7.2.3 Altre categorie di sementi

C 126 AGRONOMIA E TERRITORIO - TECNICHE AGRONOMICHE foraggere e di piante oleaginose e da fibra). Esse vengono identificate e certificate solo per la specie, eventuale provenienza, ecc. e sono contraddistinte da un cartellino ufficiale di colore bruno. Per le sementi di piante agrarie arboree e arbustive, questa categoria comprende sementi di provenienza determinata, almeno in quanto a regione o provincia di coltivazione. d. Sementi di categoria standard. una particolare categoria riservata alle varietà di sementi ortive e ai materiali di moltiplicazione da fiore e da orto esistenti ante 1970 , delle quali il costitutore non era noto, e per le quali non vi è la necessità che derivino da materiale ottenuto nell ambito della selezione conservatrice. Esse sono contraddistinte con cartellino di colore giallo e soggette a controllo ufficiale a posteriori (®Post-controllo) effettuato per sondaggio. e. Sementi di categoria originaria cui appartengono le sementi di piante agrarie arboree e arbustive che hanno origine da piante coltivate o selvatiche bene identificate e provenienti da zona ben definita. 7.2.3 Altre categorie di sementi. Nell ambito dei gruppi di sementi sopra indicati, la legge fa un ulteriore distinzione: a. sementi convenzionali di piante coltivate, che comprendono in massima parte varietà migliorate che sottostanno alle norme di iscrizione ai Registri, controllo e certificazione di cui sopra; b. sementi biologiche per l agricoltura biologica, cioè sementi e materiali di riproduzione vegetativa, ottenuti con metodi di agricoltura biologica, ossia senza impiego di prodotti chimici di sintesi (fertilizzanti, diserbanti, disseccanti, antiparassitari, concia del seme, ecc.). Il seme biologico è assoggettato allo stesso regime di iscrizione ai Registri, se si tratta di varietà selezionata a questo scopo, di certificazione e di controllo delle sementi convenzionali ; c. sementi di varietà geneticamente modificate (GM), per le quali sono previste norme (d.P.R. 9/5/2001, n. 322) che ne regolano la commercializzazione, l evidenziazione sui cartellini (che si tratta di varietà GM), i requisiti che debbono avere (rispetto alla salvaguardia dell ambiente e della salute umana e sanità degli alimenti) per l iscrizione ai Registri, l autorizzazione all importazione, la messa in coltura, ecc.; d. sementi di varietà da conservazione , cioè quelle varietà coltivate in modo tradizionale e in luoghi particolari (conservazione in situ), adatte alle condizioni naturali locali e regionali e minacciate dall erosione genetica; ovvero le varietà prive di valore intrinseco per la produzione vegetale a fine commerciale, ma sviluppate per la coltivazione in condizioni particolari. Per queste varietà sono previste norme (d.l. 24/4/2001, n. 212) che ne regolano l ammissione ai Registri di varietà e la commercializzazione. 7.3 Tecniche di produzione delle sementi 7.3.1 Parte generale. La coltivazione delle piante per la produzione di seme da propagazione, richiede particolari cure, soprattutto in termini di idoneità dell ambiente e di appropriate tecniche agronomiche. Idoneità dell ambiente. I principali fattori che qualificano gli ambienti come idonei alla produzione del seme sono: il clima, il terreno, gli insetti pronubi.

SEZIONE C
SEZIONE C
AGRONOMIA E TERRITORIO
Nel significato più ampio del termine, l’Agronomia è la disciplina che si occupa di ottimizzare i fattori che condizionano la crescita, lo sviluppo e la produttività delle piante. Come già visto nelle due Sezioni che precedono, l’insieme di questi fattori può essere raggruppato nei tre ambiti operativi specifici della scienza agronomica, tra loro strettamente connessi: l’atmosfera, che in relazione al clima condiziona la stagionalità delle produzioni agrarie; il suolo, che in base alla sua conformazione e composizione permette l’insediamento delle colture; la pianta stessa che, col suo patrimonio genetico, è in grado di esprimere tutte le potenzialità di adattamento all’ambiente e produzione.Quando i primi ancestrali agricoltori, fin dalla preistoria, si resero consapevoli di quanto la natura metteva loro a disposizione e cominciarono ad affinare le tecniche di coltivazione e allevamento, ebbene quello rappresentò un punto di svolta che cambiò il senso stesso dell’evoluzione umana, poiché l’agricoltura è stata per millenni la soluzione principe al fabbisogno primordiale di alimentarsi. Oggi il progresso delle conoscenze, abbinate alle tecnologie, permette di dare risposte un tempo impensate, risolvendo problematiche specifiche nei singoli comparti, e le tecniche agronomiche, nel loro insieme, possono fornire soluzioni non solo nell’ottica di campo (la singola coltura) ma anche in ambiti territoriali e ambientali più allargati e complessi.In questa Sezione C del Manuale dell’Agronomo sono trattate tutte quelle pratiche e tecniche agronomiche applicate che danno un senso globale al concetto di Agronomia territoriale, dove l’obiettivo può essere sì la produzione di derrate o biomasse da rimpiegare, ma anche quello di monitorare e valutare le potenzialità agronomiche e ambientali del territorio stesso, per preservarlo, mantenerlo, riqualificarlo e pianificarne tutti gli insediamenti e indirizzi produttivi possibili. In questo senso l’Agronomia, che è una scienza antica quanto le prime tecniche di messa a coltura dei suoli, regimazione idrica e irrigazione, risulta quanto mai moderna e attuale per dare risposte alle numerose esigenze intrinseche del territorio e degli individui che lo abitano.Coordinamento di SezioneRomano GiovanardiRealizzazione e collaborazioniEnrico Bonari, Angelo Caliandro, Carlo Camarotto, Carlo Fausto Cereti, Elio Cirillo, Gino Covarelli, Francesco Danuso, Almo Farina, Ulisse Ferrari, Maria Nives Forgiarini, Luigi Giardini, Romano Giovanardi, Alberto Giuntoli, Carlo Grignani, Attilio Lovato, Simona Manazzone, Marco Mazzoncini, Enrico Noli, Alessandro Peressotti, Stefano Rosso, Giuliano Sauli, Vincenzo Tedeschini, Alessandro Toccolini, Giovanni Toderi