SEZIONE C

FERTILIZZAZIONE DELLE COLTURE C 111 Un caso particolare è costituito dall ammoniaca anidra, che essendo un liquido solo ad alta pressione, è contenuto in serbatoi a circa 20 atm e viene direttamente iniettato nel terreno a 10-20 cm di profondità, dove gassifica diffondendosi nel suolo. Gli iniettori devono essere tanto più vicini e operare tanto più profondamente quanto più secco, più sciolto e povero di sostanza organica è il suolo. Concimazione fogliare. La concimazione fogliare sfrutta la capacità delle piante di assorbire gli elementi nutritivi attraverso le foglie. Tale meccanismo, però, è quantitativamente rilevante solo se le foglie sono giovani e le piante ancora in fase di attiva vegetazione, se la temperatura è bassa, l illuminazione è intensa e l umidità relativa è elevata. L assorbimento è più facile per l azoto (con semplici soluzioni di urea) e il potassio, meno per il fosforo; in ogni caso, le soluzioni applicate sulle foglie devono essere molto diluite per non risultare tossiche, per cui è impossibile apportare grandi quantitativi di elementi nutritivi. Spesso per la distribuzione di microelementi si deve necessariamente ricorre alla concimazione fogliare, perché altrimenti il suolo li bloccherebbe. Tale concimazione è più importante su colture di pregio o per particolari interventi volti a migliorare la qualità del prodotto (es. le distribuzioni tardive di soluzioni di urea su frumento per aumentare il contenuto proteico della granella). Fertirrigazione. Quando i fertilizzanti (concimi di sintesi o effluenti zootecnici) sono miscelati all acqua irrigua si ha la fertirrigazione. Tale pratica è stata storicamente applicata dapprima alla distribuzione dei liquami, soprattutto per la praticoltura, ma ha trovato un più ampio e affermato campo di applicabilità alla concimazione con concimi minerali di colture intensive (orticole, floricole e frutticole), irrigate con metodi basati sulla microirrigazione. In questi casi, infatti, il volume irriguo e, di conseguenza il quantitativo di concime somministrato, sono più facilmente regolabili. Tra i vantaggi che si riconoscono alla fertirrigazione si ricordano: la positiva interazione tra acqua irrigua e fertilizzante e la conseguente maggiore efficienza della fertilizzazione; la possibilità di frazionare gli apporti di fertilizzante seguendo la crescita della coltura; il basso costo della distribuzione; la possibilità di concimare anche colture pacciamate; la possibilità di concimare senza calpestamento del terreno anche in condizioni in cui la coltura non sopporterebbe il passaggio di macchine operatrici. Tuttavia, si contano anche alcuni svantaggi: la concimazione è possibile solo in funzione degli apporti irrigui e, qualora questi non fossero necessari, si bloccherebbe anche la possibilità di concimare; occorrono specifici sistemi di distribuzione dei fertilizzanti, non sempre disponibili su tutta la superficie aziendale; con i sistemi irrigui a microportata si possono creare locali accumuli di fertilizzante nel suolo, con conseguenti rischi di fitotossicità o perdite. I metodi irrigui basati sullo scorrimento superficiale, per la variabilità intrinseca al metodo irriguo nel distribuire l acqua, non riescono a veicolare i fertilizzanti in modo uniforme sull intero appezzamento. L effetto è particolarmente pronunciato quando si utilizzano per la fertirrigazione reflui zootecnici quali i liquami non trattati che contengono particelle di diverse dimensioni: quelle più grosse e pesanti si concentreranno depositandosi preferenzialmente nelle porzioni a monte dell appezzamento irriguo. Anche i metodi di irrigazione a pioggia a elevata pressione e lunga gettata non sono adatti alla distribuzione dei liquami per rischi sanitari e di formazione di aerosol, con conseguente inquinamento dell aria. C

SEZIONE C
SEZIONE C
AGRONOMIA E TERRITORIO
Nel significato più ampio del termine, l’Agronomia è la disciplina che si occupa di ottimizzare i fattori che condizionano la crescita, lo sviluppo e la produttività delle piante. Come già visto nelle due Sezioni che precedono, l’insieme di questi fattori può essere raggruppato nei tre ambiti operativi specifici della scienza agronomica, tra loro strettamente connessi: l’atmosfera, che in relazione al clima condiziona la stagionalità delle produzioni agrarie; il suolo, che in base alla sua conformazione e composizione permette l’insediamento delle colture; la pianta stessa che, col suo patrimonio genetico, è in grado di esprimere tutte le potenzialità di adattamento all’ambiente e produzione.Quando i primi ancestrali agricoltori, fin dalla preistoria, si resero consapevoli di quanto la natura metteva loro a disposizione e cominciarono ad affinare le tecniche di coltivazione e allevamento, ebbene quello rappresentò un punto di svolta che cambiò il senso stesso dell’evoluzione umana, poiché l’agricoltura è stata per millenni la soluzione principe al fabbisogno primordiale di alimentarsi. Oggi il progresso delle conoscenze, abbinate alle tecnologie, permette di dare risposte un tempo impensate, risolvendo problematiche specifiche nei singoli comparti, e le tecniche agronomiche, nel loro insieme, possono fornire soluzioni non solo nell’ottica di campo (la singola coltura) ma anche in ambiti territoriali e ambientali più allargati e complessi.In questa Sezione C del Manuale dell’Agronomo sono trattate tutte quelle pratiche e tecniche agronomiche applicate che danno un senso globale al concetto di Agronomia territoriale, dove l’obiettivo può essere sì la produzione di derrate o biomasse da rimpiegare, ma anche quello di monitorare e valutare le potenzialità agronomiche e ambientali del territorio stesso, per preservarlo, mantenerlo, riqualificarlo e pianificarne tutti gli insediamenti e indirizzi produttivi possibili. In questo senso l’Agronomia, che è una scienza antica quanto le prime tecniche di messa a coltura dei suoli, regimazione idrica e irrigazione, risulta quanto mai moderna e attuale per dare risposte alle numerose esigenze intrinseche del territorio e degli individui che lo abitano.Coordinamento di SezioneRomano GiovanardiRealizzazione e collaborazioniEnrico Bonari, Angelo Caliandro, Carlo Camarotto, Carlo Fausto Cereti, Elio Cirillo, Gino Covarelli, Francesco Danuso, Almo Farina, Ulisse Ferrari, Maria Nives Forgiarini, Luigi Giardini, Romano Giovanardi, Alberto Giuntoli, Carlo Grignani, Attilio Lovato, Simona Manazzone, Marco Mazzoncini, Enrico Noli, Alessandro Peressotti, Stefano Rosso, Giuliano Sauli, Vincenzo Tedeschini, Alessandro Toccolini, Giovanni Toderi