SEZIONE C

SEMENTI C 115 fase di controllo, una valutazione sufficientemente obiettiva e non equivoca. In pratica vengono esaminati i caratteri distintivi rilevabili nelle diverse parti della pianta (seme: forma, colore, rugosità, ecc.; germinello: presenza o assenza di antociani; stelo: lunghezza, colore, numero di internodi, tomentosità, ecc.; foglia: diversità di forma, grandezza, colore, tipo di margine, numero di fogliole, lunghezza del picciolo, ecc.; fiore: forma, colore, grandezza, colore degli stami, ecc.; e così via per il frutto, eventuali bulbi, tuberi e tutte quelle parti della pianta che hanno valore caratterizzante per la varietà); successivamente ogni genotipo in esame viene classificato sulla base delle diverse classi alternative di espressione previste per ciascun carattere. Oltre ai descrittori morfologici, ne sono previsti anche di fisiologici, sia fenologici (precocità, data di antesi, lunghezza del ciclo biologico, ecc.) sia, per certe specie, di resistenza ad avversità biotiche quali nematodi, insetti, agenti patogeni (funghi, batteri, virus). In appoggio ai descrittori morfo-fisiologici, le linee guida dell UPOV prevedono per alcune specie (es. mais) il ricorso a caratterizzazioni su base biochimica (elettroforesi di isoenzimi ). Il riscontro di questi caratteri e le modalità operative devono condurre, nel loro complesso, a delineare una varietà distinta, uniforme e stabile (DUS), consentendo di pervenire alla sua caratterizzazione e identificazione e permettendo la determinazione del grado di purezza genetica. Identificazione varietale. il procedimento cui si ricorre ogni qualvolta si intende verificare: l esistenza dei caratteri indicati come specifici di una data varietà; il rispetto dei requisiti DUS, indispensabili per un riconoscimento ufficiale; il grado di purezza genetica. A tal fine possono essere utilizzate diverse categorie di marcatori sopra ricordati, con esami in campo (prove di coltura in parcella) o in laboratorio. a. Controllo dei marcatori morfologici: è un controllo di campo in parcella, che si svolge durante tutto il ciclo biologico della pianta, nel corso del quale vengono esaminate e annotate le caratteristiche distintive, secondo le linee guida di cui si è precedentemente parlato, che consentono la caratterizzazione, l identificazione varietale e la determinazione del grado di purezza genetica. b. Controllo dei marcatori biochimici: è basato sull analisi delle proteine di riserva dei semi o di isoenzimi mediante separazione elettroforetica. Sfrutta le differenze di velocità di migrazione delle proteine in un campo elettrico dovute a varietà di peso molecolare o di punto isolelettrico, consentendo di ottenere profili elettroforetici caratteristici. Data la complessità della composizione proteica dei semi, l analisi delle proteine di riserva permette, per confronto diretto con un testimone di identità nota, di stabilire se un campione dato appartiene o meno a una certa varietà; inoltre è possibile determinare il grado di purezza varietale analizzando un congruo numero di singoli semi o plantule. Le regole dell ISTA riportano metodiche di elettroforesi delle proteine di riserva per la verifica varietale di alcune specie (grano, orzo, avena, pisello, Lolium, mais e girasole), mentre altre metodiche, benché non ufficiali, sono largamente utilizzate a fini del controllo interno di qualità presso le ditte sementiere (Fig. 1.32). Nonostante la buona capacità discriminante, l elettroforesi delle proteine di riserva non viene utilizzata ai fini degli accertamenti DUS; per questi, invece, viene impiegata, come si è già detto, l analisi degli isoenzimi, che ha valore di informazione complementare rispetto a quella ottenuta dall esame dei descrittori morfologici. C

SEZIONE C
SEZIONE C
AGRONOMIA E TERRITORIO
Nel significato più ampio del termine, l’Agronomia è la disciplina che si occupa di ottimizzare i fattori che condizionano la crescita, lo sviluppo e la produttività delle piante. Come già visto nelle due Sezioni che precedono, l’insieme di questi fattori può essere raggruppato nei tre ambiti operativi specifici della scienza agronomica, tra loro strettamente connessi: l’atmosfera, che in relazione al clima condiziona la stagionalità delle produzioni agrarie; il suolo, che in base alla sua conformazione e composizione permette l’insediamento delle colture; la pianta stessa che, col suo patrimonio genetico, è in grado di esprimere tutte le potenzialità di adattamento all’ambiente e produzione.Quando i primi ancestrali agricoltori, fin dalla preistoria, si resero consapevoli di quanto la natura metteva loro a disposizione e cominciarono ad affinare le tecniche di coltivazione e allevamento, ebbene quello rappresentò un punto di svolta che cambiò il senso stesso dell’evoluzione umana, poiché l’agricoltura è stata per millenni la soluzione principe al fabbisogno primordiale di alimentarsi. Oggi il progresso delle conoscenze, abbinate alle tecnologie, permette di dare risposte un tempo impensate, risolvendo problematiche specifiche nei singoli comparti, e le tecniche agronomiche, nel loro insieme, possono fornire soluzioni non solo nell’ottica di campo (la singola coltura) ma anche in ambiti territoriali e ambientali più allargati e complessi.In questa Sezione C del Manuale dell’Agronomo sono trattate tutte quelle pratiche e tecniche agronomiche applicate che danno un senso globale al concetto di Agronomia territoriale, dove l’obiettivo può essere sì la produzione di derrate o biomasse da rimpiegare, ma anche quello di monitorare e valutare le potenzialità agronomiche e ambientali del territorio stesso, per preservarlo, mantenerlo, riqualificarlo e pianificarne tutti gli insediamenti e indirizzi produttivi possibili. In questo senso l’Agronomia, che è una scienza antica quanto le prime tecniche di messa a coltura dei suoli, regimazione idrica e irrigazione, risulta quanto mai moderna e attuale per dare risposte alle numerose esigenze intrinseche del territorio e degli individui che lo abitano.Coordinamento di SezioneRomano GiovanardiRealizzazione e collaborazioniEnrico Bonari, Angelo Caliandro, Carlo Camarotto, Carlo Fausto Cereti, Elio Cirillo, Gino Covarelli, Francesco Danuso, Almo Farina, Ulisse Ferrari, Maria Nives Forgiarini, Luigi Giardini, Romano Giovanardi, Alberto Giuntoli, Carlo Grignani, Attilio Lovato, Simona Manazzone, Marco Mazzoncini, Enrico Noli, Alessandro Peressotti, Stefano Rosso, Giuliano Sauli, Vincenzo Tedeschini, Alessandro Toccolini, Giovanni Toderi