7.1.3 Analisi delle sementi

SEMENTI C 117 7.1.3 Analisi delle sementi. Scopo dell analisi delle sementi è fornire informazioni sulla qualità delle sementi destinate alla semina, accertarne il valore agronomico e commerciale ed evitare all agricoltura i rischi derivanti dall impiego di cattiva semente. Ciò avviene in seguito a una serie di analisi di laboratorio, cui si aggiungono i controlli di campo per l accertamento dell identità e della purezza genetica o varietale del campione di seme, quando ciò non sia possibile o risolutivo con le analisi di laboratorio oppure quando sia richiesto dalle norme sulla certificazione delle sementi (postcontrollo). Analisi di laboratorio. Tutta la materia relativa alle metodiche d analisi è codificata, in campo internazionale, dalle regole dell ISTA (Associazione Internazionale Analisi Sementi), e in campo nazionale, dai Metodi ufficiali di analisi delle sementi, promulgati dal Ministero delle Politiche Agricole e Forestali (MiPAF), assai aderenti alle regole internazionali. Le principali norme trattate in tali metodi riguardano gli aspetti di seguito descritti. lotto di seme e campionamento. L uniformità del lotto di seme e la rappresentatività del campione da esso prelevato sono premesse fondamentali per il lavoro d analisi e di certificazione delle sementi. Il lotto di seme deve essere di dimensioni non superiori al peso indicato per ciascuna specie nell apposita tabella dei pesi dei metodi d analisi (es. 40 t per il mais; 25 t per i semi di dimensioni tipo frumento, soia, cotone; 10-20 t per le sementi di dimensioni inferiori tipo mediche e graminacee da prato; 5 t per fiori ed aromatiche; 1 t per piante arboree ed arbustive); deve inoltre essere il più uniforme possibile, ossia sufficientemente omogeneo in tutte le parti (es. sacchi), altrimenti non può essere campionato. Per ottenere un campione rappresentativo del lotto, occorre prelevare dalle sue diverse frazioni quantitativi uguali di seme, che vengono poi riuniti e mescolati per formare il campione da consegnare al laboratorio d analisi. Ciascun contenitore del lotto di seme deve essere contrassegnato in maniera indelebile con una marca distintiva del lotto e deve essere chiuso (sigillato). Sul certificato d analisi sono riportati tutti i dati identificativi dell operazione di campionamento e del lotto di seme campionato e sigillato. formazione del campione di lavoro. Il campione di seme consegnato al laboratorio viene, di norma, ridotto a campione di lavoro che deve essere rappresentativo del campione di seme da cui deriva. Le dimensioni o il peso minimo dei campioni di lavoro sono prescritti nell apposita tabella dei pesi nei metodi d analisi per ciascuna determinazione e per ciascuna specie o in specifiche norme di legge. Per la formazione del campione di lavoro, occorre procedere prima a un accurata omogeneizzazione del campione consegnato al laboratorio, quindi effettuare ripetute suddivisioni del campione mediante divisori automatici (conici, a canali, rotativi) o prelievi casuali di piccole porzioni di semente (a mano con spatola), fino a raggiungere le dimensioni richieste. identificazione del seme. Il primo accertamento di laboratorio è l identificazione del seme, ossia della specie botanica di appartenenza che è presa a riferimento per l esecuzione delle altre prove analitiche (purezza, germinabilità, ecc.). Nella maggioranza dei casi essa viene eseguita in base alle caratteristiche morfologiche del seme, spesso a occhio nudo o altrimenti con l ausilio di lenti, binoculari, ecc. per l esame di minute differenze distintive tra specie dello stesso genere botanico o nel caso di semi molto minuti. Se la determinazione della specie risulta molto difficile o impossibile, si fa riferimento solo al genere (es. Brassica spp.). Il certificato d analisi deve riportare il nome botanico della specie (o del genere) della semente analizzata. C

SEZIONE C
SEZIONE C
AGRONOMIA E TERRITORIO
Nel significato più ampio del termine, l’Agronomia è la disciplina che si occupa di ottimizzare i fattori che condizionano la crescita, lo sviluppo e la produttività delle piante. Come già visto nelle due Sezioni che precedono, l’insieme di questi fattori può essere raggruppato nei tre ambiti operativi specifici della scienza agronomica, tra loro strettamente connessi: l’atmosfera, che in relazione al clima condiziona la stagionalità delle produzioni agrarie; il suolo, che in base alla sua conformazione e composizione permette l’insediamento delle colture; la pianta stessa che, col suo patrimonio genetico, è in grado di esprimere tutte le potenzialità di adattamento all’ambiente e produzione.Quando i primi ancestrali agricoltori, fin dalla preistoria, si resero consapevoli di quanto la natura metteva loro a disposizione e cominciarono ad affinare le tecniche di coltivazione e allevamento, ebbene quello rappresentò un punto di svolta che cambiò il senso stesso dell’evoluzione umana, poiché l’agricoltura è stata per millenni la soluzione principe al fabbisogno primordiale di alimentarsi. Oggi il progresso delle conoscenze, abbinate alle tecnologie, permette di dare risposte un tempo impensate, risolvendo problematiche specifiche nei singoli comparti, e le tecniche agronomiche, nel loro insieme, possono fornire soluzioni non solo nell’ottica di campo (la singola coltura) ma anche in ambiti territoriali e ambientali più allargati e complessi.In questa Sezione C del Manuale dell’Agronomo sono trattate tutte quelle pratiche e tecniche agronomiche applicate che danno un senso globale al concetto di Agronomia territoriale, dove l’obiettivo può essere sì la produzione di derrate o biomasse da rimpiegare, ma anche quello di monitorare e valutare le potenzialità agronomiche e ambientali del territorio stesso, per preservarlo, mantenerlo, riqualificarlo e pianificarne tutti gli insediamenti e indirizzi produttivi possibili. In questo senso l’Agronomia, che è una scienza antica quanto le prime tecniche di messa a coltura dei suoli, regimazione idrica e irrigazione, risulta quanto mai moderna e attuale per dare risposte alle numerose esigenze intrinseche del territorio e degli individui che lo abitano.Coordinamento di SezioneRomano GiovanardiRealizzazione e collaborazioniEnrico Bonari, Angelo Caliandro, Carlo Camarotto, Carlo Fausto Cereti, Elio Cirillo, Gino Covarelli, Francesco Danuso, Almo Farina, Ulisse Ferrari, Maria Nives Forgiarini, Luigi Giardini, Romano Giovanardi, Alberto Giuntoli, Carlo Grignani, Attilio Lovato, Simona Manazzone, Marco Mazzoncini, Enrico Noli, Alessandro Peressotti, Stefano Rosso, Giuliano Sauli, Vincenzo Tedeschini, Alessandro Toccolini, Giovanni Toderi