7.1.4 Certificazione delle sementi

SEMENTI C 123 ,24 mS/cm il seme ha vigore elevato, se è .44 mS/cm il seme ha vigore molto scarso ed è inidoneo per la semina). Sul certificato d analisi il risultato va accompagnato dall indicazione del metodo usato. determinazione dell umidità della semente. Di norma viene eseguita su 2 repliche di 4-5 g di seme, previa triturazione fine, per alcune specie a seme grosso quali cereali e cotone, o grossolana (leguminose da granella), essiccati in stufa a 130-133 °C per 1-4 h, secondo la specie, o a 103 °C 6 2 °C per 17 6 1 h per specie erbacee di semi ricchi in sostanze oleose o volatili e di specie arboree. Per le sementi che devono essere triturate e hanno un contenuto di umidità .17% (>10% per la soia e .13% per il riso), si procede al preasciugamento. Il contenuto di umidità è dato dalla differenza in peso del materiale, prima e dopo l essiccamento (perdita di acqua), e viene espresso sul certificato in % con una cifra decimale. La determinazione dell umidità può essere anche eseguita con metodi rapidi (ammessi dalle Regole ISTA), usando apparecchi misuratori di umidità quali quelli elettronici (per conducibilità), a lampade a luce infrarossa, ecc. altre determinazioni. Non meno importanti delle determinazioni sopra descritte sono: 1. ricerca della grana rossa nel riso, previa sbramatura di 500 g di risone per asportarne le glumette e rendere così possibile la determinazione del numero di cariossidi a pericarpo rossastro; 2. determinazione del peso di 1.000 semi, pesando in grammi 400 o 1.000 semi puri; 3. determinazione del calibro dei semi, mediante una serie di vagli con intervalli di 0,25 mm di calibro importante per le sementi destinate a semina di precisione (es. seme monogerme di barbabietola); 4. esame radiografico dei semi, metodo rapido e non distruttivo che consente, in base alle caratteristiche morfologiche evidenziate dai raggi x, di differenziare i semi pieni da quelli vuoti o da quelli con lesioni interne da insetti, danni meccanici, ecc. e determinarne la percentuale in numero; 5. analisi speciali per sementi rivestite (confettate, incrostate, in nastri, in tovaglie, ecc.). Controllo di campo. Si esegue in parcella, con due repliche (e non contigue) di di- mensioni tali da ottenere il numero di piante (di norma almeno 2.000) e la spaziatura fra di esse sufficienti per conseguire accuratezza di rilievi e di risultati. Le dimensioni e le spaziature sono indicate, a seconda delle specie o gruppi di specie, nei metodi d analisi. I rilievi vanno condotti durante il ciclo colturale, soprattutto nelle fasi vegetative in cui si evidenziano i principali caratteri distintivi varietali, controllando anche i requisiti agronomici richiesti per una semente di qualità. Il risultato d analisi si esprime come percentuale in numero di piante corrispondenti al tipo , o di piante fuori tipo . Questo tipo d esame, tra l altro, rientra tra le procedure di controllo (postcontrollo) previste dalle norme di certificazione ufficiale delle sementi. 7.1.4. Certificazione delle sementi. La legge 1096/1971, e successive modificazioni, ha recepito le norme comunitarie europee concernenti la produzione e il commercio delle sementi di cereali, foraggere, barbabietole da zucchero e da orto, oleaginose e da fibra e patate da semina. Disposizioni aggiuntive per sementi e materiali C

SEZIONE C
SEZIONE C
AGRONOMIA E TERRITORIO
Nel significato più ampio del termine, l’Agronomia è la disciplina che si occupa di ottimizzare i fattori che condizionano la crescita, lo sviluppo e la produttività delle piante. Come già visto nelle due Sezioni che precedono, l’insieme di questi fattori può essere raggruppato nei tre ambiti operativi specifici della scienza agronomica, tra loro strettamente connessi: l’atmosfera, che in relazione al clima condiziona la stagionalità delle produzioni agrarie; il suolo, che in base alla sua conformazione e composizione permette l’insediamento delle colture; la pianta stessa che, col suo patrimonio genetico, è in grado di esprimere tutte le potenzialità di adattamento all’ambiente e produzione.Quando i primi ancestrali agricoltori, fin dalla preistoria, si resero consapevoli di quanto la natura metteva loro a disposizione e cominciarono ad affinare le tecniche di coltivazione e allevamento, ebbene quello rappresentò un punto di svolta che cambiò il senso stesso dell’evoluzione umana, poiché l’agricoltura è stata per millenni la soluzione principe al fabbisogno primordiale di alimentarsi. Oggi il progresso delle conoscenze, abbinate alle tecnologie, permette di dare risposte un tempo impensate, risolvendo problematiche specifiche nei singoli comparti, e le tecniche agronomiche, nel loro insieme, possono fornire soluzioni non solo nell’ottica di campo (la singola coltura) ma anche in ambiti territoriali e ambientali più allargati e complessi.In questa Sezione C del Manuale dell’Agronomo sono trattate tutte quelle pratiche e tecniche agronomiche applicate che danno un senso globale al concetto di Agronomia territoriale, dove l’obiettivo può essere sì la produzione di derrate o biomasse da rimpiegare, ma anche quello di monitorare e valutare le potenzialità agronomiche e ambientali del territorio stesso, per preservarlo, mantenerlo, riqualificarlo e pianificarne tutti gli insediamenti e indirizzi produttivi possibili. In questo senso l’Agronomia, che è una scienza antica quanto le prime tecniche di messa a coltura dei suoli, regimazione idrica e irrigazione, risulta quanto mai moderna e attuale per dare risposte alle numerose esigenze intrinseche del territorio e degli individui che lo abitano.Coordinamento di SezioneRomano GiovanardiRealizzazione e collaborazioniEnrico Bonari, Angelo Caliandro, Carlo Camarotto, Carlo Fausto Cereti, Elio Cirillo, Gino Covarelli, Francesco Danuso, Almo Farina, Ulisse Ferrari, Maria Nives Forgiarini, Luigi Giardini, Romano Giovanardi, Alberto Giuntoli, Carlo Grignani, Attilio Lovato, Simona Manazzone, Marco Mazzoncini, Enrico Noli, Alessandro Peressotti, Stefano Rosso, Giuliano Sauli, Vincenzo Tedeschini, Alessandro Toccolini, Giovanni Toderi