SEZIONE C

C 108 AGRONOMIA E TERRITORIO - TECNICHE AGRONOMICHE TAB. 1.19 Rappresentazione schematica della disponibilità e del rischio di perdite rilevanti ai fini del bilancio della concimazione di diverse forme di elementi nutritivi nei fertilizzanti Forma dell elemento nutritivo Disponibilità Prontezza Rischio di perdite Fattori influenti Livello Elevato (lisciviazione) Fattori influenti Azoto nitrico Molto elevata (1-2 giorni) Umidità suolo Umidità e tessitura suolo Azoto ammoniacale Elevata (10-20 giorni) Umidità e tempe- Elevato (lisciviazione Umidità e tessituratura suolo e volatilizzazione) ra suolo, pH Azoto ureico Elevata (15-30 giorni) Umidità e tempe- Elevato (lisciviazione Umidità e tessituratura suolo e volatilizzazione) ra suolo, pH Fosforo solubile in acqua Molto elevata (1-2 giorni) Umidità suolo, pH, calcare Basso (per retrogra- pH suolo e predazione) senza calcare Fosforo solubile in citrato di ammonio Elevata (10-20 giorni) Umidità suolo, pH, calcare Basso (per retrogra- pH suolo e predazione) senza calcare Fosfato tricalcico Molto bassa (anni) pH, calcare Basso (per retrogra- pH suolo e predazione) senza calcare Potassio in tutti i concimi minerali Molto elevata (1-2 giorni) Umidità suolo Medio (per liscivia- Umidità e tessituzione) ra suolo N, P e K organico Media (mesi) Umidità e tempe- Basso (lisciviazione) Umidità e tessituratura suolo ra suolo Per il P e il K, inoltre, il riferimento alla specifica coltura che riceve il prodotto è spesso superfluo, essendo sufficiente calibrare la concimazione rispetto all insieme della rotazione colturale. In relazione alla modalità di crescita della coltura è anche opportuno distinguere tra la fase a prevalente sviluppo vegetativo e quella produttiva. Sebbene le due fasi siano nettamente distinte solo nelle specie e cultivar a sviluppo determinato, quasi sempre le concimazioni precoci determinano notevole rigoglio vegetativo, spesso eccessivo per i fini agronomici, mentre quelle tardive favoriscono l accumulo di elementi nutritivi nei frutti. La rilevanza pratica di questi effetti può essere importante nel caso della concimazione azotata su alcune colture, quali i cereali vernini. Nella coltivazione di suoli limosi o argillosi è interessante adottare tecniche di applicazione dei fertilizzanti anticipate e con un limitato numero di somministrazioni, per le difficoltà legate alla percorribilità dei campi e per la minore velocità di rilascio degli elementi nutritivi. L epoca di fertilizzazione è legata anche alla morfologia della coltura stessa, in quanto i campi coltivati non sono sempre percorribili senza gravi danni alla coltura. I seminativi a taglia alta (es. mais e sorgo) possono ricevere i fertilizzanti solo fino all inizio del periodo di assorbimento massimo; i campi con cereali vernini possono essere percorsi anche più tardivamente, ma con danni legati al calpestamento perché sono colture fitte. Invece il riso, la barbabietola, le colture foraggere a più utilizzazioni, molte colture orticole o i fruttiferi sono coltivazioni che da questo punto di vista non pongono problemi. Per alcune colture (le colture erbacee primaverili ed estive) è spesso osservata una momentanea manifestazione di sintomi di carenza di fosforo, legata alla lenta espansione radicale e all insufficiente volume di suolo esplorato nelle prime fasi di crescita.

SEZIONE C
SEZIONE C
AGRONOMIA E TERRITORIO
Nel significato più ampio del termine, l’Agronomia è la disciplina che si occupa di ottimizzare i fattori che condizionano la crescita, lo sviluppo e la produttività delle piante. Come già visto nelle due Sezioni che precedono, l’insieme di questi fattori può essere raggruppato nei tre ambiti operativi specifici della scienza agronomica, tra loro strettamente connessi: l’atmosfera, che in relazione al clima condiziona la stagionalità delle produzioni agrarie; il suolo, che in base alla sua conformazione e composizione permette l’insediamento delle colture; la pianta stessa che, col suo patrimonio genetico, è in grado di esprimere tutte le potenzialità di adattamento all’ambiente e produzione.Quando i primi ancestrali agricoltori, fin dalla preistoria, si resero consapevoli di quanto la natura metteva loro a disposizione e cominciarono ad affinare le tecniche di coltivazione e allevamento, ebbene quello rappresentò un punto di svolta che cambiò il senso stesso dell’evoluzione umana, poiché l’agricoltura è stata per millenni la soluzione principe al fabbisogno primordiale di alimentarsi. Oggi il progresso delle conoscenze, abbinate alle tecnologie, permette di dare risposte un tempo impensate, risolvendo problematiche specifiche nei singoli comparti, e le tecniche agronomiche, nel loro insieme, possono fornire soluzioni non solo nell’ottica di campo (la singola coltura) ma anche in ambiti territoriali e ambientali più allargati e complessi.In questa Sezione C del Manuale dell’Agronomo sono trattate tutte quelle pratiche e tecniche agronomiche applicate che danno un senso globale al concetto di Agronomia territoriale, dove l’obiettivo può essere sì la produzione di derrate o biomasse da rimpiegare, ma anche quello di monitorare e valutare le potenzialità agronomiche e ambientali del territorio stesso, per preservarlo, mantenerlo, riqualificarlo e pianificarne tutti gli insediamenti e indirizzi produttivi possibili. In questo senso l’Agronomia, che è una scienza antica quanto le prime tecniche di messa a coltura dei suoli, regimazione idrica e irrigazione, risulta quanto mai moderna e attuale per dare risposte alle numerose esigenze intrinseche del territorio e degli individui che lo abitano.Coordinamento di SezioneRomano GiovanardiRealizzazione e collaborazioniEnrico Bonari, Angelo Caliandro, Carlo Camarotto, Carlo Fausto Cereti, Elio Cirillo, Gino Covarelli, Francesco Danuso, Almo Farina, Ulisse Ferrari, Maria Nives Forgiarini, Luigi Giardini, Romano Giovanardi, Alberto Giuntoli, Carlo Grignani, Attilio Lovato, Simona Manazzone, Marco Mazzoncini, Enrico Noli, Alessandro Peressotti, Stefano Rosso, Giuliano Sauli, Vincenzo Tedeschini, Alessandro Toccolini, Giovanni Toderi