SEZIONE C

C 118 AGRONOMIA E TERRITORIO - TECNICHE AGRONOMICHE analisi della purezza. Si effettua su un campione di lavoro (®Sopra) di peso sufficiente a contenere almeno 2.500 semi, o non inferiore a quello indicato nei metodi d analisi nell apposita tabella dei pesi , separando i semi puri, come sopra definiti (®Purezza specifica), dai semi estranei e dalle materie inerti, formando così tre frazioni (quattro nel caso sia richiesta la separazione dei semi estranei in semi di piante coltivate e semi di piante infestanti o di malerbe), che vengono singolarmente pesate e per ciascuna viene calcolata la percentuale rispetto al peso totale delle frazioni. Sul certificato d analisi il risultato finale viene espressa, per ciascuna frazione, la percentuale in peso con una cifra decimale arrotondata. determinazione di altri semi in numero. Si effettua su un campione di lavoro di almeno 25.000 semi (10 volte superiore a quello per l analisi della purezza), oppure di peso minimo non inferiore a quello indicato nell apposita tabella dei pesi dei metodi d analisi o a quello precisato da specifiche norme legislative o regolamentari. Sul certificato d analisi il risultato viene riportato indicando l effettivo peso del campione esaminato, il nome botanico e il relativo numero di semi di ciascuna specie estranea trovata. prova di germinazione. Il campione di lavoro per la prova di germinazione è di 400 semi puri, contati a caso, cioè non scelti, ripartiti in 4 repliche di 100 semi ciascuna (o 8 da 50, oppure 16 da 25, a seconda della grossezza dei semi e della grandezza dei germinatoi, Tab. 1.20), che vengono posti a germinare in substrati umidi di carta da filtro o di sabbia sterile, entro germinatoi trasparenti e provvisti di coperchio in modo da conservare all interno un elevato grado di umidità (90-95% UR), alle condizioni prescritte per ciascuna specie nell apposita tabella dei metodi di germinazione. A seconda della specie, i germinatoi vanno tenuti in ambienti (armadi o camere climatizzati) capaci di garantire, con una precisione di 62 °C, temperature costanti (es. 15 °C, 20 °C, 25 °C) o alternate giornalmente (es. 20-30 °C, 15-30 °C, 15-35 °C, 8 ore per la temperatura più alta e 16 ore per la più bassa), per un periodo di tempo (durata della prova) precisato (es. 6-7, 10, 14, 21, 28 giorni, per la maggioranza delle specie erbacee). L illuminazione delle prove (luce bianca-fredda di almeno 250-500 lux) è di norma raccomandata per favorire un migliore sviluppo dei germinelli e un inverdimento dei tessuti del fusticino, cotiledoni, piumetta e prime foglie, facilitando così l individuazione e la valutazione dell entità e della gravità di eventuali aree decolorate o necrotiche. In certi casi la luce può inibire la germinazione e i germinatoi vanno allora tenuti al buio, in altri casi invece la luce è necessaria per promuovere la germinazione in semi dormienti. Per le specie in cui si possono riscontrare questi semi, sono raccomandati trattamenti speciali per interrompere la dormienza, quali: pre-refrigerazione (4-10 °C per 2-7 gg, che non vanno conteggiati come giorni di prova); luce (minimo 750-1250 lux); pre-riscaldamento (30-35 °C), pre-lavaggio, imbibizione del substrato con soluzione di KNO3 (0,2%) o GA3 (0,05%), ecc. Nei metodi d analisi sono anche prescritti i giorni di conta (prima e ultima o finale). Nel corso della prima conta, e di quelle intermedie se necessarie, vengono rimossi dal germinatoio, e annotati, solo i semi germinati con germinelli normali (lasciando i casi dubbi alle conte successive o a quella finale) (Fig. 1.33) e i semi morti (ammuffiti, marciti) che possono essere fonte d infezione per quelli sani. Vanno considerati germinelli normali quelli con gli organi essenziali (radichetta, fusticino, cotiledoni, piumetta, ecc.) normalmente sviluppati e sani, o con lievi difetti, dettagliatamente descritti nei metodi d analisi, che non compromettano il loro sviluppo in piante normali;

SEZIONE C
SEZIONE C
AGRONOMIA E TERRITORIO
Nel significato più ampio del termine, l’Agronomia è la disciplina che si occupa di ottimizzare i fattori che condizionano la crescita, lo sviluppo e la produttività delle piante. Come già visto nelle due Sezioni che precedono, l’insieme di questi fattori può essere raggruppato nei tre ambiti operativi specifici della scienza agronomica, tra loro strettamente connessi: l’atmosfera, che in relazione al clima condiziona la stagionalità delle produzioni agrarie; il suolo, che in base alla sua conformazione e composizione permette l’insediamento delle colture; la pianta stessa che, col suo patrimonio genetico, è in grado di esprimere tutte le potenzialità di adattamento all’ambiente e produzione.Quando i primi ancestrali agricoltori, fin dalla preistoria, si resero consapevoli di quanto la natura metteva loro a disposizione e cominciarono ad affinare le tecniche di coltivazione e allevamento, ebbene quello rappresentò un punto di svolta che cambiò il senso stesso dell’evoluzione umana, poiché l’agricoltura è stata per millenni la soluzione principe al fabbisogno primordiale di alimentarsi. Oggi il progresso delle conoscenze, abbinate alle tecnologie, permette di dare risposte un tempo impensate, risolvendo problematiche specifiche nei singoli comparti, e le tecniche agronomiche, nel loro insieme, possono fornire soluzioni non solo nell’ottica di campo (la singola coltura) ma anche in ambiti territoriali e ambientali più allargati e complessi.In questa Sezione C del Manuale dell’Agronomo sono trattate tutte quelle pratiche e tecniche agronomiche applicate che danno un senso globale al concetto di Agronomia territoriale, dove l’obiettivo può essere sì la produzione di derrate o biomasse da rimpiegare, ma anche quello di monitorare e valutare le potenzialità agronomiche e ambientali del territorio stesso, per preservarlo, mantenerlo, riqualificarlo e pianificarne tutti gli insediamenti e indirizzi produttivi possibili. In questo senso l’Agronomia, che è una scienza antica quanto le prime tecniche di messa a coltura dei suoli, regimazione idrica e irrigazione, risulta quanto mai moderna e attuale per dare risposte alle numerose esigenze intrinseche del territorio e degli individui che lo abitano.Coordinamento di SezioneRomano GiovanardiRealizzazione e collaborazioniEnrico Bonari, Angelo Caliandro, Carlo Camarotto, Carlo Fausto Cereti, Elio Cirillo, Gino Covarelli, Francesco Danuso, Almo Farina, Ulisse Ferrari, Maria Nives Forgiarini, Luigi Giardini, Romano Giovanardi, Alberto Giuntoli, Carlo Grignani, Attilio Lovato, Simona Manazzone, Marco Mazzoncini, Enrico Noli, Alessandro Peressotti, Stefano Rosso, Giuliano Sauli, Vincenzo Tedeschini, Alessandro Toccolini, Giovanni Toderi