SEZIONE C

C 110 AGRONOMIA E TERRITORIO - TECNICHE AGRONOMICHE Anche le distribuzioni in copertura andrebbero interrate, ma ciò è impossibile nelle colture molto dense quali i cereali vernini, i prati o i frutteti inerbiti; in questo caso ci si affida alla naturale mobilità dell elemento nutritivo. Le distribuzioni in copertura, quando realizzate a spaglio, possono provocare momentanei problemi di ustione fogliare, legati all elevato contenuto di ammoniaca o di altri prodotti caustici dei fertilizzanti. Questo problema è più rilevante nei mesi estivi per le maggiori temperature. La distribuzione localizzata è possibile nelle colture a file. I vantaggi di applicare il fertilizzante in una stretta striscia di suolo vicino alla pianta sono legati alla maggiore concentrazione degli elementi nutritivi là dove l assorbimento della coltura è più forte. La distribuzione localizzata è la regola in frutticoltura, data la notevole ampiezza dell interfila, mentre risulta vantaggiosa nelle colture orticole o erbacee seminate con interfila superiore ai 40-50 cm (es. mais e bietola), soprattutto nelle fasi iniziali del ciclo di crescita, quando lo sviluppo delle radici è minore. Anche il fertilizzante localizzato è bene che sia interrato. La distribuzione localizzata avviene alla semina quando è la seminatrice stessa ad essere accoppiata a piccoli erogatori di fertilizzante che lo depongono vicino al seme, in modo da favorire al massimo la giovane plantula nelle difficili fasi iniziali di sviluppo. Bisogna avere cura di distanziare di qualche centimetro la zona di suolo arricchita con il prodotto rispetto al seme, per evitare l eccessiva salinità che potrebbe nuocere alla fase di germinazione e a quella di sviluppo iniziale. In genere l indice di salinità è superiore nei concimi azotati seguiti da quelli potassici e da quelli fosfatici ed è proporzionale al titolo del fertilizzante. Distribuzione dei fertilizzanti liquidi. La distribuzione dei fertilizzanti liquidi richiede attrezzature proprie ma, tranne poche differenze legate a problemi specifici, segue gli stessi principi e le stesse modalità appena descritte per i concimi solidi. Il liquame in genere è distribuito a pieno campo prima dell aratura con serbatoi in pressione muniti di piatto deviatore. L uniformità di distribuzione trasversale e longitudinale è di grande importanza poiché garantisce sufficiente efficienza agronomica per il refluo zootecnico, ma risulta spesso insoddisfacente. Le distribuzioni con getti irrigatori alimentati ad alta pressione devono essere abbandonate perché provocano aerosol e aumentano le perdite di ammoniaca. possibile ricorrere a più moderni serbatoi a bassa pressione o addirittura a pressione atmosferica (e quindi più leggeri e attrezzati con pompe per il liquame), che veicolano il prodotto a tubi flessibili per la distribuzione rasoterra o, meglio ancora, a dispositivi iniettori. Si ottengono sia vantaggi ambientali, perché si minimizzano le perdite per volatilizzazione, sia agronomici perché si valorizza l azoto e lo si distribuisce con migliore uniformità. Se si intende limitare al massimo il compattamento, distribuire il liquame su suolo già arato o addirittura intervenire in copertura, è possibile impiegare i cosiddetti sistemi ombelicali, in cui lo stoccaggio è esterno al campo e il liquame è veicolato al distributore mediante un tubo flessibile oppure, più semplicemente, si possono adottare serbatoi leggeri in fibra di vetro dotati di pneumatici larghi a bassa pressione. I concimi liquidi di sintesi sono distribuiti a livello aziendale con attrezzature simili a quelle utilizzate per i fitofarmaci (botti e barre irroratrici), avendo cura di scegliere opportunamente i materiali a causa del notevole potere corrosivo di molti dei prodotti impiegati. Inoltre è possibile abbinare la distribuzione dei concimi liquidi con alcuni fitofarmaci; quando la distribuzione è affidata all industria che vende il fertilizzante (fertilizzanti acquistati resi alla radice o franco radice ), le macchine sono semoventi e di grandi dimensioni.

SEZIONE C
SEZIONE C
AGRONOMIA E TERRITORIO
Nel significato più ampio del termine, l’Agronomia è la disciplina che si occupa di ottimizzare i fattori che condizionano la crescita, lo sviluppo e la produttività delle piante. Come già visto nelle due Sezioni che precedono, l’insieme di questi fattori può essere raggruppato nei tre ambiti operativi specifici della scienza agronomica, tra loro strettamente connessi: l’atmosfera, che in relazione al clima condiziona la stagionalità delle produzioni agrarie; il suolo, che in base alla sua conformazione e composizione permette l’insediamento delle colture; la pianta stessa che, col suo patrimonio genetico, è in grado di esprimere tutte le potenzialità di adattamento all’ambiente e produzione.Quando i primi ancestrali agricoltori, fin dalla preistoria, si resero consapevoli di quanto la natura metteva loro a disposizione e cominciarono ad affinare le tecniche di coltivazione e allevamento, ebbene quello rappresentò un punto di svolta che cambiò il senso stesso dell’evoluzione umana, poiché l’agricoltura è stata per millenni la soluzione principe al fabbisogno primordiale di alimentarsi. Oggi il progresso delle conoscenze, abbinate alle tecnologie, permette di dare risposte un tempo impensate, risolvendo problematiche specifiche nei singoli comparti, e le tecniche agronomiche, nel loro insieme, possono fornire soluzioni non solo nell’ottica di campo (la singola coltura) ma anche in ambiti territoriali e ambientali più allargati e complessi.In questa Sezione C del Manuale dell’Agronomo sono trattate tutte quelle pratiche e tecniche agronomiche applicate che danno un senso globale al concetto di Agronomia territoriale, dove l’obiettivo può essere sì la produzione di derrate o biomasse da rimpiegare, ma anche quello di monitorare e valutare le potenzialità agronomiche e ambientali del territorio stesso, per preservarlo, mantenerlo, riqualificarlo e pianificarne tutti gli insediamenti e indirizzi produttivi possibili. In questo senso l’Agronomia, che è una scienza antica quanto le prime tecniche di messa a coltura dei suoli, regimazione idrica e irrigazione, risulta quanto mai moderna e attuale per dare risposte alle numerose esigenze intrinseche del territorio e degli individui che lo abitano.Coordinamento di SezioneRomano GiovanardiRealizzazione e collaborazioniEnrico Bonari, Angelo Caliandro, Carlo Camarotto, Carlo Fausto Cereti, Elio Cirillo, Gino Covarelli, Francesco Danuso, Almo Farina, Ulisse Ferrari, Maria Nives Forgiarini, Luigi Giardini, Romano Giovanardi, Alberto Giuntoli, Carlo Grignani, Attilio Lovato, Simona Manazzone, Marco Mazzoncini, Enrico Noli, Alessandro Peressotti, Stefano Rosso, Giuliano Sauli, Vincenzo Tedeschini, Alessandro Toccolini, Giovanni Toderi