SEZIONE C

C 124 AGRONOMIA E TERRITORIO - TECNICHE AGRONOMICHE di moltiplicazione di ortive e da fiore sono contenute nella legge 195/1976. La legge stabilisce che le sementi per essere commercializzate devono appartenere a varietà iscritte nei Registri delle varietà ed essere state certificate . Registri delle varietà. Per le diverse specie coltivate sono istituiti dei Registri di va- rietà, contenenti l indicazione del nome della varietà, della sua origine, la descrizione dei suoi caratteri, il nome del responsabile della conservazione in purezza e la data d iscrizione. I Registri sono indispensabili per l identificazione e la certificazione delle varietà stesse. In essi devono essere obbligatoriamente iscritte tutte le varietà coltivate che sono oggetto di produzione e commercializzazione di seme nel nostro Paese. Per l iscrizione al Registro occorre che la varietà, a seguito di prove parcellari di campo (di norma biennali), risulti distinta, uniforme o, tenuto conto del particolare sistema riproduttivo, sufficientemente omogenea e stabile nella discendenza (varietà DUS). L iscrizione, richiesta dal costitutore della varietà, che deve provvedere al suo mantenimento in purezza, ha durata decennale e può essere rinnovata. Per le sementi ortive ed i materiali di moltiplicazione da orto e da fiore, sono inoltre iscritte le varietà standard le cui sementi sono controllate a posteriori (post-controllo) e certificate soltanto come categoria standard. La perdita di una delle caratteristiche importanti, comporta la cancellazione della varietà dal Registro. Una volta conseguita l iscrizione su un registro nazionale, la varietà viene inserita nel Catalogo comune europeo e può essere commercializzata su tutto il territorio dell Unione Europea. Certificazione. Ha lo scopo di attestare, dopo le opportune ispezioni della coltura da seme e il controllo della semente negli stabilimenti di selezione, in laboratorio (®analisi di laboratorio) e in campo (®post-controllo), che la semente risponda ai requisiti specifici, varietali e agronomici attesi, verificando anche la sua categoria di appartenenza. Tale compito di certificazione è demandato (dal 2010) dal Ministero al CREA (Consiglio per la ricerca in agricoltura e l analisi dell economia agraria), che ha assorbito il precedente ENSE (Ente Nazionale delle Sementi Elette) e che provvede a: 1. ispezionare la coltura da seme, per accertare l origine (categoria) della semente impiegata, la precessione colturale, il rispetto delle distanze d isolamento, lo stato generale della coltura (vegetazione normale ed uniforme e condizioni sanitarie soddisfacenti), se l identità e la purezza varietale o la rispondenza del tipo sono conformi a quelle prescritte, il grado d inquinamento da piante infestanti o nocive (parassite), la tempestiva e regolare esecuzione di operazioni (es. l emasculazione delle piante femminili nella produzione di seme ibrido F1); 2. controllare la semente prodotta, dalla trebbiatura alle operazioni di lavorazione e pulitura meccanica negli stabilimenti di selezione, che si conclude con il campionamento e la sigillatura delle confezioni e l invio dei campioni di seme prelevati, per le analisi di laboratorio e di campo (post-controllo) di cui si è già parlato. Se la semente risulta rispondente ai requisiti prescritti dalla legge, potrà essere certificata e l Ente certificatore (CREA) rilascerà gli appositi cartellini da apporre sulle confezioni. Costitutore di varietà. la persona o l ente che ha ottenuto una particolare varietà vegetale stabile, omogenea e distinta per uno o più caratteri dalle altre varietà esistenti, che detiene il riconoscimento della qualifica di costitutore dal MiPAF e che può richiedere la titolarietà del brevetto relativo a detta varietà. Una forma di protezione analoga a quella a livello nazionale è accordata a livello comunitario dal CPVO (Community Plant

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AGRONOMIA E TERRITORIO
Nel significato più ampio del termine, l’Agronomia è la disciplina che si occupa di ottimizzare i fattori che condizionano la crescita, lo sviluppo e la produttività delle piante. Come già visto nelle due Sezioni che precedono, l’insieme di questi fattori può essere raggruppato nei tre ambiti operativi specifici della scienza agronomica, tra loro strettamente connessi: l’atmosfera, che in relazione al clima condiziona la stagionalità delle produzioni agrarie; il suolo, che in base alla sua conformazione e composizione permette l’insediamento delle colture; la pianta stessa che, col suo patrimonio genetico, è in grado di esprimere tutte le potenzialità di adattamento all’ambiente e produzione.Quando i primi ancestrali agricoltori, fin dalla preistoria, si resero consapevoli di quanto la natura metteva loro a disposizione e cominciarono ad affinare le tecniche di coltivazione e allevamento, ebbene quello rappresentò un punto di svolta che cambiò il senso stesso dell’evoluzione umana, poiché l’agricoltura è stata per millenni la soluzione principe al fabbisogno primordiale di alimentarsi. Oggi il progresso delle conoscenze, abbinate alle tecnologie, permette di dare risposte un tempo impensate, risolvendo problematiche specifiche nei singoli comparti, e le tecniche agronomiche, nel loro insieme, possono fornire soluzioni non solo nell’ottica di campo (la singola coltura) ma anche in ambiti territoriali e ambientali più allargati e complessi.In questa Sezione C del Manuale dell’Agronomo sono trattate tutte quelle pratiche e tecniche agronomiche applicate che danno un senso globale al concetto di Agronomia territoriale, dove l’obiettivo può essere sì la produzione di derrate o biomasse da rimpiegare, ma anche quello di monitorare e valutare le potenzialità agronomiche e ambientali del territorio stesso, per preservarlo, mantenerlo, riqualificarlo e pianificarne tutti gli insediamenti e indirizzi produttivi possibili. In questo senso l’Agronomia, che è una scienza antica quanto le prime tecniche di messa a coltura dei suoli, regimazione idrica e irrigazione, risulta quanto mai moderna e attuale per dare risposte alle numerose esigenze intrinseche del territorio e degli individui che lo abitano.Coordinamento di SezioneRomano GiovanardiRealizzazione e collaborazioniEnrico Bonari, Angelo Caliandro, Carlo Camarotto, Carlo Fausto Cereti, Elio Cirillo, Gino Covarelli, Francesco Danuso, Almo Farina, Ulisse Ferrari, Maria Nives Forgiarini, Luigi Giardini, Romano Giovanardi, Alberto Giuntoli, Carlo Grignani, Attilio Lovato, Simona Manazzone, Marco Mazzoncini, Enrico Noli, Alessandro Peressotti, Stefano Rosso, Giuliano Sauli, Vincenzo Tedeschini, Alessandro Toccolini, Giovanni Toderi