1.7 Drenaggio sottosuperficiale

REGIMAZIONE IDRICA DEI TERRENI C 13 Il tipo di sistemazione con affossature attualmente più adatto alle esigenze dell agricoltura intensiva è la larga ferrarese con unità colturali di 1-4 ha. La lunghezza degli appezzamenti può anche superare il chilometro, anche se in questo caso sono necessari dei piccoli accorgimenti, come la tombinatura di tratti di scolina per favorire l accesso all unità colturale; la larghezza è dipendente dai soliti limiti imposti dalla natura del terreno. Le scoline sono molto profonde e vengono ripulite, o addirittura rifatte con uno scavafossi, ogni 1-2 anni. 1.7 Drenaggio sottosuperficiale. Per drenaggio sottosuperficiale si intende lo smaltimento dell acqua in eccesso utilizzando condotti sotterranei emungenti. Questo tipo di drenaggio è idoneo ad abbassare la falda freatica e a emungere l acqua sottosuperficiale in eccesso, mentre è poco adatto a eliminare il ristagno superficiale, a meno che questo non sia una conseguenza diretta di quello sotterraneo. I più importanti tipi di drenaggio sono di seguito elencati. 1.7.1 Fognatura. una delle forme più rudimentali di drenaggio. La sua realizzazione prevede l apertura di fosse, il cui fondo viene ricoperto per i primi 20-40 cm da materiale grossolano con funzione drenante, come fascine, ghiaia o pietrame; le fosse sono infine ricoperte con normale terreno. La fognatura svolge egregiamente la sua funziona drenante per i primi anni, ma poi i condotti si intasano e la loro azione viene meno. 1.7.2 Aratro talpa. Si tratta di una forma economica di drenaggio realizzata con l impiego di un organo Discissore discissore portante all estremità una specie di proiettile, con un diametro di 7-8 cm che viene fatto penetrare nel terreno fino a una profondità di 70-80 cm (Fig. 1.6). L organo discissore effettua dei tagli verticali che facilitano la percolazione dell acqua fino ai condotti creati dal proiettile che, lunghi normalmente da 50 a Galleria Lisciatoio Talpa od obice 100 m e con una pendenza intorno allo 0,5%, sboccano infine in fossi FIG. 1.6 Drenaggio con aratro talpa. collettori. Il costo dell operazione è modesto, ma il tempo di vita delle gallerie è piuttosto limitato, soprattutto nei terreni poveri di colloidi o con stabilità strutturale insufficiente (nei terreni argillosi nel Nord Europa le gallerie possono durare anche 2-3 anni). 1.7.3 Drenaggio tubolare. Chiamato anche semplicemente drenaggio, è realizzato attraverso l utilizzo di tubi emungenti detti dreni. Attualmente si utilizzano tubi di cloruro di polivinile, o in polietilene, lunghi 150-300 m, con un diametro variabile da 50 a 80 mm, fessurati per permettere l entrata dell acqua, collegabili tra loro a incastro o con un manicotto; per accrescerne la capacità emungente, o per proteggerli dagli intasamenti, possono essere circondati e rivestiti di materiale vario (es. fibra di cocco). La messa in opera è molto rapida e viene fatta con macchine tipo catenaria o che funzionano con C

SEZIONE C
SEZIONE C
AGRONOMIA E TERRITORIO
Nel significato più ampio del termine, l’Agronomia è la disciplina che si occupa di ottimizzare i fattori che condizionano la crescita, lo sviluppo e la produttività delle piante. Come già visto nelle due Sezioni che precedono, l’insieme di questi fattori può essere raggruppato nei tre ambiti operativi specifici della scienza agronomica, tra loro strettamente connessi: l’atmosfera, che in relazione al clima condiziona la stagionalità delle produzioni agrarie; il suolo, che in base alla sua conformazione e composizione permette l’insediamento delle colture; la pianta stessa che, col suo patrimonio genetico, è in grado di esprimere tutte le potenzialità di adattamento all’ambiente e produzione.Quando i primi ancestrali agricoltori, fin dalla preistoria, si resero consapevoli di quanto la natura metteva loro a disposizione e cominciarono ad affinare le tecniche di coltivazione e allevamento, ebbene quello rappresentò un punto di svolta che cambiò il senso stesso dell’evoluzione umana, poiché l’agricoltura è stata per millenni la soluzione principe al fabbisogno primordiale di alimentarsi. Oggi il progresso delle conoscenze, abbinate alle tecnologie, permette di dare risposte un tempo impensate, risolvendo problematiche specifiche nei singoli comparti, e le tecniche agronomiche, nel loro insieme, possono fornire soluzioni non solo nell’ottica di campo (la singola coltura) ma anche in ambiti territoriali e ambientali più allargati e complessi.In questa Sezione C del Manuale dell’Agronomo sono trattate tutte quelle pratiche e tecniche agronomiche applicate che danno un senso globale al concetto di Agronomia territoriale, dove l’obiettivo può essere sì la produzione di derrate o biomasse da rimpiegare, ma anche quello di monitorare e valutare le potenzialità agronomiche e ambientali del territorio stesso, per preservarlo, mantenerlo, riqualificarlo e pianificarne tutti gli insediamenti e indirizzi produttivi possibili. In questo senso l’Agronomia, che è una scienza antica quanto le prime tecniche di messa a coltura dei suoli, regimazione idrica e irrigazione, risulta quanto mai moderna e attuale per dare risposte alle numerose esigenze intrinseche del territorio e degli individui che lo abitano.Coordinamento di SezioneRomano GiovanardiRealizzazione e collaborazioniEnrico Bonari, Angelo Caliandro, Carlo Camarotto, Carlo Fausto Cereti, Elio Cirillo, Gino Covarelli, Francesco Danuso, Almo Farina, Ulisse Ferrari, Maria Nives Forgiarini, Luigi Giardini, Romano Giovanardi, Alberto Giuntoli, Carlo Grignani, Attilio Lovato, Simona Manazzone, Marco Mazzoncini, Enrico Noli, Alessandro Peressotti, Stefano Rosso, Giuliano Sauli, Vincenzo Tedeschini, Alessandro Toccolini, Giovanni Toderi