7.6 Conservazione delle sementi

C 136 AGRONOMIA E TERRITORIO - TECNICHE AGRONOMICHE 7.6 Conservazione delle sementi. Il seme appena maturo ha un potenziale di vitalità massimo, che può solo decrescere nel tempo, e diventa prima o poi inutilizzabile per la semina. Ne è causa il suo progressivo deterioramento, la cui intensità dipende dal tipo (specie, varietà), dalla storia del lotto di seme (sviluppo, maturazione, raccolta e trasporto) e dalle condizioni di conservazione (umidità e temperatura; pressione di ossigeno o altri gas, ecc.). Il deterioramento è conseguenza dell attività respiratoria del seme, che aumenta col crescere della sua umidità e della temperatura, che tendono a porsi in equilibrio con quelle dell ambiente. A causa della sua igroscopicità, il seme assorbe o cede acqua, secondo il livello di umidità relativa dell aria (UR), fino a che la pressione di vapore all interno di esso non eguagli la pressione di vapore dell aria (umidità d equilibrio). 7.6.1 Longevità del seme. I semi, in rapporto alla fisiologia di conservazione e alla vitalità si distinguono in: a. ortodossi (quelli della grande maggioranza delle piante agrarie), a longevità medio-lunga, per i quali la vitalità è tanto più lunga quanto più basse sono la temperatura e l umidità di conservazione; b. non ortodossi o recalcitranti, a longevità breve, che non disseccano sulla pianta madre, hanno elevata umidità alla raccolta e si deteriorano all aria in seguito a perdita d acqua (es. salici, pioppi, agrumi, cocco, cacao, caffè, piante acquatiche, ecc.); questi semi vengono danneggiati e uccisi dall essiccamento e dalla refrigerazione e devono, pertanto, essere conservati umidi . 7.6.2 Conservazione del seme. La conservazione del seme riguarda tutto l arco di tempo che va dalla maturazione alla semina, durante il quale il seme è esposto a forme diverse di deterioramento (es. maturazione in condizioni climatiche non favorevoli, lesioni durante la raccolta e la trebbiatura, trasporto del seme non sufficientemente asciutto dal campo allo stabilimento, pulitura del seme in stabilimento e di stoccaggio in magazzino, trasferimento dallo stabilimento di selezione all azienda), che sono spesso causa di gravi perdite di vitalità. Poiché l umidità del seme è fattore di conservazione di primaria importanza, è indispensabile che il contenuto di acqua del seme sia portato ai livelli di umidità di sicurezza, ossia a quei livelli che garantiscono il seme da perdite di vitalità. La semente alla raccolta ha, spesso, ancora una umidità che può favorire sviluppo di funghi saprofiti (Aspergillus, Penicillium, Rhizopus, ecc.) e riscaldamento della massa. Allora, al suo arrivo nello stabilimento di selezione, l umidità della semente deve essere prontamente abbassata sotto il 13-14% per i semi amilacei, l 11% per quelli oleosi e il 7-8% per molti semi orticoli, e mantenuta a questi livelli per tutto il periodo che va dall attesa per la pulitura al suo impiego (semina), purché avvenga a breve termine (da 3 a 9 mesi). Altrimenti, per una conservazione a medio termine (12-18 mesi, per esempio seme di scorta), occorre un asciugamento della semente più spinto, ottenibile con aria riscaldata (T non .35 °C), sola o in combinazione con deumidificatori dell aria, fino a raggiungere l umidità di sicurezza del 6,5-11%, secondo la specie, ed una conservazione a T , 18-20 °C e UR , 40-45% dell aria. Invece, per una conservazione a lungo termine (2-4 anni e più) o per il confezionamento in contenitori a tenuta d aria, il seme deve avere un contenuto di umidità molto più basso (5-6%) e deve essere conservato a 20-25 °C e 30-40% di UR oppure a 5-10 °C e 55-65% di UR. Infine, per la conservazione per un numero indefinito di anni (seme di fondazione, seme di germoplasma), è essenziale bloccare la pur minima attività respiratoria del seme tenendolo a contenuto di umidità basso (2,5-5%), isolato dall umidità ambientale (cioè sotto vuoto e in contenitori a tenuta ) e a temperature molto basse, fino ad adottare, in certi casi, una vera e propria crioconservazione .

SEZIONE C
SEZIONE C
AGRONOMIA E TERRITORIO
Nel significato più ampio del termine, l’Agronomia è la disciplina che si occupa di ottimizzare i fattori che condizionano la crescita, lo sviluppo e la produttività delle piante. Come già visto nelle due Sezioni che precedono, l’insieme di questi fattori può essere raggruppato nei tre ambiti operativi specifici della scienza agronomica, tra loro strettamente connessi: l’atmosfera, che in relazione al clima condiziona la stagionalità delle produzioni agrarie; il suolo, che in base alla sua conformazione e composizione permette l’insediamento delle colture; la pianta stessa che, col suo patrimonio genetico, è in grado di esprimere tutte le potenzialità di adattamento all’ambiente e produzione.Quando i primi ancestrali agricoltori, fin dalla preistoria, si resero consapevoli di quanto la natura metteva loro a disposizione e cominciarono ad affinare le tecniche di coltivazione e allevamento, ebbene quello rappresentò un punto di svolta che cambiò il senso stesso dell’evoluzione umana, poiché l’agricoltura è stata per millenni la soluzione principe al fabbisogno primordiale di alimentarsi. Oggi il progresso delle conoscenze, abbinate alle tecnologie, permette di dare risposte un tempo impensate, risolvendo problematiche specifiche nei singoli comparti, e le tecniche agronomiche, nel loro insieme, possono fornire soluzioni non solo nell’ottica di campo (la singola coltura) ma anche in ambiti territoriali e ambientali più allargati e complessi.In questa Sezione C del Manuale dell’Agronomo sono trattate tutte quelle pratiche e tecniche agronomiche applicate che danno un senso globale al concetto di Agronomia territoriale, dove l’obiettivo può essere sì la produzione di derrate o biomasse da rimpiegare, ma anche quello di monitorare e valutare le potenzialità agronomiche e ambientali del territorio stesso, per preservarlo, mantenerlo, riqualificarlo e pianificarne tutti gli insediamenti e indirizzi produttivi possibili. In questo senso l’Agronomia, che è una scienza antica quanto le prime tecniche di messa a coltura dei suoli, regimazione idrica e irrigazione, risulta quanto mai moderna e attuale per dare risposte alle numerose esigenze intrinseche del territorio e degli individui che lo abitano.Coordinamento di SezioneRomano GiovanardiRealizzazione e collaborazioniEnrico Bonari, Angelo Caliandro, Carlo Camarotto, Carlo Fausto Cereti, Elio Cirillo, Gino Covarelli, Francesco Danuso, Almo Farina, Ulisse Ferrari, Maria Nives Forgiarini, Luigi Giardini, Romano Giovanardi, Alberto Giuntoli, Carlo Grignani, Attilio Lovato, Simona Manazzone, Marco Mazzoncini, Enrico Noli, Alessandro Peressotti, Stefano Rosso, Giuliano Sauli, Vincenzo Tedeschini, Alessandro Toccolini, Giovanni Toderi