SEZIONE C

SEMENTI C 113 possono a loro volta essere distinte in coltivate o infestanti). Una semente agronomicamente valida deve avere una purezza specifica elevata (detta anche purezza commerciale) per poter essere certificata e commercializzata e deve rispondere alla norme di legge. Per le principali specie agrarie (cereali, barbabietole, oleaginose e da fibra, foraggere ed ortive) la purezza minima specifica (% di seme puro) è compresa per lo più tra 95% e 99%. Per alcuni tipi di foraggere e per le ornamentali e da fiore può scendere a limiti più bassi (70%). La legge precisa inoltre il contenuto massimo di altre specie (in genere non .2% in peso). Per certe specie agrarie o per gruppi di esse, è poi precisato il numero massimo di semi estranei, in totale e singolarmente per determinate specie, tollerato in un campione di peso determinato (es. assenza di semi di avene selvatiche nei cereali, di Cuscuta nelle mediche e trifogli; un massimo di 7 semi di altre specie di cereali nei cereali; da 5 a 10 semi di Rumex in mediche e trifogli, ecc.). Vitalità elevata. La vitalità di una semente dipende dalla sua germinabilità, ossia dalla capacità del seme puro di germinare e produrre germinelli normali, cioè capaci di dare vita a piante normali. La germinabilità viene espressa in percento in numero di semi puri che, posti in condizioni di temperatura, umidità, ossigeno e, talora, di luce, ottimali e standardizzate per le diverse specie, entro un determinato periodo di tempo sono germinati, producendo germinelli normali. Essa è indice del potenziale germinativo della semente a produrre piante normali in condizioni ambientali favorevoli. Oltre ai semi germinati con germinelli normali, si tiene conto anche dei semi duri, ossia di quei semi, presenti in percentuale diversa secondo le specie (soprattutto nelle leguminose e nelle malvacee) che, a causa della particolare impermeabilità del testa a livello delle cellule a palizzata, non si imbibiscono e non germinano, ma rimangono duri. Essendo, tuttavia, in maggioranza vitali, questi semi possono germinare successivamente, al cessare dello stato d impermeabilità del tegumento e sono, pertanto, considerati per legge come semi passibili di germinazione e concorrono, quindi, a formare la facoltà germinativa. In molte specie (es. cereali vernini, graminacee foraggere, ortive) vi possono, inoltre, essere semi freschi, così detti perché più ricorrenti in sementi appena raccolte, ossia semi che si imbibiscono, non marciscono ma non germinano a causa di blocchi d ordine chimico, biochimico o strutturale, interni o esterni al seme e rimangono fermi o dormienti, finché trattamenti speciali o modificazioni interne (postmaturazione) non consentano loro di superare la dormienza e di germinare. Questi semi freschi sono, per legge, considerati vitali e vanno sommati ai semi germinati con germogli normali ai fini della verifica del rispetto della germinabilità minima di legge perché la semente possa essere commerciabile. Essa è compresa tra 75 e 90% per i cereali; 70 e 85 per le foraggere; 70 e 92 per le oleaginose e da fibra; 68 e 80 per le barbabietole; 65 e 90 per le ortive; 60 e 85 per le ornamentali e da fiore. La legge stabilisce, inoltre, la percentuale massima di semi duri (5% per la fava e tra 20 e 40% per mediche e trifogli). Vigore del seme elevato. Il vigore (già noto come energia germinativa) è una proprietà intrinseca della semente che riunisce diverse importanti caratteristiche di buona performance agronomica, quali: tasso e uniformità di germinazione e di crescita del germinello elevati; buona capacità di emergenza di un seme in condizioni ambientali non ottimali o sfavorevoli, capacità di mantenere una buona performance anche dopo un certo periodo di conservazione della semente (es. seme di scorta). Il vigore di una semente viene stimato in laboratorio con diversi tipi di prove (®Analisi). Anche se la legge non stabilisce, per ora, parametri di vigore per le sementi, è indubbia l importanza agronomica di questo requisito che integra quello relativo alla germinabilità. C

SEZIONE C
SEZIONE C
AGRONOMIA E TERRITORIO
Nel significato più ampio del termine, l’Agronomia è la disciplina che si occupa di ottimizzare i fattori che condizionano la crescita, lo sviluppo e la produttività delle piante. Come già visto nelle due Sezioni che precedono, l’insieme di questi fattori può essere raggruppato nei tre ambiti operativi specifici della scienza agronomica, tra loro strettamente connessi: l’atmosfera, che in relazione al clima condiziona la stagionalità delle produzioni agrarie; il suolo, che in base alla sua conformazione e composizione permette l’insediamento delle colture; la pianta stessa che, col suo patrimonio genetico, è in grado di esprimere tutte le potenzialità di adattamento all’ambiente e produzione.Quando i primi ancestrali agricoltori, fin dalla preistoria, si resero consapevoli di quanto la natura metteva loro a disposizione e cominciarono ad affinare le tecniche di coltivazione e allevamento, ebbene quello rappresentò un punto di svolta che cambiò il senso stesso dell’evoluzione umana, poiché l’agricoltura è stata per millenni la soluzione principe al fabbisogno primordiale di alimentarsi. Oggi il progresso delle conoscenze, abbinate alle tecnologie, permette di dare risposte un tempo impensate, risolvendo problematiche specifiche nei singoli comparti, e le tecniche agronomiche, nel loro insieme, possono fornire soluzioni non solo nell’ottica di campo (la singola coltura) ma anche in ambiti territoriali e ambientali più allargati e complessi.In questa Sezione C del Manuale dell’Agronomo sono trattate tutte quelle pratiche e tecniche agronomiche applicate che danno un senso globale al concetto di Agronomia territoriale, dove l’obiettivo può essere sì la produzione di derrate o biomasse da rimpiegare, ma anche quello di monitorare e valutare le potenzialità agronomiche e ambientali del territorio stesso, per preservarlo, mantenerlo, riqualificarlo e pianificarne tutti gli insediamenti e indirizzi produttivi possibili. In questo senso l’Agronomia, che è una scienza antica quanto le prime tecniche di messa a coltura dei suoli, regimazione idrica e irrigazione, risulta quanto mai moderna e attuale per dare risposte alle numerose esigenze intrinseche del territorio e degli individui che lo abitano.Coordinamento di SezioneRomano GiovanardiRealizzazione e collaborazioniEnrico Bonari, Angelo Caliandro, Carlo Camarotto, Carlo Fausto Cereti, Elio Cirillo, Gino Covarelli, Francesco Danuso, Almo Farina, Ulisse Ferrari, Maria Nives Forgiarini, Luigi Giardini, Romano Giovanardi, Alberto Giuntoli, Carlo Grignani, Attilio Lovato, Simona Manazzone, Marco Mazzoncini, Enrico Noli, Alessandro Peressotti, Stefano Rosso, Giuliano Sauli, Vincenzo Tedeschini, Alessandro Toccolini, Giovanni Toderi