Fo 1 Fc ) # B % Di fatto questa formulazione è riconducibile agli indici di efficienza media già visti discutendo della curva di risposta. Esprimere la soglia di riferimento in termini percentuali ha però lo svantaggio di non fornire alcun valore assoluto. Questa formulazione ammette un livello di perdita superiore se gli apporti sono più elevati; in altre parole, a pari livello di soglia B, i sistemi colturali meno intensivi risultano più penalizzati. Infine, va evidenziato come, nel caso dell azienda zootecnica, gli obiettivi di efficienza non possano essere conseguiti congiuntamente per i tre elementi nutritivi: la distribuzione dei reflui zootecnici comporta spesso un eccesso di P rispetto a N. 6.7 Tecniche di distribuzione dei fertilizzanti. Una volta definito il quantitativo globale di fertilizzante da somministrare alle singole colture, è poi possibile procedere con il piano di concimazione. Questo è il progetto agronomico che indica la quantità e il tipo di concime, quando conviene distribuirlo alla coltura e quali siano le più corrette tecniche di distribuzione. 6.7.1 Scelta dell epoca di fertilizzazione. Per scegliere l epoca di fertilizzazione va considerata innanzitutto la dinamica di assorbimento degli elementi nutritivi da parte della coltura. Le colture annuali presentano una prima fase di assorbimento nullo, o molto ridotto (fasi fenologiche della germinazione, emergenza e inizio dello sviluppo fogliare), una seconda fase di assorbimento massimo (attivo sviluppo fogliare, ramificazione o accestimento, levata, fioritura e inizio del riempimento dei frutti), una terza fase di assorbimento ridotto perché prevalgono i fenomeni di traslocazione interna (maturazione del frutto) e una quarta di assorbimento nullo o, addirittura, di restituzione al suolo (fine maturazione e senescenza della coltura).

SEZIONE C
SEZIONE C
AGRONOMIA E TERRITORIO
Nel significato più ampio del termine, l’Agronomia è la disciplina che si occupa di ottimizzare i fattori che condizionano la crescita, lo sviluppo e la produttività delle piante. Come già visto nelle due Sezioni che precedono, l’insieme di questi fattori può essere raggruppato nei tre ambiti operativi specifici della scienza agronomica, tra loro strettamente connessi: l’atmosfera, che in relazione al clima condiziona la stagionalità delle produzioni agrarie; il suolo, che in base alla sua conformazione e composizione permette l’insediamento delle colture; la pianta stessa che, col suo patrimonio genetico, è in grado di esprimere tutte le potenzialità di adattamento all’ambiente e produzione.Quando i primi ancestrali agricoltori, fin dalla preistoria, si resero consapevoli di quanto la natura metteva loro a disposizione e cominciarono ad affinare le tecniche di coltivazione e allevamento, ebbene quello rappresentò un punto di svolta che cambiò il senso stesso dell’evoluzione umana, poiché l’agricoltura è stata per millenni la soluzione principe al fabbisogno primordiale di alimentarsi. Oggi il progresso delle conoscenze, abbinate alle tecnologie, permette di dare risposte un tempo impensate, risolvendo problematiche specifiche nei singoli comparti, e le tecniche agronomiche, nel loro insieme, possono fornire soluzioni non solo nell’ottica di campo (la singola coltura) ma anche in ambiti territoriali e ambientali più allargati e complessi.In questa Sezione C del Manuale dell’Agronomo sono trattate tutte quelle pratiche e tecniche agronomiche applicate che danno un senso globale al concetto di Agronomia territoriale, dove l’obiettivo può essere sì la produzione di derrate o biomasse da rimpiegare, ma anche quello di monitorare e valutare le potenzialità agronomiche e ambientali del territorio stesso, per preservarlo, mantenerlo, riqualificarlo e pianificarne tutti gli insediamenti e indirizzi produttivi possibili. In questo senso l’Agronomia, che è una scienza antica quanto le prime tecniche di messa a coltura dei suoli, regimazione idrica e irrigazione, risulta quanto mai moderna e attuale per dare risposte alle numerose esigenze intrinseche del territorio e degli individui che lo abitano.Coordinamento di SezioneRomano GiovanardiRealizzazione e collaborazioniEnrico Bonari, Angelo Caliandro, Carlo Camarotto, Carlo Fausto Cereti, Elio Cirillo, Gino Covarelli, Francesco Danuso, Almo Farina, Ulisse Ferrari, Maria Nives Forgiarini, Luigi Giardini, Romano Giovanardi, Alberto Giuntoli, Carlo Grignani, Attilio Lovato, Simona Manazzone, Marco Mazzoncini, Enrico Noli, Alessandro Peressotti, Stefano Rosso, Giuliano Sauli, Vincenzo Tedeschini, Alessandro Toccolini, Giovanni Toderi