SEZIONE C

C 116 AGRONOMIA E TERRITORIO - TECNICHE AGRONOMICHE F1 a 27 34 b FIG. 1.32 Valutazione della purezza varietale in lotti di seme di pomodoro ibrido F1 mediante (a) elettroforesi delle proteine di riserva e (b) marcatori molecolari RAPD. In (a) le frecce indicano le bande caratteristiche delle linee parentali; in (b) 27 e 34 indicano individui fuori tipo . c. Controllo dei marcatori molecolari: è anch esso un controllo di laboratorio, ba- sato sull esame del DNA, quindi del genotipo, e perciò non influenzato dall ambiente e indipendente dallo stadio di sviluppo della pianta. A differenza degli altri tipi di marcatori, quelli molecolari sono disponibili in numero pressoché illimitato e permettono di giungere a classificazioni precise dei materiali in analisi. Le metodiche analitiche maggiormente utilizzate sono basate sull amplificazione del DNA mediante PCR (reazione a catena della polimerasi); tra di esse si ricordano le tecniche RAPD (Random Amplified Polymorphic DNAs), AFLP (Amplified Fragment Length Polymorphisms) e SSR (Simple Sequence Repeats) o microsatelliti, tutte altamente efficienti ai fini della caratterizzazione genetica e dell identificazione varietale. Non esistono tuttavia al momento metodiche ufficiali: le possibilità e modalità di ricorso a tali metodiche, in particolare per gli accertamenti DUS e per l individuazione di varietà essenzialmente derivate, sono tuttora in discussione in seno all UPOV. Questi accertamenti analitici, al pari di quelli biochimici, qualora debitamente validati , rappresentano saggi più rapidi, efficienti e precisi per la caratterizzazione e l identificazione varietale, rispetto a quelli tradizionali di laboratorio e di campo basati sul controllo dei marcatori morfo-fisiologici. Le metodiche analitiche basate sulla PCR sono utilizzate anche per il rilevamento di OGM, e in particolare per la verifica della presenza accidentale di semi OGM in sementi convenzionali. A seconda delle tipologie, tali approcci analitici permettono il semplice rilevamento degli OGM (saggi qualitativi) oppure possono anche consentire di stimarne il livello di presenza nel lotto (saggi quantitativi); inoltre, essi possono essere impiegati come screening generico, volto a rilevare la presenza di qualsiasi OGM, o consentire un identificazione precisa dello specifico evento transgenico presente. Diverse metodiche analitiche per tali scopi sono state validate dal CEN (Comitato Europeo di Normalizzazione) e dal JRC (Joint Research Center) e proposte in sede europea come ufficiali.

SEZIONE C
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AGRONOMIA E TERRITORIO
Nel significato più ampio del termine, l’Agronomia è la disciplina che si occupa di ottimizzare i fattori che condizionano la crescita, lo sviluppo e la produttività delle piante. Come già visto nelle due Sezioni che precedono, l’insieme di questi fattori può essere raggruppato nei tre ambiti operativi specifici della scienza agronomica, tra loro strettamente connessi: l’atmosfera, che in relazione al clima condiziona la stagionalità delle produzioni agrarie; il suolo, che in base alla sua conformazione e composizione permette l’insediamento delle colture; la pianta stessa che, col suo patrimonio genetico, è in grado di esprimere tutte le potenzialità di adattamento all’ambiente e produzione.Quando i primi ancestrali agricoltori, fin dalla preistoria, si resero consapevoli di quanto la natura metteva loro a disposizione e cominciarono ad affinare le tecniche di coltivazione e allevamento, ebbene quello rappresentò un punto di svolta che cambiò il senso stesso dell’evoluzione umana, poiché l’agricoltura è stata per millenni la soluzione principe al fabbisogno primordiale di alimentarsi. Oggi il progresso delle conoscenze, abbinate alle tecnologie, permette di dare risposte un tempo impensate, risolvendo problematiche specifiche nei singoli comparti, e le tecniche agronomiche, nel loro insieme, possono fornire soluzioni non solo nell’ottica di campo (la singola coltura) ma anche in ambiti territoriali e ambientali più allargati e complessi.In questa Sezione C del Manuale dell’Agronomo sono trattate tutte quelle pratiche e tecniche agronomiche applicate che danno un senso globale al concetto di Agronomia territoriale, dove l’obiettivo può essere sì la produzione di derrate o biomasse da rimpiegare, ma anche quello di monitorare e valutare le potenzialità agronomiche e ambientali del territorio stesso, per preservarlo, mantenerlo, riqualificarlo e pianificarne tutti gli insediamenti e indirizzi produttivi possibili. In questo senso l’Agronomia, che è una scienza antica quanto le prime tecniche di messa a coltura dei suoli, regimazione idrica e irrigazione, risulta quanto mai moderna e attuale per dare risposte alle numerose esigenze intrinseche del territorio e degli individui che lo abitano.Coordinamento di SezioneRomano GiovanardiRealizzazione e collaborazioniEnrico Bonari, Angelo Caliandro, Carlo Camarotto, Carlo Fausto Cereti, Elio Cirillo, Gino Covarelli, Francesco Danuso, Almo Farina, Ulisse Ferrari, Maria Nives Forgiarini, Luigi Giardini, Romano Giovanardi, Alberto Giuntoli, Carlo Grignani, Attilio Lovato, Simona Manazzone, Marco Mazzoncini, Enrico Noli, Alessandro Peressotti, Stefano Rosso, Giuliano Sauli, Vincenzo Tedeschini, Alessandro Toccolini, Giovanni Toderi