7.4 Lavorazione meccanica delle sementi

C 132 AGRONOMIA E TERRITORIO - TECNICHE AGRONOMICHE Lattuga (Lactuca sativa L.). Per la lattuga si adotta di norma l impianto a semina di- retta: terreno di medio impasto argilloso, non coltivato a lattuga da almeno 5 anni, disinfestato, concimato con N 5 50 (150-100 prima della salita a seme), P2O5 5 150, K2O 5 100 kg/ha; isolamento: nessuno; semina a marzo (ottobre per le varietà tardive) con 3 kg/ha di seme (1 kg/ha con seminatrici di precisione) a file distanti 75-80 cm; diradamento lasciando una pianta ogni 15-20 cm; incisione o scapatura del cappuccio per le varietà che incappucciano , di preferenza eseguire due trattamenti con Giberlan (GA3): 2 hL/ha prima del diradamento (alla 2a foglia) e 2 hL/ha dopo il diradamento (alla 4-5a foglia); raccolta-mietitura da metà luglio a metà agosto, quando il 70-80% delle infiorescenze accenna a mostrare il pappo; trebbiatura 4-5 giorni dopo; produzione di seme: 0,8-1,2 t/ha. apa (Brassica rapa L.). Si adotta di norma l impianto a semina diretta; terreno di R medio impasto argilloso, non coltivato a rapa o ad altre brassiche da almeno 5 anni, concimato con N 5 50 (150 in copertura), P2O5 5 150, K2O 5 100 kg/ha; isolamento colturale: 1.000 m; semina di precisione a inizio ottobre a file distanti 45 cm; raccolta con mietitrebbiatura quando il seme nelle silique è brunastro, che va rapidamente essiccato; produzione di seme: 50-150 kg/ha. Ravanello (Raphanus sativus L.). Si adotta di norma l impianto a semina diretta; terre- no di medio impasto argilloso, non coltivato a ravanello o ramolacci da almeno 4 anni, disinfestato, concimato con N 5 50 (150 in copertura), P2O5 5 150, K2O 5 100 kg/ha; isolamento colturale: 1.000 m; semina a fine settembre-inizio ottobre per varietà a semina autunnale, a fine febbraio-inizio marzo per quelle a semina primaverile, a distanze di 45 cm tra le file e 10 cm sulla fila; raccolta con mietitrice (in andane) quando il seme nelle silique è brunastro, trebbiatura 7-8 giorni dopo; produzione di seme: 0,5-1,0 t/ha. Scarola (Cichorium indivia L.). Si adotta di norma l impianto a semina diretta; terreno di medio impasto o argilloso, in pianura, non coltivato a scarola o cicoria da almeno 5 anni, disinfestato, concimato con N 5 50 (175 in copertura), P2O5 5 150, K2O 5 100 kg/ha; isolamento colturale: 1.000 m da altre colture di scarola e cicoria; semina a fine febbraio, a distanze di 70 cm tra le file e 2-3 cm sulla fila con 1 kg/ha per seminatrice di precisione, 4 kg/ha per seminatrice comune; diradamento: una piantina ogni 25-30 cm; raccolta: taglio fine luglio, trebbiatura 7-8 giorni dopo; produzione di seme: 0,8-1,2 t/ha. 7.4 Lavorazione meccanica delle sementi. L operazione, detta anche impropriamente selezione (delle sementi), si rende indispensabile per: liberare la semente da tutti i corpi estranei (semi spezzati, residui vegetali, terra, sassi, ecc.) e i semi estranei a essa ancora frammisti, anche dopo la trebbiatura; eseguire una cernita dei semi che costituiscono la semente in base alla dimensione (calibratura) e al peso (ventilazione) dei semi; rendere la massa di seme uniforme e idonea a costituire il lotto e ad essere confezionata e pronta per il controllo e la certificazione. Tali operazioni si svolgono in stabilimenti autorizzati (Fig. 1.35, a pagina 134), con particolari macchine e impianti che sfruttano le caratteristiche morfologiche del seme (forma, dimensione, peso, massa, elasticità, rugosità, pelosità, elettrostaticità, ecc.). Di primaria importanza è la tarara che, con la combinazione di vagli di diverso calibro e di corrente d aria regolabile, provvede alla prima calibratura e ventilazione della semente. A essa si accompagnano il mulino a martelli per la sbarbatura (reste, mucroni, ecc.)

SEZIONE C
SEZIONE C
AGRONOMIA E TERRITORIO
Nel significato più ampio del termine, l’Agronomia è la disciplina che si occupa di ottimizzare i fattori che condizionano la crescita, lo sviluppo e la produttività delle piante. Come già visto nelle due Sezioni che precedono, l’insieme di questi fattori può essere raggruppato nei tre ambiti operativi specifici della scienza agronomica, tra loro strettamente connessi: l’atmosfera, che in relazione al clima condiziona la stagionalità delle produzioni agrarie; il suolo, che in base alla sua conformazione e composizione permette l’insediamento delle colture; la pianta stessa che, col suo patrimonio genetico, è in grado di esprimere tutte le potenzialità di adattamento all’ambiente e produzione.Quando i primi ancestrali agricoltori, fin dalla preistoria, si resero consapevoli di quanto la natura metteva loro a disposizione e cominciarono ad affinare le tecniche di coltivazione e allevamento, ebbene quello rappresentò un punto di svolta che cambiò il senso stesso dell’evoluzione umana, poiché l’agricoltura è stata per millenni la soluzione principe al fabbisogno primordiale di alimentarsi. Oggi il progresso delle conoscenze, abbinate alle tecnologie, permette di dare risposte un tempo impensate, risolvendo problematiche specifiche nei singoli comparti, e le tecniche agronomiche, nel loro insieme, possono fornire soluzioni non solo nell’ottica di campo (la singola coltura) ma anche in ambiti territoriali e ambientali più allargati e complessi.In questa Sezione C del Manuale dell’Agronomo sono trattate tutte quelle pratiche e tecniche agronomiche applicate che danno un senso globale al concetto di Agronomia territoriale, dove l’obiettivo può essere sì la produzione di derrate o biomasse da rimpiegare, ma anche quello di monitorare e valutare le potenzialità agronomiche e ambientali del territorio stesso, per preservarlo, mantenerlo, riqualificarlo e pianificarne tutti gli insediamenti e indirizzi produttivi possibili. In questo senso l’Agronomia, che è una scienza antica quanto le prime tecniche di messa a coltura dei suoli, regimazione idrica e irrigazione, risulta quanto mai moderna e attuale per dare risposte alle numerose esigenze intrinseche del territorio e degli individui che lo abitano.Coordinamento di SezioneRomano GiovanardiRealizzazione e collaborazioniEnrico Bonari, Angelo Caliandro, Carlo Camarotto, Carlo Fausto Cereti, Elio Cirillo, Gino Covarelli, Francesco Danuso, Almo Farina, Ulisse Ferrari, Maria Nives Forgiarini, Luigi Giardini, Romano Giovanardi, Alberto Giuntoli, Carlo Grignani, Attilio Lovato, Simona Manazzone, Marco Mazzoncini, Enrico Noli, Alessandro Peressotti, Stefano Rosso, Giuliano Sauli, Vincenzo Tedeschini, Alessandro Toccolini, Giovanni Toderi